Out of the Blue - Cima Busazza
Linea molto logica che sale il centrale dei tre grandi diedri paralleli presenti sull’avancorpo a destra della parete nord principale. Rispetto ai “gemelli” che lo affiancano, questa linea presenta in qualche modo degli agganci per le picche migliori, più grandi e profondi e quasi mai aleatori, questa caratteristica la rende probabilmente la più godibile e divertente delle tre vie. I due diedri alti presentano numerosi passaggi su zolle di muschio ghiacciate, mentre il primo tiro alterna passaggi in puro dry su roccia a solide bolle di Alpine Ice, offrendo a nostro parere nel complesso una lunghezza di corda entusiasmante.
Abbiamo arrampicato in stile trad, utilizzando solo 4 chiodi classici, tutti rimasti in parete. Due sono alla terza sosta e potrebbero facilmente rimanere sepolti dopo una nevicata. Come per la vicina via Teti, che ha visto parecchie ripetizioni nella scorsa stagione, anche questa linea si presta ad essere ripetuta e a noi ovviamente fa sempre piacere, purché venga rispettato il nostro stile di salita. Chiediamo dunque di lasciare la linea pulita da qualsiasi ulteriore materiale, sia lungo i tiri che alle soste. Sempre seguendo quest’ottica, per la discesa chiediamo di usare le calate della vicina Via Teti, in modo che possa rimanere negli anni del tutto priva di materiale fisso e mantenere inalterato lo stile in cui è stata aperta. Grazie.
Raggiungere Passo del Tonale.
Accesso1. Con l’impianto salire fino alla cima della funivia Presena. Ridiscendere brevemente la pista e all’altezza del primo grande muro uscire e seguire le tracce del noto fuori pista “Cantiere”. Appena possibile, abbandonare le tracce di discesa e traversare lungamente sotto la parete ovest della Busazza, al termine del traverso, mettere le pelli, iniziare a risalire aggirando la parete fino a trovarsi sul ghiacciaio alla base della parete Nord. (tempo 1 ora e mezza circa con gli sci).
2. Parcheggiare al depuratore (2 km prima del Passo del Tonale salendo dal Trentino, q. 1800 m circa). Attraversare subito il ponticello e seguire la strada forestale che porta all'Alveo del lago Presena 2160 m (segnavia, indicazioni), che si raggiunge in 1h circa, superando anche una caratteristica galleria (attenzione se ghiacciata, presenti corde fisse come corrimano). Dall'Alveo Presena spostarsi subito a sinistra e alzarsi obliquamente per pendii nevosi a moderata pendenza (35° max) in direzione sudest, costeggiando le rocce di una netta dorsale, che scende direttamente dal piccolo ghiacciaio che resiste alla base della parete Nord della Busazza (tempo 4 ore circa).
Coordinate GPS: 46°13'32.7"N 10°36'27.0"E; 46.225751, 10.607511
ItinerarioL1: Tiro godibile con ottimi ganci in placca che si alternano a bolle di solido ghiaccio, l’arrampicata si mantiene intorno all’M5, ma un singolo passaggio più duro da il grado al tiro. Non ci sono strutture evidenti da seguire, ma bisogna cercare il facile nel difficile puntando ad un piccolo diedrino in cima(unico riferimento), prima obliquando leggermente verso destra, poi spostandosi un po’ a sinistra per raggiungere il passo chiave. Un’esile fessurina proteggibile unicamente con un pecker precede il passaggio duro vero e proprio, che non è azzerabile. A nostro parere il tiro più bello della via. 55 metri, M6+.
L2: Tiro di trasferimento quasi interamente su neve. Sostare alla base della successiva bastionata rocciosa. 65 metri, 60°, M3.
L3: Spostarsi a destra rimediando il primo diedro articolato (il successivo è quello della via "Maledetta Primavera") e attaccando la prima fessura a sinistra. Passo chiave su zolle di muschio ghiacciate, ben proteggibile. Presenti due chiodi in sosta. 45 metri, M6+.
L4: Salire interamente l’estetico diedro di 30 metri, con splendida arrampicata di continuità. Ganci per le picche sempre ottimi e profondi che si alternano a numerosi passaggi su toppe di muschio ghiacciato. 60 metri, M6+.
L5: Ultimo tiretto, facile e breve per arrivare sul filo di cresta. 15 metri, 60°, M3.
DiscesaProseguire per 30 metri sulla facile cresta nevosa fino a raggiungere l’uscita della Via Teti, lungo la quale, con quattro calate, si rientra velocemente alla base. È anche possibile – ma più impegnativo – proseguire in cresta lungo la Via Dibona (max M4+) e arrivare in cima, calandosi poi lungo la via La Forza della Mente, che riporta alla base della parete, oppure scendendo lungo il canale ovest. In quest’ultimo caso però non si rientra alla base.
MaterialeUna serie completa di friends più una di micro, doppiando le misure 0.4, 0.5 e 1. Una buona scelta di nuts ed excentric, un pecker, utile qualche chiodo da roccia per emergenza.








