Richiodata la Via dei Cugini al Pizzo Arera. Di Nadia Tiraboschi

Il report di Nadia Tiraboschi sulla richiodatura della Via dei Cugini sulla parete nord-ovest di Pizzo Arera (Alpi Orobie), aperta il 14/07/1990 da Nadia insieme a suo fratello Enzo e a suo cugino Ivan Tiraboschi.
1 / 13
Durante la richiodatura della Via dei Cugini, Pizzo Arera, Alpi Orobie
Marica Zamboni

La Via dei Cugini è stata il mio battesimo all'alpinismo d’esplorazione. Nel 1990, aprii questa via sulla parete nord ovest del pizzo Arera insieme a mio fratello Enzo e mio cugino Ivan.

Per me era la prima volta su un terreno del tutto inesplorato fino ad allora. I "vecchi" alpinisti dicevano che non c’era più nulla di nuovo da fare nelle Orobie, ma quella parete dietro casa, un po’ nascosta e ancora inviolata, attirava la mia curiosità e la mia voglia di provare nuove esperienze più di ogni altra cosa.

Così, grazie a chiodi artigianali, appositamente forgiati da un altro cugino fabbro, partimmo alla volta di quest’avventura. Ricordo ancora con gioia i momenti passati in parete, cercando con eccitazione una possibile via da percorrere, ed infine la vetta e la sensazione, nel mio piccolo, di far parte anch’io di quel mondo dell’alpinismo che tanto sognavo.

Successivamente, diverse altre vie vennero aperte su quella parete ed io stessa aprii Un pensiero per Ugo insieme a Pierangelo Maurizio. La Via dei Cugini tuttavia, dotata di una chiodatura approssimativa, è rimasta per anni nell’ombra e poco frequentata. Nonostante ciò, come i primi amori che non si scordano mai, ha sempre rappresentato per me qualcosa di speciale: il mio primo tuffo nell’alpinismo vero.

Alcuni anni fa decisi quindi di ripercorrerla, cercando le tracce lasciate da quei tre ragazzi inesperti. La roccia era solida e ritrovai tutti i nostri bei chiodini, alcuni dei quali ben arrugginiti, che mi aspettavano da più di un quarto di secolo. Mi fece sorridere, con l’esperienza di oggi, pensare a quanto poco ne sapessi di come si chioda una via e, con l’incoscienza della gioventù, a quanto l’avessi chiodata lunga!

La linea era comunque molto bella e da qui nacque l’idea di richiodarla in maniera appropriata, in modo che tutti potessero divertirsi in sicurezza, su una via di difficoltà contenute ma mai banale.

Con l’aiuto sia economico che pratico di alcuni amici, ho quindi portato a termine il lavoro, attrezzando complessivamente otto tiri di corda per pura arrampicata sportiva.

Auguro a tutti buon divertimento! E… PS: non la consiglio a chi è allergico agli spit ed alle soste apposto. 

di Nadia Tiraboschi


SCHEDA: Via dei Cugini al Pizzo Arera

Info: www.nadiatiraboschi.com




News correlate
Ultime news


Expo / News


Expo / Prodotti
Ferrino OSA 32 - zaino da freeride e scialpinismo
Lo zaino per freeriders e scialpinisti che non si pongono limiti tecnici o di stile.
HDry - SCARPA Ribelle Tech 3 HD
Grazie alla tecnologia HDry, il più rivoluzionario scarpone da montagna all-round SCARPA RIBELLE TECH 3 HD offre una protezione impermeabile e traspirante superiore.
Scarponi alpinismo AKU Aurai DFS GTX
Scarpone per alpinismo in alta quota e arrampicata su ghiaccio.
Mammut Barryvox 2 ARTVA per il soccorso valanga
Mammut Barryvox 2, trasmettitore di valanghe compatto e intuitivo per una ricerca veloce e assistita.
La Sportiva Sender - scarponi da scialpinismo
Gli scarponi da scialpinismo La Sportiva Sender offrono un sostegno eccezionale in discesa e prestazioni incredibili in salita.
Ocun Diamond S - scarpette d'arrampicata
Scarpette da arrampicata Ocun: prestazioni, comfort e precisione.
Vedi i prodotti