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Francesco Beni e Fulvio Zanetti su Maleficent, Cimone della Bagozza
Fotografia di Gambarini Gianandrea
Francesco Beni e Fulvio Zanetti su Maleficent, Cimone della Bagozza
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Maleficent, nuova via sul Cimone della Bagozza nelle Alpi Orobie

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Il racconto di Fulvio Zanetti dell'apertura, effettuata insieme a Francesco Beni, di Maleficent (320mt 7c+, 7a+ obbl) sulla parete nord-ovest del Cimon della Bagozza, Alpi Orobie. La nuova via d’arrampicata sulla montagna simbolo della Val di Scalve interseca lo Spigolo Cassin (Riccardo Cassin, Aldo Frattini e Rodolfo Varallo, 8/7/1934) a 2/3 di parete.

Il Cimone della Bagozza (Alpi Orobie), è la montagna simbolo della Val di Scalve, si presenta come una vetta piuttosto appariscente costituita da rocce calcaree disposte a strati inclinati. Il versante meridionale, che scende verso la val Bione, è scosceso con pendii ripidi prevalentemente coperti di vegetazione. Quello settentrionale invece precipita verso la val di Scalve con una parete verticale alta 350mt. Su questa parete, nel corso degli anni, sono state salite diverse linee. La prima in ordine cronologico è la via Bramani, salita nel 1930. Segue la via Cassin nel 1934. Per una terza linea, dobbiamo aspettare gli anni '80 quando viene tracciata la via Val di Scalve ’81, conosciuta anche come Pukajirka. Poco più avanti viene salita la Mary Poppins. Nel 2000 la parete viene visitata in ottica moderna e sul Bagozza appaiono i primi fix lungo la via 100 anni di solitudine.

Non so perché, ma ho sempre avuto un legame con questa montagna, forse perché è una delle prime cime che ho salito da ragazzo, forse per la sua forma slanciata verso il cielo, forse perché figura come una montagna dolomitica o semplicemente per la divertente discesa dal suo ghiaione. Sul Bagozza ci sono stato parecchie volte e ho salito anche le varie linee di arrampicata. Un ricordo particolare riguarda la via Cassin salita una quindicina di anni fa dove sugli ultimi tiri ero finito fuori via e sbagliando avevo salito quello che oggi è l’ultimo tiro di Maleficent. Allora questa lunghezza mi aveva impegnato parecchio, mi sono rimaste bene in mente le stesse due grosse clessidre che oggi abbiamo lasciato cordonate. Lo ricordo come un tiro bellissimo, il più bello di quella giornata e mi aveva regalato molta soddisfazione.

Con questi ricordi, propongo a Francesco l’apertura di una linea che salga nel centro della parete sfruttando le placche più compatte, uscendo nella parte alta per quella lunghezza salita 15 anni prima. Francesco accetta subito, anche lui si sente in qualche modo legato a questa montagna perché, è una delle prime cime salite. Inoltre suo zio è uno degli apritori della via Mary Poppins e Francesco è stato più volte partecipe ai suoi racconti di quell’avventura datata 1986.

Cominciamo nel 2014 salendo rigorosamente dal basso usando i fix solo quando ci si appendeva al Cliff. In 4 giornate distribuite tra agosto e ottobre concludiamo la nostra via. Arriviamo in cima intersecando una sola volta la via Cassin a 2/3 di parete, dove questa attraversa decisamente a destra. Lasciamo trascorrere l’inverno e a giugno 2015 torniamo per liberarla. Il nostro è un gioco di squadra, abbiamo due lunghezze impegnative da liberare, Francesco si impegnerà sul terzo tiro e io sul quarto. Obbiettivo raggiunto! A fine giornata saremo entrambi molto soddisfatti!

Per noi, aver trovato una linea come Maleficent su una parete come la nord-ovest del Bagozza, ha un valore aggiunto. Questa parete è spesso dimenticata, l’unica via che a volte viene ripetuta è lo Spigolo Cassin. Il Bagozza è una montagna che non si lascia addomesticare facilmente. Sulle sue vie i gradi contano poco perché superati dall’impegno complessivo richiesto per affrontarle.

di Fulvio Zanetti

Zanetti Fulvio e Beni Francesco (www.teamorobicline.com) ringraziano: Zamberlan, Grande Grimpe, Gabel, Silverskin e DM Sport Bergamo e NRC occhiali per il supporto tecnico e l’amico Gambarini Gianandrea per le foto.

SCHEDA: Maleficent, Cimone della Bagozza, Alpi Orobie



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