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Photo by www.karlunterkircher.com
Valery Babanov e Victor Afanasiev e la loro nuova via sul Broad Peak
Valery Babanov e Victor Afanasiev e la loro nuova via sul Broad Peak
Photo by arch. Valery Babanov
La sezione verticale
La sezione verticale
Photo by arch. S. Moro - H. Barmasse
Adam Ondra libera Campo con Corvi 9a al Bronx, Sardegna
Adam Ondra libera Campo con Corvi 9a al Bronx, Sardegna
Photo by Fabrizio Dessì
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Il 2008 dell'alpinismo e dell'arrampicata, 2a parte

29.12.2008 di Vinicio Stefanello

Tutti o quasi i fatti, le salite, gli exploit del'alpinismo e dell'arrampicata tra luglio e dicembre 2008.

Luglio 2008
Non si poteva cominciare più veloci: il 2 luglio Hans Florine e Yuji Hirayama salgono gli 870m di The Nose su El Capitan in 2 ore 43' 33''. Ovviamente è il nuovo record della mitica via di Yosemite: migliora di 2 minuti la precedente corsa dei fratelli Huber e cade proprio nel 50° anniversario dell'apertura di Warren Harding, Wayne Merry e George Whitmore. Quella prima volta richiese 5 settimane in parete, ma naturalmente non è nemmeno il caso di fare paragoni anche perché come vedremo la corsa non è ancora finita. Sempre all'insegna della velocità anche la ripetizione di Christian Bindhammer su Hades il 9a aperto e liberato dal fratello Andreas a Götterwand, nel Tirolo austriaco. Dal canto suo Nicolas Favresse riesce nella seconda salita di una delle fessure più difficili al mondo: Cobra Crack, a Squamish, Canada. Ma è il 15 luglio che accade ciò che non potrà essere dimenticato, e come spesso accade si tratta di una gran brutta notizia: Il fortissimo alpinista altoatesino Karl Unterkircher perde la vita cadendo in crepaccio mentre sta tentando di salire l'inviolata e pericolosa parete Rakhiot del Nanga Parbat. La notizia arriva direttamente dalla parete, dai suoi compagni Walter Nones e Simon Kehrer. Naturalmente sono scossi ma dicono di stare bene... subito dopo però non si riuscirà più a comunicare con loro. Tutti gli alpinisti sanno che la situazione è a dir poco delicata: Unterkircher era il leader, il più esperto, la parete è difficile e molto pericolosa, e ora tutto è nelle mani di Nones e Kehrer. Nell'immediatezza della notizia intanto, Agostino Da Polenza, direttore del Comitato Ev-K2-CNR, contatta Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo che partono immediatamente dall'Italia per il Nanga Parbat. E' una situazione quantomeno “irrituale” per gli Ottomila: Mondinelli e Gallo sanno il fatto loro e sanno anche che sarà difficile se non impossibile intervenire a quelle quote e soprattutto su quella parete. Comunque accettano questa responsabilità con lo spirito di tentare tutto ciò che è possibile per aiutare Nones e Kehrer. Il 19 luglio riescono a lanciare un sacco con viveri e un satellitare ai due alpinisti ancora fermi in parete ma purtroppo nessun contatto è possibile; si capirà poi che la parete non è coperta dal satellite. Intanto ecco la svolta: Nones e Kehrer riprendono a salire. E' la scelta giusta, l'unica cosa possibile perché sarebbe troppo pericoloso scendere. Il 20 sono fuori dalla parete Rakhiot e così riescono a comunicare con Agostino Da Polenza e con Gallo e Mondinelli. I due alpinisti stanno bene e continuano ad avere il controllo della situazione: decidono di scendere lungo la via Buhl. L'indomani sono bloccati dal maltempo a 7000m, il 22 scendono a 6600m, il 23 sono ancora uno stop per il maltempo. Poi, il 24, la non facile discesa fino a circa 5600m dove vengono recuperati da un elicottero pakistano. Fin qui la cronaca alpinistica che anche noi abbiamo testimoniato (vedi report). Resterebbe da dire dell'eccezionale risonanza mediatica che ha avuto la vicenda. Della successiva querelle sulle spese dei tre voli degli elicotteri addebitati a Nones e Kehrer e di cui i due alpinisti si sono dovuti far carico. E ancora del fatto che da più parti sono stati sollevati dubbi sulla necessità di soccorsi "tecnicamente" non richiesti dai due alpinisti. E ancora sull'opportunità di pubblicare sul web e in video le telefonate tra il centro dei soccorsi di Bergamo e i due alpinisti mentre ancora erano in parete. Detto che sono strascichi non nuovi al mondo dell'alpinismo e a queste vicende. Quel che è certo è che Nones e Kehrer sono stati bravissimi a risolvere una situazione molto difficile. Come è certo che Gallo e Mondinelli hanno gestito la loro parte in maniera molto professionale. E come è altrettanto certo che il mondo dell'alpinismo himalayano dovrà continuare a interrogarsi per trovare una strada e un'etica consapevole anche dei soccorsi. Ma ciò che assolutamente non bisogna scordare in tutta questa vicenda è Karl Unterkircher, un uomo e un alpinista estremamente consapevole delle sue difficili e rischiose scelte.
Di questo mese di luglio per certi versi così "straordinario", resta da dire di una salita eccezionale passata quasi in sordina. Il 17 luglio infatti, proprio mentre tutti gli occhi erano puntati sul Nanga Parbat, il fuoriclasse russo Valery Babanov, insieme al connazionale Victor Afanasiev, ha raggiunto la vetta del Broad Peak (8047m) dopo aver aperto una nuova via sulla parete ovest. Come vedremo non si fermeranno qui... Intanto il 28 luglio Dave Macleod (ancora lui!) libera Echo Wall sul Ben Nevis: un progetto che definisce la via più difficile da lui finora salita. Sempre allo scadere di luglio, sulle montagne del Tien Shan, gli sloveni Ales Holc, Matej Smrkolj e Tadej Kriselj salgono 'Slovenian birthday party', nuova via sulla nord del Pik Parashutny 5360m. Mentre Tine Marence e Andrej Magajne realizzano la probabile prima ripetizione della Via degli sloveni sul Pik Troglav e una veloce salita del Khan Tengry (7010m). L'ultimo giorno di luglio, invece, vede la salita di Mario Panzeri e Daniele Nardi e del finlandese Viekka Gustaffson sul Broad Peak. Ancora nessuno lo sa ma intanto sul vicino K2 si sta preparando un altro dramma.

Agosto 2008
Non c'è mai limite al peggio. Così non sono ancora spenti i "fuochi" del Nanga Parbat che già arriva un altro fulmine: quello dell'emergenza sul K2. E' il 2 agosto quando tutto succede. La notizia fa il giro del mondo: almeno 7 alpinisti sono bloccati e dispersi sopra il Collo di bottiglia a 8300m, il giorno prima hanno raggiunto la vetta del K2, ma l'hanno raggiunta tardi. Troppo tardi. Tanto che hanno dovuto bivaccare poco sotto la cima. Già così sarebbe stata una situazione estremamente difficile ma il peggio deve ancora arrivare: crolla un seracco sopra il Collo di bottiglia spazzando via le corde fisse. E' l'inferno. In pochissimi riescono a guadagnare l'uscita verso il basso e verso la salvezza. Tra questi il valtellinese Marco Confortola, gli olandesi Wilco van Rooijen e Cas Van de Gevel e il nepalese Pemba Gyalje Sherpa. Proprio quest'ultimo sarà la chiave di volta per evitare che il dramma sia ancora peggiore. E' lui che recupera Confortola ai piedi del Collo di bottiglia, dopo che l'italiano aveva tentato, insieme all'irlandese Gerard McDonnell (poi scomparso), di portare soccorso a un gruppo di alpinisti coreani precipitati. Pemba Gyalje protegge Confortola quando vengono investiti da una slavina. E' sempre lui che lo accompagna al Campo 4. Ed è ancora lui che nella notte tra il 2 e il 3 agosto recupera Wilco van Rooijen che si era "perso" in discesa sulla via Cesen. Non è certo un caso dunque che a Pemba Gyalje sia stata dedicata la copertina del numero di dicembre 2008 della prestigiosa rivista National Geographic Adventure, senza false retoriche è stato l'eroe di questo K2 “sbagliato”. Alla fine tra l'uno e il due dicembre sono stati 11 gli alpinisti che hanno perso la vita sul K2. Per Marco Confortola, che è riuscito a scendere dalla montagna dopo 3 lunghi e difficili giorni, restano i postumi dei congelamenti e le amputazioni delle falangi dei piedi e il ricordo di un'avventura terribile. Mentre al mondo dell'alpinismo e agli alpinisti resta la consapevolezza di dover ancora una volta affrontare il lato oscuro della loro passione. Una passione fatta di scelte (giuste o sbagliate che siano) che a volte non lasciano scampo e di cui bisogna aver coscienza e assumersi la responsabilità (vai al report).
Come sempre accade, intanto la vita continua e proprio mentre al K2 si prepara la tragedia, l'uno agosto gli incredibili Valery Babanov e Viktor Afanasiev stupiscono il mondo aprendo una nuova via sul versante sud-ovest del Gasherbrum I (8068m): è la seconda via nuova, dopo quella sul Broad Peak, nel giro di 16 giorni! E' un'impresa unica anche perché i due vogliono fare il tris con una via nuova anche sul GII. Non gli riuscirà: ma già così il loro 2008 è stato fantastico! Sempre il 1° agosto intanto, Simone Moro ed Hervè Barmasse raggiungono la vetta inviolata del Beka Brakai Chhok (6940m) nel Karakorum pachistano. Una bella cavalcata in stile alpino e in piena autonomia su una bellissima montagna! Interessante, nonché “strana” anche la performance dello statunitense Dean Potter che sull'Eiger realizza la prima FreeBASE di Deep Blue Sea, il tutto senza corda ma con un paracadute da base jump sulle spalle! Da registrare inoltre la stupefacente performance di David Lama su "Il guerriero del futuro" 8c+/9a nella falesia del Covolo (VI): gli sono bastati due tentativi per risolvere uno dei monotiri più difficili d'Italia e non solo. Ma non basta, Lama insieme all'olandese Jorg Verhoeven (altro big delle gare d'arrampicata) si rende protagonista anche nelle multipich con la prima salita di "Desperation of the Northface", 820m con difficoltà fino a 7b sulla Sagwand (3227m) nelle Alpi dello Zillertal. Come fosse già scritto però, il mese si chiude con due fatti tragici. Il 25 agosto il forte alpinista sloveno Pavle Kozjek è dato per disperso sulla Muztagh Tower, nel Karakorum pakistano. Il suo compagno Dejan Miskovic si salva a stento dopo una difficile discesa e grazie ad un elicottero che lo recupera a 5400m. Di Pavle Kozjek, uno dei più amati alpinisti sloveni, non si troverà più nessuna traccia. Anche qui, in soccorso ai due, sono arrivati un gruppo di alpinisti sloveni impegnati al K7 ma anche, direttamente dalla Slovenia, Tomaz Humar. Il 24 agosto, invece, è il giorno della caduta dei seracchi sulla via normale del Tacul sul Monte Bianco. Il bilancio è di 8 morti. Non c'è molto da commentare. Se non dire con Renzino Cosson che “questa è la legge della natura” (vedi intervista). Proprio sul Monte Bianco c'è da registrare un'altra performance solitaria del tedesco Alexander Huber che sale e discende senza corda per la Via degli Svizzeri al Grand Capucin. Infine, terminiano questo lunghissimo e contraddittorio agosto con una buona notizia e una bellissima avventura: il 24 agosto termina il viaggio iniziato il 26 giugno da Franco Nicolini e Diego Giovannini sulle 82 cime di Quattromila metri delle Alpi. 60 giorni per vivere e compiere un tour fantastico tutto spostandosi esclusivamente a piedi, in bicicletta o con gli sci. Da sogno!


Settembre 2008
Con settembre arriva l'appuntamento con il Rock Master di Arco. Un rito per il più importante e antico master dell'arrampicata sportiva che si conclude con un successo di pubblico e la vittoria del basco Patxi Usobiaga e dell'austriaca Johanna Ernst, la 16enne nuova rivelazione dell'arrampicata con il pettorale che come vedremo sarà la regina delle competizioni 2008. Intanto, sempre ad Arco, la giuria internazionale di Arco Rock Legends premia Adam Ondra e Maja Vidmar rispettivamente con il Salewa Rock Award e il La Sportiva Competition Award. Ancora sul fronte dell'arrampicata sportiva ma su roccia, l'11 settembre arriva il botto di Chris Sharma con la libera su Jumbo Love a Clark Mountain, California. Il grado è 9b... ovvero il massimo! Come al massimo livello è la prestazione di James Pearson con la libera di "The Walk of Life" a Dyer's Lookout, nel North Devon. Una via che con la valutazione di E12 7a, si propone come la via ‘trad’ più difficile al mondo! Sulle grandi pareti, invece, arriva la realizzazione di Silvia Vidal e Youri Cappis che, dal 26 luglio al 9 agosto, hanno effettuato la prima salita di ‘Entre boires’ A3/6a+/80º sulla est dello Huascaran North (Cordillera Blanca, Perù). Dalla Miyar Valley (Himachal Pradesh, India) invece, arrivano le 4 salite su altrettante montagne inviolate per la prima spedizione alpinistica della Guardia di Finanza. Si tratta di un team fortissimo che, con capo spedizione Bruno Moretti, riunisce alcuni dei climbers e degli alpinisti italiani più forti: Riccardo Scarian, Massimo Da Pozzo, Daniele De Candido, Cristian Brenna, Attilio Munari, Cristian Gobbi e Gianpaolo Corona. Visti i risultati la speranza è che l'esperienza possa continuare. Sempre dalla Miyar Valley arrivano inoltre le 4 vie nuove aperte da Stefano Cacioppo, Cesare Giuliani e Roberto Iannilli sulla parete sud della Castle rock. Intanto, continua l'avventura turca di Marco Sterni che, con Massimo Sacchi, Plinio Botterini e Recep Ince, apre 'Top Secret in Turchia' sulla parete Ovest del Çoban Kiri nel gruppo dell'Ala Daglar. E continua anche l'esperienza di Rolando Larcher che ritorna in Marmolada concludendo 'AlexAnna' (700m, 8a+/8b, 7b obbl.), nuova via top sul Pilastro Lindo della parete sud-ovest di Punta Penia. Infine per la serie delle bellissime, c'è da segnalare 'La perla preziosa', nuova via portata a termine e liberata da Nicola Tondini, insieme a Nicola Sartori e Michele Zandegiacomo, sulla mitica ovest del Sass dla Crusc. Il mese si chiude con un altro record annunciato: Yuji Hirayama e Hans Florine superano se stessi correndo su
The Nose al Capitan in 2 ore 37' 05'' migliorando di 6 minuti il loro record di luglio, e chiudendo così (almeno per quest'anno) la partita. Partita quasi chiusa anche su una delle multipicht più dure del mondo: Tough Enough 8b+ 400m sul Karambony, massiccio del Tsaranoro, Madagascar. A centrare la libera di tutti i tiri (manca però quella in giornata) è il francese Arnaud Petit, ma la storia di questa super big wall è molto più lunga, o lenta se volete, e parla di un bellissimo sforzo collettivo ed internazionale.

Ottobre 2008
A proposito di velocità: a soli 13 giorni dall'arrivo al Campo base, il 4 ottobre Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich arrivano in vetta al Manaslu. Per Nives Meroi ma anche per Romano Benet si tratta dell'11° Ottomila salito insieme e senza ossigeno. Nives affianca così la tedesca Gerlinde Kaltenbrunner al top della classifica delle salite femminili senza ossigeno degli 8000, ma soprattutto ha la conferma che il brutto incidente di febbraio al Makalu è completamente superato! Intanto un altro passo verso l'en plain di tutte le 14 montagne più alte è fatto. A proposito di passi in avanti, da primo piano è quello di Kevin Jorgeson nell’arrampicata trad: lo statunitense con la salita di Parthian Shot a Burbage in Inghilterra, centra la prima salita dal basso di una via gradata E9! Come merita gran considerazione la via aperta dai francesi Stephane Benoist e Patrice Glairon-Rappaz sulla parete sud del Nuptse: chapeau! Bella anche la prima salita di Vincent Anderson e Marko Prezelj sull’inviolata parete ovest del Makalu II (7678 m). C'è da dire però che poco dopo va a monte per il maltempo il loro “vero” progetto che prevedeva, insieme a Steve House, la salita dell'inviolata parete ovest del Makalu. Ad altre latitudini molto più benevole e su tutt'altro terreno continua invece la corsa inarrestabile di Adam Ondra. In Sardegna, il ragazzino terribile dell'arrampicata, oltre a portare a casa con incredibile “facilità” la prima a-vista della mitica Hotel Supramonte, libera anche il 9a "Campo con corvi" 9a nella falesia del Bronx. Dall'altro capo del mondo ovvero dalla profonda foresta vergine venezuelana arriva invece “Amurita” la prima salita ad opera degli inglesi John e Anne Arran sulla remota e assolutamente selvaggia parete dell'Amuri. Dal canto loro, gli statunitensi Joe Puryear e David Gottlieb il 17 ottobre hanno centrato la prima salita del Kang Nachugo (6735 metri), nella himalayana Rolwaling Valley, dopo 5 giorni di salita in stile alpino. Ritornando da noi, c'è da segnalare Rêve Caché, la nuova via aperta da Enrico Bonino e Paolo Stroppiana sulla est della Pointe d'Androsace, nella Combe Maudite al Monte Bianco. Mentre dalle Dolomiti di Sella arriva la prima libera femminile di Angelika Rainer su Italia '61. In tutto il mondo invece arriva la crisi finanziaria: la chiusura della rivista cult “Alpinist” rappresenta la prima, forse piccola ma certo significativa, ripercussione nel mondo dell'alpinismo.

Novembre 2008
All'inizio del mese si chiude la corsa della World Cup Boulder e Speed a vincere il Trofeo del boulder sono Kilian Fischhuber e Anna Stöhr, ovvero due dei migliori rappresentati della premiatissima scuola austriaca. L'Italia invece si deve “accontentare” di un pur grande 4° posto di Gabriele Moroni. Nella velocità invece è la sempiterna scuola dell'est che la fa da padrona con il russo Evgeny Vaytsekhovsky e la polacca Edyta Ropek. Sul fronte dell'alpinismo asiatico invece sono i giapponesi Fumitaka Ichimura, Yusuke Sato e Kazuki Amano ad aggiudicarsi il 3° Piolet d'or Asia per la nuova via aperta nel settembre 2007 sulla parete nord del Kalanka (Garhwal, India, Himalaya). Nel frattempo l'Hard Great continua la sua grande annata per mano dello statunitense Alex Honnold che sale in stile flash una delle vie di gritstone più famose in assoluto: Gaia E8 6c a Black Rocks, Inghilterra. Mentre al suo connazionale Kevin Jorgeson riesce la prima ripetizione di The Groove a Cratcliffe Tor. Per non smentirsi intanto Adam Ondra continua la sua marcia centrando anche la prima ripetizione di Open Air, la via test di Alexander Huber allo Schleierwasserfall che aspettava da 12 anni la seconda rotpunkt... Che dire se non che il 15enne climber ceco rappresenta insieme il presente ma anche il futuro. E' l'inizio della gioventù al potere? Del resto è Johanna Ernst, appunto una sua coetanea, che sbanca nella chiusura di Kranj la Coppa del mondo Lead. La giovanissima austriaca al suo primo anno nel circuito senior ha vinto tutto quello che poteva vincere, di più non poteva fare. Come non poteva fare di più l'olandese Jorg Verhoeven che finalmente dopo anni al vertice fa suo il Trofeo mondiale nella specialità con la corda.

Dicembre 2008
Ormai siamo all'oggi. E neanche a farlo apposta sembra di riprendere da dove abbiamo cominciato, dalla Patagonia. Sulle montagne alla fine del mondo è stato un mese di primati, che ha visto come protagonista assoluta la via dei Ragni sulla ovest del Cerro Torre con 21 alpinisti in vetta nel giro di 9 giorni. Tra questi da segnalare: la prima femminile della via e 5a assoluta del Torre della tedesca Dörte Pietron (in cordata con gli argentini Jorge Ackermann, Tomás Aguilo, Charly Cabezas, Rolando Garibotti, Matías Villavicencio), la prima solitaria della via (5a assoluta sul Torre) dello svizzero Walter Hungerbühler e la prima ripetizione italiana di Matteo Bernasconi e Fabio Salini. Il tutto dopo 34 anni dall'apertura della via in cui si sono contate solo 6 ripetizioni... Cosa è cambiato? Forse nulla o forse solo la prospettiva... si starà a vedere. Come sarà curioso vedere che grado si darà a Golpe De Estado, la nuova via liberata da Chris Sharma nella spagnola Siurana. Ma appunto questo è già futuro, difficile dire dove ci porterà. E allora, tanto per ricordare che il prossimo 2 gennaio Riccardo Cassin compirà i suoi primi 100 anni, per concludere è giusto prendere a prestito una delle sue frasi più famose. E a chi vuol sapere dove andranno l'alpinismo e l'arrampicata nel prossimo anno si potrebbe rispondere che “l'alpinismo andrà in montagna” e che l'arrampicata salirà ovunque ci sia roccia da salire. Buon 2009!

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