Il tracciato del primo ski base jump della parete nord dell'Aiguille du Plan, effettuato il 26/05/2026 da Matthias Giraud
Stefan Laude

Aiguille du Plan, Matthias Giraud effettua l'audace primo salto ski BASE della parete nord

Il 26 maggio 2026 Matthias Giraud ha compiuto il primo salto ski BASE dalla parete nord dell'Aiguille du Plan. Tutti i dettagli del 42enne alpinista francese, della 'combinazione definitiva tra alpinismo, sci estremo e BASE jumping'.

Parete Nord dell'Aiguille du Plan: salto in ski BASE – un'idea che incute timore, di cui Aurélien Lardy mi aveva parlato due anni fa. La prima volta che ho guardato quella discesa, ho capito subito la portata del progetto: alpinismo, sci estremo, seracchi stretti, manovre con la corda e un salto in ski BASE di precisione dentro un imbuto di roccia sopra una goulotte.

Il mio amico Alex Perinet, guida alpina professionista, ha portato in vetta me e Stefan Laude, il nostro cameraman. Con 20 kg di attrezzatura addosso, restare agili sugli sci era una vera sfida: viti da ghiaccio, ramponi, piccozza, corda, moschettoni, fettucce, secchiello e, sulla schiena, un paracadute.

Due settimane prima, Milo Cravero, rispettato sciatore estremo e alpinista di Chamonix, aveva perso la vita sulla stessa via, travolto da una valanga. Quel pensiero pesante mi ha accompagnato dall'inizio alla fine della discesa: un monito a non lasciarmi trascinare dall'entusiasmo.

Nei giorni precedenti, abbondanti nevicate e lastroni avevano reso le condizioni difficili per settimane. Quando la neve si è finalmente assestata, un'ondata di caldo ha portato aria stabile ma ha anche creato una finestra meteo strettissima: di giorno la neve era troppo molle, di notte diventava durissima. Il custode del rifugio Cosmiques ci ha avvertiti che i ponti di neve avrebbero potuto cedere con l'aumento delle temperature.

Siamo partiti dal rifugio alle 5:30 e abbiamo raggiunto la vetta alle 9:00. In cima, mi sentivo estremamente ansioso – la notte prima avevo dormito solo un'ora. Continuavo a ripetermi: "Fidati della tua visione… Sai cosa fare e come farlo". Il pensiero correva a Milo. Resta concentrato, niente fuori posto, non lasciarti trascinare: ogni movimento deve essere preciso.

Sono partito alle 10:30. La neve in alto era compatta, ma sotto era come zucchero: buona aderenza, ma non potevo spingere troppo. Da cima a fondo, son dovuto restare preciso in ogni movimento!

Tra i seracchi ho fatto due calate in corda doppia di circa 60 metri ciascuna, attraversando il passaggio chiave in mezzo a ghiaccio blu e rocce. Sulla prima doppia, vedevo roccia e ghiaccio sotto di me e ho capito di essere su un ponte di neve. Dovevo restare leggero, e allo stesso tempo avanzare in modo efficiente.

La sezione peggiore, però, è stato l'ultimo passaggio ripido e ghiacciato dopo la seconda doppia. Dovevo scendere poco a poco con la piccozza, mentre detriti di roccia, neve e ghiaccio continuavano a cadere dall'alto. Per tutto il tempo mi sono sentito sulla linea di fuoco. Forse sarebbe stato meglio fare un'altra doppia.

Nell'ultimo tratto la neve era profonda, pesante, a tratti compatta. Ho fatto altre quattro curve molto prudenti sull'ultima lingua di neve, poi ho preso in mano il pilotino e mi sono lanciato dritto verso il bordo del seracco.

La velocità, l'angolo e la direzione erano perfetti. Appena in aria, ho capito che avevo la distanza giusta. Il seracco era alto solo 30 metri, con 25 metri di ghiaccio ripido sotto di me e rocce su entrambi i lati. Aprire nella direzione sbagliata sarebbe stato catastrofico. Ma appena ero in volo tra quelle pareti rocciose, tutta la pressione è svanita. Sette mesi e mezzo di preparazione hanno dato i loro frutti. Non riuscivo più a smettere di sorridere e di gridare!

Questa discesa è il momento più importante della mia carriera: la combinazione definitiva tra alpinismo, sci estremo e BASE jumping.

Tornato a Chamonix, guardando la lingua di ghiaccio e neve che si vede dal centro città, ho avuto un ultimo pensiero per Milo: "Non ti conoscevo, ma questa è per te". Grazie ad Alex Perinet, Stefan Laude, Aurele Mayol e Remi Portier per l'aiuto e il supporto.

- Matthias Giraud, Megève, France




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