A Katherine Choong la prima femminile di Ravage, 40 anni dopo la libera di Antoine Le Menestrel
La svizzera Katherine Choong ha realizzato la prima femminile della storica Ravage al Chuenisberg, nel Basler Jura in Svizzera. Chiodata da Wenzel Vodicka e liberata nel 1986 da Antoine Le Menestrel, la via è stata inizialmente gradata 8c, diventando così la più difficile del mondo all'epoca e la prima di questo grado. Ripetizioni successive hanno però suggerito che fosse leggermente più facile, intorno all'8b+, il che significa che Wallstreet, liberata da Wolfgang Güllich nel Frankenjura, si sarebbe presa quel primato l'anno successivo. Per la cronaca, Adam Ondra nel 2009 ha realizzato la prima e finora unica salita a-vista di questo breve test.
La prima salita femminile di Choong arriva a ben 40 anni dalla prima libera. "Ravage è una via che volevo salire da anni – spiega –. Prima di tutto per la fama: è stata il primo 8c nella storia dell'arrampicata, considerato all'epoca il grado più duro al mondo. Anche se poi è stata sgradato a 8b+/c, il che mi sembra giusto, mi ha comunque messa a dura prova. Resta una via iconica. Quest'anno cade anche il 40° anniversario della prima salita, realizzata nel 1986 da Antoine Le Menestrel, che ha vinto la "corsa" alla prima salita contro il chiodatore Wenzel Vodicka, il quale poi ne ha firmato la prima ripetizione.
Per me era importante salirla anche perché la terza ripetizione, tre anni dopo, è stato fatta da Philippe Steulet, un pioniere dell'arrampicata professionistica della mia regione, che ho conosciuto personalmente prima della sua tragica scomparsa sull'Eiger. E poi la via è a soli 30 minuti da casa mia, al Chuenisberg, nella Svizzera settentrionale, quindi non avevo davvero scuse per non provarla.
Ravage è una via molto corta, una decina di metri, brutale, con appoggi estremamente lisci. La prima volta che l'ho provata, onestamente non mi è piaciuta affatto, soprattutto perché riuscivo a malapena a fare i movimenti: tutte le prese sembravano troppo lontane e quindi impossibile per me. Ma dopo aver passato un bel po' di tempo a trovare le soluzioni, adattando le sequenze alla mia statura e cadendo ancora e ancora sullo stesso dinamico – un lancio se sei sotto 1,60 metri e hai le braccia corte ;-) –, finalmente il 2 maggio ho agganciato la catena. Senza ginocchiera, naturalmente ;-)
Penso che proprio nel momento in cui ho toccato la catena, ho capito veramente il significato del nome Ravage che Antoine aveva scelto: «Dopo aver scalato, non rimane più nessun pensiero. Niente più rimuginii. In cima mi sentivo distrutto e felice. Non c'erano più pensieri. Mi sentivo libero.»
Come piccolo aneddoto, sono tornata più tardi per girare il filmato e sono riuscita a chiudere la via una seconda volta. Questo dimostra la potenza della memoria corporea, che rende tutto più facile."
- Katherine Choong, Svizzera


































