Ringraziando la nord del Pizzo Arera nelle Prealpi Orobie. Di Ivo Ferrari

La nord del Pizzo Arera, a cavallo tra la val Brembana e la val Seriana, vista attraverso gli occhi di Ivo Ferrari.
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La parete nord del Pizzo Arera nelle Prealpi Orobie
Ivo Ferrari

Di solito i ringraziamenti si mettono alla fine di un racconto. Non è una regola scritta, ma, come va di moda oggi, le regole non vanno mai bene: sono sbagliate o semplicemente datate. Ecco perché, adeguandomi ai tempi, ho deciso di cominciare proprio con i ringraziamenti. Sì! Perché è sempre stata mia abitudine, prima di andare a salire una via, informarmi sulla sua storia... mi piace portare rispetto a chi l’ha ideata, a chi ha avuto la visione e la capacità, con la voglia di creare qualcosa per sé e per gli altri.

Sul Pizzo Arera, sulla sua bellissima parete rivolta a Nord, i nomi da ringraziare non sono molti, ma sicuramente non li ricorderò tutti: il server nel mio cervello è diventato lento.

Nadia, Enzo e Ivan Tiraboschi per la loro via dei Cugini, la linea più classica e ripetuta dell’intera parete; Franco Bonetti, "apritore" indiscusso, scopritore e valorizzatore della parete insieme a Luciano Merlini.

L’indimenticato Pierangelo Maurizio, scomparso scendendo dalla vetta dell'Everest, sul versante nord tibetano, nel 2007. Assieme a Nadia ha creato una delle linee più selettive, "Un pensiero per Ugo"… una via non per tutti, salita in prima solitaria da Alessandro Ruggeri. Poi ci sono Alex Rinaldi e Simone Poli, richiodatori moderni coadiuvati dall’inossidabile Franco.

È una bella parete con una bella storia, fatta di passione per il territorio e rispetto per la zona. Grazie veramente, da parte di tutti noi arrampicatori bergamaschi e non. Grazie di cuore.

PIZZO ARERA PARETE NORD
Il Pizzo Arera è una bella montagna bergamasca, ricca di storia... una "normale" super frequentata a Sud, mentre a Nord, una parete rocciosa dalle linee logiche e stupende! Per descriverle tutte ci vorrebbe un'intera giornata. Bisognerebbe saper scrivere ogni sensazione provata nel salirle (premetto che ne ho percorsa solo qualcuna), ma per raccontare serve saper raccontare, e non è facile imprigionare su una tastiera le sensazioni.

Detto questo, ci sono due linee che mi piacciono molto: la ripetutissima via dei Cugini, aperta dalla sempre gentile Nadia Tiraboschi con i "cugini", e la Cinzia e Virna, aperta da Bonetti e Merlini.

Negli ultimi anni gli apritori, con l’aiuto di amici, hanno svolto un lavoro di riqualificazione delle vie: una decisione unanime di sistemare a fix le lunghezze e le soste... un alpinismo certamente meno complicato, ma piacevole e favorevole alle ripetizioni di itinerari belli, che il tempo aveva relegato ingiustamente nel dimenticatoio. Non per questo, però, bisogna avventurarsi lungo la Nord con facilità di pensiero e scarso allenamento. Le vie vanno arrampicate, e per arrampicare bene bisogna essere coerenti!

Come sulla Cinzia e Virna.È una calda giornata quando, dopo una notte trascorsa nel furgone, ci incamminiamo verso la Nord. Il percorso non è lungo, il dislivello è poco, il paesaggio è fantastico: tutto quello che serve per alimentare fantasie e voglie. Dopo il rifugio Capanna 2000, oggi la nostra meta è appunto la Cinzia e Virna, aperta nel 1994 e richiodata nel 2021. Ultimamente la via è stata presa d’assalto, forse un giorno metteranno un ticket per accaparrarsi la possibilità di salirla; ma quando la voce gira, ed è una voce sempre positiva, nell’era moderna è comprensibile la fila... Sono periodi, e tutti i periodi hanno i loro pro e contro. Comunque oggi non c'è nessuno. Basta calcolare, o, senza girarci troppo intorno, basta prendere un giorno di ferie nel momento meno adatto alle ferie!

A Nord, anche il caldo del giorno che nasce sulla prima, già impegnativa, lunghezza non è scontato. Le protezioni sicure vanno guadagnate, e l’insicurezza fa parte del gioco. La roccia della Nord è di qualità varia, come quasi tutte le pareti rivolte a Nord. Appigli sani e appigli meno sani... mobili per farci capire! Le lunghezze si susseguono armoniosamente, i punti di sosta sono sicuri, l’orizzonte alpino un mix di bellezza e tranquillità. Che bella la Nord del Pizzo Arera, che storia passionale sulla Nord, quanta bravura alpinistica, quante belle linee.

La maggior parte delle linee attende ancora prodi alpinisti amanti dell’inverno, quello vero e freddo. Inoltre, la maggior parte delle linee attende ancora prodi arrampicatori che amano la solitudine come unica compagnia, i "solitari" appunto! La scelta è ampia, come pure le difficoltà lungo le varie vie. Il divertimento è assicurato, basta saper arrampicare, arrampicare bene!

Ora è inverno, la neve è arrivata, finalmente! Se vi piace il Bianco e Nero… avanti! Io intanto accendo il camino.

- Ivo Ferrari

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