Le vie di misto del Scottish Sector alla Cima Busazza in Presanella
Scottish Sector è una porzione minore della parete nord di Cima Busazza e trova posto sullo spallone alla destra della parete principale. La prima via fu tracciata addirittura durante la prima guerra mondiale da Angelo Dibona insieme ai fratelli viennesi Guido e Max Mayer con 14 soldati al seguito. Completarono l’ascesa nella primavera del 1916 lungo un itinerario che partiva dallo spallone, per poi proseguire logicamente lungo il filo dello sperone nord ovest fino in vetta all’Anticima Ovest. Al tempo il ghiacciaio era molto più alto e la conformazione dello spallone era abbastanza diversa, i primi tiri dell’attuale settore si trovavano sotto il ghiaccio e dove adesso c’è la via Tra cuore e pensiero fino a metà altezza vi era un enorme conoide nevoso. La Via Dibona partiva proprio dal suddetto conoide per poi obliquare verso destra fino a raggiungere il filo di cresta dello spallone, ma a causa del cambiamento climatico ad oggi la morfologia di questo tratto di parete risulta essere in gran parte cambiata. Tant’è che l’intero settore è – ahimè - frutto del cambiamento climatico stesso, con il ghiacciaio ancora alto come quarant’anni fa non avrebbe avuto senso di esistere.
I primi a tracciare un itinerario nell’attuale conformazione dello spallone sono stati Martin Giovanazzi e Davide Miori il 29 maggio 2021, quando aprirono la via di ghiaccio e misto Tra cuore e pensiero. Dopo aver arrampicato su terreno vergine fino in cima allo spallone, i due trentini proseguirono verso la vetta seguendo la Via Dibona. Questo itinerario è il più logico ed evidente, non solo dello spallone, ma forse anche di tutta la parete. L’idea di aprire altre vie su questa porzione mi venne proprio quando effettuai la prima ripetizione della via nel febbraio 2025 con Vaida Vaivadaite. Nell’occasione ci fermammo in cima allo spallone, optando per calarci senza proseguire fino in vetta e a fianco vidi chiaramente il potenziale per aprire altri itinerari. Cominciai aprendo la Via Teti con Andrea Gremes, una vietta quasi tutta su ghiaccio, parallela a Tra cuore e pensiero, che in seguito fu ripetuta da numerose cordate. Successivamente insieme a vari compagni di cordata mi concentrai ad aprire i tre grandi ed evidenti diedri a destra delle due vie precedenti e per dicembre 2025 il settore poteva definirsi completato.
Il periodo ideale per scalare dura tutto l’inverno e spesso si può iniziare già verso fine novembre. Solitamente bastano pochi giorni dopo una nevicata, giusto il tempo che il pericolo valanghe si assesti, per rendere la parete fruibile. Questo perché la neve invernale, secca e leggera, tende a scivolare giù con facilità, senza attaccarsi alla parete. Invece a seguito del cambiamento climatico, la primavera risulta ormai sfavorevole, negli ultimi anni il meteo primaverile è dominato dall’instabilità e dalle abbondanti ed umide precipitazioni nevose, che causano molti pericoli.
Il primo è che la parete viene letteralmente smaltata quasi quotidianamente da ingenti quantità di neve umida, essa a differenza di quella invernale tende ad attaccarsi e accumularsi ovunque, rendendo già di per sé la scalata pericolosa e complessa. Inoltre con il sole alto nel cielo, nonostante l’esposizione a nord, da aprile in poi la parete inizierà ad essere illuminata per svariate ore al giorno e il suo calore ovviamente, con tutta quella neve accumulata, favorirà il distacco di pericolose e grandi scariche. Un altro motivo è il possibile mancato rigelo notturno, ormai sempre più raro non appena le giornate si allungano, a causa della micidiale combinazione tra temperature sempre più alte, nuvole persistenti fino a tarda serata e ore notturne ridotte all’osso. Insomma in primavera trovare la combinazione di parete libera dalla neve e rigelo notturno ottimale risulta estremamente difficile. Infine va anche considerato che con il calore primaverile il pericolo valanghe aumenta nell’arco della giornata e quindi scendere il pomeriggio dopo aver scalato non è da consigliare. Fino a pochi anni fa la primavera era considerata il periodo ideale per affrontare le vie sulla Busazza, ad oggi col cambiamento climatico in atto non lo è più e questo vale anche per molte pareti di ghiaccio e misto di tutto l’arco alpino. Le nostre abitudini devono radicalmente cambiare se vogliamo continuare a scalare su questo terreno con un margine di sicurezza accettabile.
Il grande vantaggio che in questo piccolo settore si può arrampicare tutti gli anni, perché non dipende dalla formazione del ghiaccio come la più grande parete nord principale, che difatti non va in condizioni ogni inverno. Le tre vie sui diedri (Natural logic, Out Of The Blue e Maledetta primavera) sono in total dry su fessure e diedri di granito, dove il ghiaccio non si forma mai, quindi sono sempre arrampicabili. Mentre Tra cuore e pensiero e Teti il ghiaccio si forma facilmente ed è presente ogni annata, magari in quelle più secche bisognerà fare qualche passo di misto in più, ma generalmente non oltre l’M4/+, mantenendosi dunque su difficoltà abbordabili.
Le vie di questo settore sono tutte di 4 o al massimo 5 tiri e si prestano ad essere salite in giornata prendendo l’impianto che apre alle 8.30. Sci ai piedi e con la traccia fatta, dall’arrivo della cabinovia in cima al Presena si impiega solo un ora e mezza a raggiungere l’attacco. Poi a fine scalata una piacevole sciata di 1.300 metri riporta alla macchina. Un qualcosa che ricorda un po’ la comodità di cui godono le persone che abitano nei pressi di Chamonix, che possono allenarsi salendo in giornata e partendo da casa propria le vie di misto del Tacul. La mia idea sulla Busazza era proprio quella di creare un “giochino” simile per noi trentini (con le dovute proporzioni ovviamente), sfruttabile comodamente in giornata. In ogni caso tra questo settore e la parete principale, ad oggi si contano almeno 12 vie di ghiaccio e misto, ce n’è ne per ogni difficoltà e gusti e le ritengo tutte consigliabili ai ripetitori.
Come da titolo, in questo settore ho scelto di ispirarmi all’arrampicata mista scozzese, lo stile in “dry” privo di ghiaccio lo ricorda, le toppe di muschio ghiacciate e il proteggersi totalmente “trad” anche; poi ovviamente le condizioni climatiche qui da noi sono differenti, mancando l’umidità che in Scozia rende le pareti smaltate da appiccicosa neve ghiacciata e dalla galaverna dopo una perturbazione. Come in Scozia, tutte le vie sono state lasciate prive di materiale fisso, anche le soste sono da attrezzare con protezioni mobili, ai frequentatori chiedo di rispettare questo stile di scalata e non aggiungere alcun materiale fisso sulle vie, neanche alle soste. Anzi, chi trova qualcosa, è incentivato a portarselo a casa, tutti possono contribuire a lasciare la montagna pulita e prive di tracce permanenti. In questo modo qualunque ripetitore potrà così salire le vie nelle stesse identiche condizioni di come le abbiamo trovate noi in apertura.
Credo che sulle nostre Alpi i posti pieni di spit, chiodi o altro materiale fisso non mancano, dunque mi sembra una buona idea offrire un’alternativa a coloro che vorrebbero scalare “trad” o approcciarsi a questa disciplina, ma non possono farlo per mancanza di luoghi adatti dove praticarla. In ogni caso il granito offre sempre ottime possibilità di proteggersi e anche sulle vie più impegnative non ho mai dovuto affrontare “run out” particolarmente lunghi. A proposito, ormai non li usa quasi più nessuno, ma in questo settore gli excentric sono molto funzionali, per le linee più impegnative ne consiglio un set. Infine, per la discesa sarebbe opportuno usare solo le calate della Via Teti, comodamente raggiungibile da tutti gli itinerari del settore, in modo che rimanga l’unica linea attrezzata per la discesa.
Scottish Sector - le vie
1. Tra cuore e pensiero (210m +200m on via Dibona. AI3+, M4+ M. Giovanazzi, D. Miori 29/05/2021)
2. Via Teti (215m, AI4, M5, A. Gremes, E. Andreozzi 04/03/2025)
3. Natural Logic (210m, M7+, E. Andreozzi, S. Faiezza 14/12/2025)
4. Out Of The Blue (240m, M6+, E. Andreozzi, R. Samanden 22/01/2026)
5. Maledetta primavera (200m, M6, E. Andreozzi, F. Tamanini 14/04/2025)
Avvicinamento
1. Con l’impianto salire fino alla cima della funivia Presena. Ridiscendere brevemente la pista e all’altezza del primo grande muro uscire e seguire le tracce del noto fuori pista “Cantiere”. Appena possibile, abbandonare le tracce di discesa e traversare lungamente sotto la parete ovest della Busazza, al termine del traverso, mettere le pelli, iniziare a risalire aggirando la parete fino a trovarsi sul ghiacciaio alla base della parete Nord. (tempo 1 ora e mezza circa con gli sci).
2. Parcheggiare al depuratore (2 km prima del Passo del Tonale salendo dal Trentino, q. 1800 m circa). Attraversare subito il ponticello e seguire la strada forestale che porta all'Alveo del lago Presena 2160 m (segnavia, indicazioni), che si raggiunge in 1h circa, superando anche una caratteristica galleria (attenzione se ghiacciata, presenti corde fisse come corrimano). Dall'Alveo Presena spostarsi subito a sinistra e alzarsi obliquamente per pendii nevosi a moderata pendenza (35° max) in direzione sudest, costeggiando le rocce di una netta dorsale, che scende direttamente dal piccolo ghiacciaio che resiste alla base della parete Nord della Busazza (tempo 4 ore circa). L’opzione migliore per l’avvicinamento sono gli sci, ma ovviamente è possibile anche usare le ciaspole, in questo caso forse sarebbe meglio scegliere la seconda opzione e partire direttamente dal depuratore. Qualche volta ad inizio stagione la carenza di neve rende possibile fare l’avvicinamento a piedi, ma accade piuttosto raramente.
Discesa
Dalla cresta raggiungere l’uscita della Via Teti, lungo la quale, con quattro calate, si rientra velocemente alla base. È anche possibile – ma più impegnativo – proseguire in cresta lungo la Via Dibona (max M4+) e arrivare in cima, calandosi poi lungo la via La Forza della Mente, che riporta alla base della parete, oppure scendendo lungo il canale ovest. In quest’ultimo caso però non si rientra alla base.
- Emanuele Andreozzi, Trento
Info: emanuele-andreozzi-alpinista.com















































