Janja Garnbret chiude Bibliographie (9b+) a Céüse
Sabato 6 giugno Janja Garnbret ha realizzato la prima femminile di Bibliographie, il celebre 9b+ di Céüse in Francia. La via era stata spittata da Ethan Pringle nel 2009 e liberata da Alexander Megos nel 2020. Con questa impresa, la 27enne slovena non solo ha scalato la via più difficile della sua carriera, ma è anche diventata la seconda donna al mondo a salire un 9b+, dopo che Brooke Raboutou aveva chiuso Excalibur ad Arco nell'aprile 2025.
Bibliographie è una delle vie di più difficili del mondo ed un punto di riferimento confermato per il grado 9b+. Oggi esistono solo una manciata di 9b+ in tutto il mondo e soltanto cinque 9c, nessuno dei quali finora è stato ripetuto.
Nel tempo, Bibliographie è diventata uno dei test di resistenza per eccellenza. Caratterizzata da una difficoltà costante e da oltre 80 impegnativi movimenti, conta pochissime ripetizioni. Inizialmente Megos aveva suggerito il grado di 9c dopo averla liberata in 60 giorni di tentativi, ma nell'agosto 2021 Stefano Ghisolfi dopo la prima ripetizione l'ha sgradato a 9b+. Da allora, tutti coloro che sono riusciti ad agganciare la catena hanno confermato le difficoltà: Sean Bailey (2021), Seb Bouin (2023) e Jorge Díaz-Rullo (2023).
Garnbret aveva provato la via per la prima volta subito dopo le Olimpiadi del 2024. Ci è tornata più volte, sempre per quella linea, e l'ha chiuso al suo quinto viaggio. "Questa via ha acceso un fuoco dentro di me – ha spiegato –. Mi ha fatto provare qualcosa di speciale, e ho continuato a tornarci. Mi ha sicuramente aiutato a diventare un'atleta e una climber migliore".
Il successo è arrivato l'ultimo giorno di Garnbret a Céüse, prima di ritornare a fare le gare. Per tutto il tempo aveva dovuto fare i conti con temperature elevate, ma alla fine ha trovato la finestra che aspettava: temperature più fresche e vento forte hanno creato le condizioni perfette, con l'aderenza ideale su quel magnifico calcare blu.
La ripetizione è stata inaspettata. "Quello che doveva essere un semplice riscaldamento sulla via – racconta – mi è riuscito perfettamente e ho continuato. Ero nella mia bolla, nel mio mondo, a fare ciò che amo di più. A differenza degli altri giorni, non c'erano molte persone alla falesia, quindi niente tifo fragoroso. È stato uno dei momenti più sereni della mia carriera su roccia.
Questa salita è il risultato di tutto ciò che ho imparato negli ultimi due anni – ha dichiarato –. La via mi ha insegnato che con una mente calma e con pazienza può succedere qualsiasi cosa. Non darti mai per vinto: fino all'ultimo tentativo devi lottare duramente. Quando finalmente succede, è una sensazione incredibile. Tutto il lavoro, la dedizione, la pazienza – quando tutto si unisce, è incredibile. Oggi il mio cuore è pieno di gioia".
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