Matteo Della Bordella nel team di atleti C.A.M.P.
Matteo Della Bordella, tra i più forti alpinisti italiani e non solo, membro dei Ragni di Lecco di cui è stato anche presidente, ha scelto C.A.M.P. per le sue nuove avventure sulle montagne del mondo. Una decisione di cui siamo felici ed orgogliosi, perfettamente coscienti del valore di Matteo dopo averlo seguito per anni nelle sue imprese dalle Alpi alla Patagonia, dalla Groenlandia all’Himalaya, spesso in compagnia di alpinisti già membri del nostro team come Matteo De Zaiacomo, David Bacci e Nicolas Favresse. Come nasce e su cosa si basa una partnership come questa, destinata a durare all’insegna di grandi soddisfazioni reciproche, tra C.A.M.P. e Matteo Della Bordella? La risposta, con cui ci troviamo in totale sintonia, arriva proprio dal nostro nuovo testimonial: «In un compagno di cordata cerco prima di tutto la condivisione dei valori. Crediamo in quello che facciamo, abbiamo fiducia l’uno nell’altro. E siamo convinti che insieme possiamo arrivare dove da soli non arriveremmo mai».
CARTA D’IDENTITÀ
Classe 1984, Matteo Della Bordella è nato e cresciuto a Varese. Ha mosso i primi passi in verticale attorno ai dodici anni, insieme a suo papà Fabio, sulle pareti vicino a casa. «All’inizio – racconta – l’arrampicata non mi aveva particolarmente entusiasmato. Soltanto con il tempo, dopo tante salite sempre in cordata con mio padre, la mia passione per questa disciplina è diventata totalizzante». Nel 2006 Matteo entra nei Ragni di Lecco («Grazie a questo ho avuto la possibilità di crescere sia come alpinista sia come persona»), nel 2008 si laurea in ingegneria gestionale e prosegue gli studi fino al 2012 con un dottorato di ricerca. Tuttavia sente che la sua strada è un’altra e decide di intraprenderla con coraggio, determinazione e senza compromessi: «Ho sempre sognato le pareti verticali di roccia più remote – spiega –, dove la sfida sta prima nel raggiungerle e soltanto in seguito nel salirle per vie di alta difficoltà, possibilmente in libera e con il materiale ridotto al minimo. Prediligo un alpinismo essenziale, leggero e per così dire “concreto”, cercando costantemente un confronto by fair means, ad armi pari, con la montagna».
NEL SEGNO DELL’AVVENTURA
La serie di grandi realizzazioni extraeuropee di Matteo Della Bordella comincia nel 2012 con la salita in libera di Freerider su El Capitan (Yosemite Valley). Il 2013 è l’anno di due pareti inviolate: prima la Ovest della Torre Egger (Patagonia) e poi la Sudovest della Torre di Uli Biaho (Karakorum). Nel 2014 Matteo e compagni sono in Groenlandia: in completa autonomia, coprendo 420 chilometri in kayak e 50 a piedi per andare e tornare dalla parete, aprono The great shark hunt sullo Shark’s Tooth. Il 2016 si apre in Patagonia con la prima ripetizione della Via dei Ragni sulla parete est del Fitz Roy e prosegue sull’Isola di Baffin con diverse vie nuove, aperte dopo 180 chilometri di avvicinamento sugli sci e prima di tornare alla civiltà solcando il mare a bordo di gommoncini gonfiabili. Nel 2017 e 2018 è ancora Patagonia: prima salita della parete est del Cerro Murallón e prima salita assoluta del Cerro Riso Patron Sud. Ed eccoci al 2019, quando Della Bordella passa sulla parete ovest del Bhagirathi IV (Himalaya) con la sua insidiosissima fascia sommitale di roccia scistosa. Ancora Groenlandia e kayak – 350 chilometri di avvicinamento – nel 2021, con l’apertura di Forum sulla Siren Tower, e quindi Patagonia nel 2022, quando Brothers in arms sul Cerro Torre diventa finalmente realtà. In quest’ultimo anno arriva anche Valore alpino sulla parete est del Siula Grande (Cordillera Huayhuash). Nel 2023, per l’ennesima volta in Patagonia, Matteo apre ¿Qué mirás, bobo? sulla parete est dell’Aguja Mermoz e ripete – prima italiana – l’incredibile Care bear traverse del gruppo del Fitz Roy. Da sud a nord e viceversa: se il 2024 è l’anno di Odyssea borealis sulla parete nordovest del Drøneren (Groenlandia), nel 2025 Matteo firma Gringos locos sulla parete nordovest del Cerro Piergiorgio e la prima invernale della Casarotto sul Fitz Roy (Patagonia).
DUE DOMANDE A MATTEO DELLA BORDELLA
Mentre scriviamo Matteo è in Scozia, dove sta già mettendo a dura prova le sue nuove piccozze X-Dream. Così, assai curiosi, lo abbiamo contattato per sapere come si sta trovando. «Decisamente bene – ci ha risposto –. Sono attrezzi di riferimento, ormai da anni, e non riesco a immaginare delle piccozze migliori, specialmente adesso che sono state completamente rinnovate. Ma anche i ramponi Alpinist Tech sono eccezionali: tanto leggeri quanto efficaci. Tra gli altri prodotti, oltre ai rinvii Dyon, mi piace molto l’imbragatura Escape, che trovo veramente comoda». Detto questo ci ha spiegato meglio le ragioni che lo hanno portato a scegliere C.A.M.P.: «Innanzitutto per la sua storia, che mi ha sempre colpito. C.A.M.P. è un’azienda che “mastica” montagna da generazioni e basta poco per rendersene conto: parlando con chiunque, progettista o commerciale, si capisce che dall’altra parte sta una persona che sa cosa significa trovarsi nel bel mezzo di una parete. Oltre all’eccellenza tecnica, quello che cerco è il rapporto umano. Così mi è subito piaciuta l’idea di entrare in un’autentica famiglia dove lo scambio è continuo. Mi sento parte di un processo di innovazione, felice di poter dare un contributo diretto a chi progetta i miei attrezzi».
C.A.M.P.: TRADIZIONE E INNOVAZIONE DA 137 ANNI
C.A.M.P. è leader mondiale nella realizzazione e vendita di attrezzi tecnici da alpinismo, arrampicata, escursionismo e scialpinismo. Fondata nel 1889 a Premana, sulle montagne lecchesi, dove ha mantenuto la propria sede, l’azienda è guidata dalla quarta generazione della famiglia Codega. Fare qualcosa di speciale: è questa, da 137 anni, l’idea alla base di ogni nuovo prodotto C.A.M.P. Realizzare qualcosa che si distingua da ciò che esiste già, che faccia la differenza nel senso delle prestazioni, della durata e della leggerezza. C.A.M.P. guarda alle necessità di tutti coloro che vanno in montagna, analizza le risposte esistenti e ne trova di più valide per migliorare l’esperienza di professionisti e appassionati.
Info: www.camp.it
Passione, lavoro e semplicità sono alcune delle parole chiave che da sempre hanno contraddistinto il modo di essere di C.A.M.P.
La passione è quella per la montagna e per i prodotti che aiutano a realizzare i sogni ed i progetti di tutti coloro che la frequentano; il lavoro è quello tramandato da oltre 115 anni in quattro distinte generazioni succedutesi alla guida dell’azienda e la semplicità è quella che contraddistingue un modo di essere e relazionarsi basato sulla serietà e lealtà.





