Sébastien Berthe su Arco Iris (8c+, 200m), a Montserrat in Spagna
Josep Climent

Sébastien Berthe ripete Arco Iris a Montserrat, multipitch di 8c+ firmata Edu Marín

A Montserrat, in Spagna, il climber belga Seb Berthe ha effettuato la prima ripetizione di Arco Iris, la via di più tiri liberata da Edu Marín e gradata 8c+.
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Sébastien Berthe su Arco Iris (8c+, 200m), a Montserrat in Spagna
Josep Climent

Nel corso degli anni il belga Sébastien Berthe si è specializzato nelle vie di più tiri ed è indubbio che ormai sia uno degli esperti mondiali di vie lunghe su pareti enormi. The Nose, Silbergeier, Des Kaisers neue Kleider, End of SilenceBellavista, Fly… la lista è lunga ma adesso il 28enne di Bruxelles ha ripetuto la via che ritiene la più difficile in assoluto, Arco Iris a Montserrat in Spagna. Si tratta di una vecchia via aperta, in artificiale nel 1978, da Armand Ballart e German Folch e liberata nell’autunno del 2020 da Edu Marín.

Berthe intendeva ripeterla già durante una visita a marzo di quest’anno, ma ha deciso di abituarsi al conglomerato (sulle pareti alle porte di Barcelona) salendo in giornata Tarragó (240m, 8b+). Poi si è dedicato alla "sorella maggiore", trovandola nettamente più difficile. Anche perché la via, "sostenuta ed incredibile", era stata riattrezzata da Marin "con enormi runout, così l’arrampicata in libera non disturba l’arrampicata in artificiale, un fatto molto importante qui a Montserrat." Berthe racconta di aver "fatto il volo più lungo della mia vita, circa 25 metri, dando il mio massimo sul tiro di 8c+.” Durante quel viaggio la via era troppo dura per Berthe; lui stesso, infatti, ha sottolineato che è la prima volta che una via di più tiri gli dava così tanto filo da torcere "fisicamente, tecnicamente e mentalmente". Così ha dovuto lasciare la Spagna a mani vuote.

Adesso è arrivato la rotpunkt e, contemporaneamente, la prima ripetizione. Durante il terzo giorno è quasi riuscito a chiudere il tiro chiave, poi però ha rotto una presa dove c’era l’unico riposo, rendendo il tiro ancora più difficile. Domenica, il quarto giorno assieme all’amico Baptiste Verdin, ha provato la via nuovamente, cadendo sul tratto chiave e riposandosi in sosta due ore prima di salire “a muerte”. "Ero al mio limite assoluto" racconta "Durante gli ultimi 10 metri ho lottato su ogni presa, forse la lotta più difficile di tutta la mia vita!" Dopo 9 ore i due erano finalmente in cima, con Berthe che aveva salito tutti i tiri in libera da capocordata.

Secondo Berthe i gradi dei tiri sono un mezzo grado inferiore rispetto a quelli suggeriti da Marin, tranne quello chiave che rimare "un solido 8c+."




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