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Verso Bimba luna...
Verso Bimba luna...
Photo by Marco Spataro
Cerro Piergiorgio, Patagonia, 'La Routa de l'Hermano' (950m, 6b+ A3 ED+).
Cerro Piergiorgio, Patagonia, 'La Routa de l'Hermano' (950m, 6b+ A3 ED+).
Photo by Ragni Lecco
Island Peak, 6.189 metri, aprile 2008
Island Peak, 6.189 metri, aprile 2008
Photo by arch. Manuel Lugli
Adam Ondra su Action Direct 9a, Frankenjura, Germania
Adam Ondra su Action Direct 9a, Frankenjura, Germania
Photo by Bida, www.czechclimbing.com
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Il 2008 dell'alpinismo e dell'arrampicata, 1a parte

27.12.2008 di Vinicio Stefanello

Tutto o quasi quello che è successo nei primi sei mesi del 2008 nel mondo della montagna, dell'alpinismo e dell'arrampicata.

Cosa ricordare di questo 2008 ormai agli sgoccioli? Sarà perché ci sembra che il tempo e i fatti si siano rincorsi con un ritmo così accelerato da far perdere le loro traccie. Oppure perché di questi tempi tendiamo ad accantonare il passato pressati dal futuro. Certo è che sono state tante e forse fin troppe le cose successe quest'anno, anche nell'alpinismo e nell'arrampicata. Così tante che è difficile non solo fissarle tutte nella memoria ma anche mettere in fila le più significative. Noi ci proviamo sapendo già che non riusciremo a ricordarle tutte ma con la speranza che quanto è appena successo, bello o brutto che sia, serva per farci trovare spunti, idee e sogni per l'anno che verrà.

Gennaio 2008
Come conviene a tutti gli inizi, l'anno si apre tra luci e ombre. Così alla vetta del Vinson per la spedizione del Centro di Addestramento Alpino segue la scomparsa di Sir Edmund Hillary. Con l'88enne alpinista neozelandese, che insieme a Tenzing Norgay scalò per primo l'Everest, se ne va un altro pezzo di storia, ma come vedremo più avanti non sarà il solo del 2008. Intanto prende il via il tentativo per la prima invernale sul Makalu di Nives Meroi, Romano Benet, Luca Vuerich e dei kazachi Denis Urubko, Serguey Samoilov, Eugeny Shutov e Gennady Durov. Il tutto proprio mentre si annuncia lo stop per il Piolet d'or: l'Oscar dell'alpinismo nel 2008 non si terrà, serve un ripensamento o forse serve che anche il mondo della montagna sia pronto per essere vissuto come tutte le altre passioni della sport e dell'arte. In ogni caso forse è un'altra occasione perduta. Invece, non perde l'occasione per fare un altro colpo dei suoi Maurizio Zanolla alias Manolo: il 20 gennaio sale Bimba luna e insieme centra il suo primo 9a quasi alla vigilia delle sue prime 50 primavere. Senza star troppo a pensare se il grado della “bimba” più famosa dell'arrampicata sportiva sia 8c+ o 9a, non si può fare a meno di pensare che questa è una sorta di sfida ai giovani super climber: qual è il (vero) limite dell'arrampicata del futuro? A proposito di barriere infrante: sul Cerro Torre cade uno dei più resistenti miti patagonici. Dal 21 al 24 gennaio l'argentino Rolando Garibotti e lo statunitense Colin Haley portano a termine la traversata delle traversate concatenando in un'unica soluzione le vette dell'Aguja Standhardt, della Punta Herron, della Torre Egger e del Cerro Torre. E' un grande tour che segna probabilmente l'inizio di una nuova epoca per l'alpinismo in Patagonia. Sul versante del ghiaccio, o meglio del “misto moderno”, da registrare una bella ripetizione (probabilmente la prima) di Illuminati (Val Lunga - Selva Gardena, Dolomiti) da parte dell'altoatesino Florian Riegler insieme a Herbert Klammer. Ma è dal profondo Appennino che il 28 gennaio arriva l'invernale più interessante. Si tratta della prima solitaria invernale della nord del Monte Camicia del giovane Andrea Di Donato. Chi conosce il Gruppo del Gran Sasso e la nord del Camicia non può che confermare: è davvero una bella performance.

Febbraio 2008
Il secondo mese dell'anno si apre con il bel top di Gabriele Moroni sul boulder di Dreamtime. Nello stesso giorno arriva anche il gran colpo del 23enne britannico James Pearson che centra la prima salita di The Groove E10 7b a Cratcliffe Tor: siamo nel regno dell'arrampicata “trad”, e qui il freddo è servito per la giusta grip, naturalmente senza rete o quasi. Tutt'altra storia, di freddo e vento, è quella che invece fa fallire il tentativo invernale sul Makalu: prima Denis Urubko e C. poi Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich sono costretti ad abbandonare il campo per assoluta “impraticabilità”. Sfortunatamente Nives Meroi tornando al Campo base si frattura il perone: è una situazione difficile risolta per fortuna con un perfetto soccorso in elicottero. Perfetto come il soccorso portato a Giovanni Ongaro - colpito da una scarica di sassi alle mani - dai suoi compagni Cristian Brenna ed Hervé Barmasse. Succede sulla nord ovest del Cerro Piergiorgio in Patagonia. Una parete su cui, solo qualche giorno dopo, gli stessi Brenna e Barmasse ritornano per completare quella direttissima sognata da generazioni di alpinisti lecchesi: davvero una bella avventura per una “strana” ma fortissima cordata, e un successo da dividere oltre che con Giovanni Ongaro anche con l'inossidabile Mario Conti! Sempre dalla Patagonia arriva un'altra bella realizzazione di Rolando Larcher, Fabio Leoni ed Elio Orlandi che aprono 'El Gordo, El Flaco y L'Abuelito' sulla est della Torre Centrale del Paine, una via prima di tutto nata dall'amicizia e dalla voglia di vivere una lunga e bella esperienza in parete. Sotto il segno della corsa solitaria più sfrenata è invece il nuovo record di velocità sulla nord per antonomasia, quella dell'Eiger. Lo sprinter non a caso è il 31enne fuoriclasse svizzero Ueli Steck che in 2 ore, 47 minuti e 33 secondi polverizza di oltre un'ora il suo precedente record di un anno prima. Alpinismo da fantascienza, verrebbe da dire. Come si annuncia fantascientifico l'anno di Adam Ondra che si affaccia alle cronache del 2008 con la ripetizione della mitica Rambla di Siurana nel “tempo”, incredibile per un 9a+, di 5 tentativi. Ma appunto per il 15enne della Repubblica Ceca questo, come vedremo, è solo l'inizio... Termina qui invece la corsa della Ice World Cup dopo le tappe di Daone e Busteni la terza e ultima tappa di Saas Fee è stata vinta dalla meranese Angelika Rainer e dallo svizzero Simon Anthamatten che si aggiudica la vittoria finale del trofeo insieme alla vicentina Jenny Lavarda.

Marzo 2008
Florian e Martin Riegler
liberano “Vint ani do” (8a+ 350m) la via aperta da Ivo Rabanser e Stefan Comploi sulla sud ovest delle Meisules de la Bièsces sulle Dolomiti di Sella. L'inverno intanto continua a dimostrarsi favorevole al boulder con la prima di Christian Core su 'Gioia' a Varazze; un problema che rasenta la linea perfetta e che il già campione del mondo di boulder propone per il top grado 8c. Stesso grado, sempre senza corda ma su una via e non su un boulder, della paurosa realizzazione centrata da Dave Macleod sulla spagnola Margalef. Tanto più “paurosa” se si considera che subito dopo è stata seguita dalla prima salita delle 8 lunghezze di Don't Die of Ignorance XI,11 sulla Comb Buttress del Ben Nevis. Un unico aggettivo per quest'accoppiata? Impressionante! Ma molti segnali fanno sospettare che ormai il livello del “massimo” stia trovando una sua nuova dimensione... Intanto le cronache sono occupate dal terribile pugno di ferro che la Cina impone ancora una volta al Tibet. Le sanguinose repressioni delle proteste a cui prendono parte anche i monaci buddhisti fanno il giro del mondo, ma il muro di gomma cinese sembra impermeabile, come del resto la ragion di stato della diplomazia internazionale. Non c'è né giustizia né verità in Tibet: Lhasa viene sostanzialmente chiusa agli occidentali e al mondo. E anche l'impermeabile mondo dell'alpinismo è in qualche modo coinvolto: la Cina decreta improvvisamente la chiusura di Everest e Cho Oyu. E' un'altra delle iniziative per preparare le Olimpiadi di Pechino, o meglio un altro tentativo per nascondere la faccia del regime cinese: sulla cima dell'Everest transiterà la fiaccola olimpica, e anche lì non c'è spazio per occhi indiscreti. Gli alpinisti un po' (forse troppo poco) protestano e un po' abbozzano. Morale: i più cambiano programmi e cime. Nel frattempo anche per Simone Moro e C. finisce, a 7800m, il tentativo di prima invernale al Broad Peak. Mentre per tornare a temi che vanno oltre il “grado”, Nicolas Favresse rilancia il tema di un'etica per l'uso della roccia. E Valery Babanov, Hervé Barmasse, Christophe Profit, Pemba Doma Sherpa e Ettore Taufer, Giovanni Amort, Elio Sganga, Marco Farina (del Centro Addestramento Alpino) vengono premiati con la Grolla d'oro della prima edizione del Premio Saint Vincent per i professionisti della montagna.

Aprile 2008
La primavera parte con una bella via nuova degli statunitensi Vince Anderson e Steve House sulla nord del Mt. Alberta in Canada. Sempre dal Canada e precisamente dall'Icefall Brook Canyon, arrivano 10 nuove vie di misto moderno ad opera di un team composto dalla tedesca Ines Papert, dai canadesi Audrey Gariepy, Jennifer Olson e Jonathan Walsh e dalla svizzera Caroline George. Tra queste spicca Into the Wild, liberata da Ines Papert e proposta con il grado di M12. Intanto ad Arco, Andreas Bindhammer libera 'St. Anger' 8c+/9a all'Eremo di San Paolo. A fine aprile, invece, gli svizzeri Ueli Steck e Simon Anthamatten effettuano in Nepal la prima salita della parete nord del Teng Kang Poche, aprendo "Schachmatt" un “vione” di 2000m per una difficoltà di VI/85° su ghiaccio, M7+/6 A0). Il tutto mentre il mondo dell'alpinismo prende posizione contro la repressione in Tibet e mentre, proprio durante il 56° TrentoFilmfestival, a 87 anni ci lascia anche Cesarino Fava, altro grande vecchio dell'alpinismo.

Maggio 2008
Il TrentoFilmfestival chiude la sua 56esima edizione premiando con la genziana d'oro il film 4 Elements di Jiska Rickels ma anche il bellissimo Au de là des cimes con protagonista Catherine Destivelle e il Monte Bianco. Al Festival sono stati protagonisti l'alpinismo russo e l'alpinismo solitario, ospite d'onore è stato Pierre Mazeaud. E come sempre sono stati tantissimi i nomi dell'alpinismo e della cultura presenti, da Catherine Destivelle a Joe Simpson, da Mauro Corona a Pietro Dal Prà, a Rossano Libera, da Enrico Brizzi ai Marlene Kuntz a Charlie Russell, da Boris Korshunov a Hansjörg Auer, a Silvia Vidal. Cultura e alpinismo e arrampicata per una volta coniugati assieme per intravedere altri confini. Quei confini forse che in altro modo sono stati ancora una volta esplorati anche dal Melloblocco, il grande raduno dei boulderisti, o dei sassisti che dir si voglia, che anche nella sua 5a edizione ha sfondato tutti i record portando in Val di Masino oltre 4000 appassionati. Sempre sul versante degli eventi a Riva del Garda nascono gli OutdoorDays, 3 giornate interamente dedicate al mondo degli sport all'aria aperta. Sono tutti appuntamenti ormai immancabili. Quasi come il rendez-vu di Adam Ondra con Action Directe che, il 19 maggio, ha visto il giovanissimo fenomeno dell'arrampicata risolvere il capostipite di tutti i 9a firmato da Wolfgang Güllich. Oppure come quello di Barbara Zangerl con Pura Vida, il boulder di 8a+/8b a Magic Wood, in Svizzera. Ma anche quello di Michele Caminati con Il Signore degli anelli, un “magico” problema arrivato dopo 5 anni di corteggiamento. Senza contare quello centrato dal 37enne Steve McClure (ancora lui) con la prima libera della continuazione di Northern Exposure 9a+ a Kilnsey Crag nello Yorkshire in Inghilterra. Ma anche la libera da 8c+ di Markus Bock su Three Suns And One Star in Frankenjura, Germania. Di altro segno, quello della natura selvaggia dell'Isola di Baffin, parla invece la nuova via di Robert Jasper e Stefan Glowacz: "Take the long way home" è una gran via che ha richiesto ai due climber e alpinisti tedeschi 12 giorni e tre notti in parete. Risultato: 700m per 21 tiri di A4 e 10- e una gran bella avventura. Purtroppo maggio ha portato anche altri appuntamenti riservati dalla vita. Abbiamo dovuto dare l'addio a Bruno Detassis, l'indimenticabile alpinista e “custode” del Brenta che ci ha lasciati a 97 anni, insieme a lui se n'è andato a l'80enne Valerio Quinz grande maestro dell'arrampicata delle Dolomiti ma anche lo spagnolo Inaki Ochoa de Olza, grande alpinista himalayano già in vetta a 12 Ottomila tutti senza ossigeno, che ha perso la vita sull'Annapurna. Intanto l'Everest e il Tibet continuano ad essere "incatenati" dai divieti incrociati di Cina ma anche del Nepal che subisce il dictact cinese.

Giugno 2008
Il mese si apre all'insegna dell'arrampica giovane e felice promossa dal Rock Junior di Arco, un investimento sul futuro che a guardare l'entusiasmo dei giovanissimi partecipanti lascia ben sperare. Sull'altro fronte, quello dell'arrampicata che si costruisce in parete, Rolando Larcher e Maurizio Oviglia aprono British Way, una nuova via in stile trad sulla Punta Cusidore, in Sardegna. E' un altro dei segnali dell'attenzione sempre crescente per l'arrampicata tradizionale britannica. Come è chiaro che ormai l'arrampicata è globale: il 31enne Perttu Ollila compie la prima salita in libera di "Trad Master" nella falesia di Pärkänvuori, descrivendo la via come "il migliore e più difficile diedro della Finlandia". Intanto a Torino si inaugura finalmente il nuovo Palaroccia che sostituisce la storica palestra indoor del Palavela, mentre a Ceuse si lancia una campagna per la pulizia di una delle falesie più famose e importanti dell'arrampicata sportiva. Stessa motivazione “ecologica” anche per l'annuncio cinese di pulizia e conseguente chiusura dell'Everest per la primavera del 2009. Ma in questo caso, aldilà dell'effettivo problema ecologico, sono in pochi a credere che non si tratti dell'ennesima operazione per riaffermare il dominio cinese sul Tibet. Giugno si porta via anche un altro grande dell'alpinismo: all'età di 73 anni ci lascia Ignazio Piussi, un alpinista fortissimo e un uomo davvero “fuori dal coro”. Sul versante himalayano arrivano le prime vette stagionali, tra queste quella del Nanga Parbat per Mario Panzeri (8° Ottomila) e Daniele Nardi (7° Ottomila), ma anche Free Tibet 2065 nuova via sull’Ama Dablam aperta dal bellunese Francesco Fazzi e dallo spagnolo Santiago Padros.  Ancora non si sa, ma è solo l'inizio di una stagione sulle più alte montagne destinata ad essere ricordata a lungo.

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