La bandiera palestinese sventola tra il Grand Charmoz e il Grépo nel massiccio del Monte Bianco il 12 luglio 2026
Bill Hamilton

Bandiera palestinese sulle vette di Chamonix durante la Coppa del Mondo

Domenica 12 luglio, un gruppo di alpinisti anonimi ha esposto una bandiera palestinese di 540 m² tra il Grand Charmoz e il Grépon, sulle vette di Chamonix nel gruppo del Monte Bianco. L'azione, visibile durante l'ultima giornata della Coppa del Mondo di arrampicata, aveva lo scopo di richiamare l'attenzione su speranza, solidarietà e libertà. La bandiera è stata rimossa la notte stessa.
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La bandiera palestinese sventola tra il Grand Charmoz e il Grépo nel massiccio del Monte Bianco il 12 luglio 2026
Bill Hamilton

Domenica 12 luglio un gruppo di alpinisti anonimi ha scalato le vette che sovrastano Chamonix per appendere, tra il Grand Charmoz e il Grépon, una bandiera palestinese di 540 m² (30 m x 18 m). La bandiera è stata esposta in modo da essere visibile durante l'ultima giornata della Coppa del Mondo di Chamonix, a cui hanno assistito circa 20.000 persone, ed è stata rimossa più tardi quella stessa notte.

Nel suo comunicato stampa, il collettivo ha spiegato: "Sulle creste più inaccessibili del massiccio, a 3.500 metri di quota, e visibile da tutta la città – specialmente da Place du Mont-Blanc, dove si svolge la competizione – questa bandiera gigante vuole essere un simbolo di speranza, solidarietà, lotta e libertà!"

Secondo il collettivo, la bandiera "intende anche trasmettere che la comunità dell'arrampicata e dell'alpinismo si aspetta che la propria federazione, World Climbing (già IFSC), così come la federazione francese di arrampicata (FFME), assumano una posizione ferma e giusta riguardo ai crimini commessi da Israele in Palestina, Libano e Iran, e che sospendano la federazione israeliana (ILCA)."

Il 23 luglio 2026, World Climbing terrà un'assemblea generale straordinaria durante la quale le federazioni nazionali di arrampicata di tutto il mondo saranno chiamate a esprimersi con una votazione in forma anonima sull'eventuale sospensione della Federazione Israeliana di Arrampicata.

Il collettivo ha dichiarato: "Questo voto fa seguito a una richiesta della Palestine Climbing Association (PCA) e a mesi di mobilitazione da parte di alpinisti, atleti e federazioni nazionali di tutto il mondo, che – sulla base di prove – hanno dimostrato che l'ILCA ha agito in modi incompatibili con lo statuto di World Climbing e con i principi fondamentali della competizione leale, commettendo al contempo violazioni del diritto internazionale."




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