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Sev Berthe sale il suo primo 9a+, Super-Crackinette a Saint-Léger-du-Ventoux
Fotografia di Jean-Elie lugon
Sébastien Berthe dopo aver salito Silbergeier nel Rätikon
Fotografia di Damien Largeron
Sébastien Berthe assicurato da Nico Favresse su Des Kaisers neue Kleider, Wilder Kaiser, Austria
Fotografia di Damien Largeron
Sébastien Berthe durante la seconda salita in libera di Heart Route, El Capitan, Yosemite, insieme a Simon Castagne
Fotografia di Sébastien Berthe archive

Sébastien Berthe sale il suo primo 9a+, Super-Crackinette a St. Leger

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Il report del climber belga Seb Berthe che a Saint-Léger-du-Ventoux ha salito il suo primo 9a+, Super-Crackinette. Il successo arriva dopo un’estate da incorniciare su alcune vie di più tiri tra le più difficili delle Alpi.

L’altro giorno il climber belga Sébastien Berthe è riuscito a chiudere il suo primo 9a+, Super-Crackinette a Saint-Léger-du-Ventoux in Francia. La stessa via liberata da Alex Megos, diventata famosa dopo la salita in stile flash nel 2018 da parte di Adam Ondra e che, nel marzo 2020, Julia Chanourdie aveva scelto come suo primo 9a+.

Il successo di Berthe su Super-Crackinette arriva dopo soltanto un 9a salito in precedenza, Speed ​​Integral a Voralpsee in Svizzera all'inizio di questa estate, e conclude un girovagare estivo eccellente su alcune vie di più tiri tra le più difficili delle Alpi. Come Voie Petit (8b, 450m) sul Grand Capucin nel massiccio del Monte Bianco, Bellavista sulla Cima Ovest di Lavaredo nelle Dolomiti (dopo di che con David Deluc ha completato un enorme concatenamento sulle Tre Cime), la Trilogia delle Alpi con Nicolas Favresse (effettuando il viaggio per Silbergeier, Des Kaisers neue Kleider e End of Silence in bicicletta), Odysee sull’Eiger… questo elenco non è affatto esaustivo ma certamente illustra le sue indiscusse capacità.

Inoltre, nel novembre 2019 Berthe era diventato uno dei pochissimi a completare una salita in libera di The Nose su El Capitan a Yosemite, dopo aver salito in libera Heart Route nel 2016 e Freerider nel 2017. A 27 anni, e ora con un 9a+ al suo attivo, Berthe è uno dei giovani alpinisti più promettenti nel panorama internazionale, con possibilità di un ulteriore innalzamento dell’asticella.

Super-Crackinette a St. Leger di Seb Berthe

All'inizio di quest'anno ho deciso di lasciare il mio lavoro di allenatore presso la federazione di arrampicata belga per concentrarmi sulla mia scalata! Ho deciso di concentrarmi sull'arrampicata outdoor e, in particolare, su difficili vie di più tiri. A lungo termine voglio spingermi ancora più in là su quel tipo di terreno, tuttavia, per raggiungere i miei obiettivi, so che devo ancora fare molti progressi nell’arrampicata sportiva in falesia, devo migliorare le dita, diventare più forte…

Questo è il motivo per cui, all'inizio del 2020, volevo migliorare il più possibile su un boulder breve ed intenso oppure una via. Avevo bisogno di un progetto che mi spingesse davvero fuori dalla mia zona di comfort! E a febbraio è apparsa Super-Crackinette. La via era troppo dura per me, ma me ne sono subito innamorato. Sapevo che se un giorno fossi riuscito a chiuderla, sarei stato molto, molto più forte, quindi mi sono prefissato l'obiettivo di salirla nel 2020.

Ho passato l'intero mese lavorandola come un matto e durante i tentativi ho capito che questo obiettivo stava diventando sempre più importante per me, ancora più importante degli obiettivi multipitch che mi ero prefissato per l'estate.

Sono tornato a fine primavera e l'ho provata finché le condizioni me lo permettevano. La battaglia iniziava a farsi dura mentalmente: ho vissuto tutti i momenti di una difficile rotpunkt: miglioramenti rapidi, enormi passi indietro, problemi mentali... Il mio livello oscillava, sempre più in alto, poi sempre più in basso. Ho dovuto pensare e affrontare moltissimi problemi. Faticavo a capire perché ero migliorato, oppure perché avevo appeno fatto un passo indietro. Avevo scalato troppo? Non abbastanza? Devo riposare o insistere? Forse dovrei andare altrove per qualche giorno e tornare più fresco?

Poi alla fine di maggio sono dovuto andare via perché faceva troppo caldo. Ero molto deluso e stanco ma sapevo che sarei tornato in autunno con condizioni migliori. Nonostante la mia delusione, ho deciso di abbracciare il fallimento e usarlo come arma! La cosa buona è che i miei tentativi mi avevano già portato a un altro livello: avevo imparato molto di più su me stesso e sulla mia scalata rispetto a prima. E, cosa interessante, questa via mi ha messo in perfetta forma per i miei programmi estivi.

Dopo una lunga e faticosa estate su diverse vie di più tiri, con David Leduc in Dolomiti, con Nico Favresse nelle Alpi e con mio padre sulla Voie Petit al Grand Capucin, sono tornato in Belgio con un'unica idea in mente: chiudere i conti con questa via. Ho passato tutto settembre ad allenarmi duramente: avevo l’appuntamento con la via e le buone condizioni all'inizio di ottobre. Purtroppo però ho preso il COVID e sono stato KO per due settimane... infine sono riuscito a tornare a Saint-Léger a fine di ottobre. Non ero più sicuro che la mia forma fosse sufficientemente buona, ma sapevo che volevo provare a dare tutto!

Le sensazioni già all’inizio erano buone e dopo circa una settimana sono caduto all'ultimo movimento... Poi le condizioni sono peggiorate ed è iniziata la lotta... Ho combattuto per due settimane con dubbi e tentativi sbagliati, prima di salire la via il 16 novembre! Ero senza parole e grato!

Sono davvero felice ed orgoglioso di quello che ho ottenuto quest'estate e sono sicuro che, a differenza delle vie sportive in flaesia, l'arrampicata multipitch è davvero lontana dal limite. Soprattutto qui in Europa, dove non abbiamo vie estreme come la Dawn Wall… Ho molti progetti e sogni di vie di più tiri per le quali ho bisogno di essere più forte, e a lungo termine mi piacerebbe fare parte di questo sviluppo. Per il momento, però, li terrò segreti. In ogni caso non ho affatto finito con l'arrampicata sportiva!

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