Caldo in montagna, le Guide Alpine fanno chiarezza su chiusure e valutazioni di percorribilità delle vie
Le Guide Alpine operano quotidianamente in alta quota, raccogliendo e condividendo informazioni sulle condizioni degli itinerari. Sulla base di queste valutazioni scelgono se accompagnare, modificare una salita o rinunciarvi. Si tratta di una valutazione che fa parte della professione, ed è alla base di quanto accaduto sul versante svizzero del Cervino.
"Le Guide Alpine non hanno alcuna autorità per chiudere o aprire la salita ad alcuna montagna – spiega Ezio Marlier, presidente del Collegio regionale Guide Alpine Valle d'Aosta –. Un eventuale provvedimento di chiusura spetta alle istituzioni competenti. Le Guide possono soltanto, sulla base delle informazioni raccolte e delle proprie competenze, sconsigliare ai propri soci o decidere di non percorrere un itinerario con i clienti."
"Siamo certamente in presenza di condizioni meteorologiche particolari – continua Marlier –. Il protrarsi del caldo anomalo sta modificando rapidamente gli ambienti d'alta quota e richiede particolare attenzione, perché presenta molte difficoltà, alcune delle quali nuove. Ma il lavoro delle Guide Alpine rimane quello di sempre: osservare la montagna, adattarsi alle sue condizioni e assumere le decisioni necessarie per tutelare chi la frequenta. La montagna va affrontata con consapevolezza: il rischio zero non esiste."
Marlier sottolinea inoltre che "decisioni temporanee legate a singoli itinerari non equivalgono mai a divieti di salita. Una società guide può dare una raccomandazione ai propri soci, e di solito è un punto di riferimento per la collettività, ma ognuno è libero di decidere autonomamente. Una corretta informazione da parte dei media è fondamentale per distinguere tra la normale gestione del rischio, che fa parte del lavoro di ogni professionista, e un catastrofismo che può generare percezioni sbagliate e conseguenze sul territorio".
"Non vogliamo né minimizzare le criticità né alimentare allarmismi – dice Martino Peterlongo, presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane (CONAGAI) –. Le Guide Alpine svolgono il proprio lavoro sulla base di valutazioni tecniche fondate sull'osservazione diretta dell'ambiente montano, le loro competenze e l'esperienza maturata quotidianamente sul territorio. Il nostro compito è fornire indicazioni responsabili e assumere decisioni coerenti con le condizioni che la montagna presenta in un dato momento."
"Questa è stata una stagione particolare – prosegue Peterlongo –. Dopo un mese e mezzo di caldo prolungato, già nella prima metà di luglio avevamo condizioni che in passato potevano essere tipiche di fine agosto. Gli zeri termici elevati rendono più complesso affrontare alcune situazioni e richiedono valutazioni ancora più attente, ma il cambiamento climatico è un elemento con cui la professione deve confrontarsi. Le condizioni della montagna determinano la fattibilità degli itinerari. Il compito delle Guide Alpine è valutare e, quando necessario, anche consigliare di non affrontare una salita".




























