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La bicicletta e il Badile. In viaggio come Hermann Buhl, un film di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina
Fotografia di archivio La bicicletta e il Badile
Maurizio Panseri e Marco Cardullo sulla Via Cassin del Badile
Fotografia di archivio La bicicletta e il Badile
È buio sul ghiacciaio di Hermann Buhl
Fotografia di archivio La bicicletta e il Badile
Maurizio Panseri e Marco Cardullo
Fotografia di archivio La bicicletta e il Badile

La bicicletta e il Badile. In viaggio come Hermann Buhl al cinema dal 13 maggio

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È nei cinema da venerdì 13 maggio La bicicletta e il Badile. In viaggio come Hermann Buhl, un film di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina: omaggio al celebre alpinista austriaco e alle due ruote come mezzo per scoprire e avvicinare la montagna.


Arriva al cinema venerdì 13 maggio La bicicletta e il Badile. In viaggio come Hermann Buhl, il film di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina. Il film prende ispirazione dal racconto di Hermann Buhl, dalla famosa avventura ciclistica, umana e alpinistica al Pizzo Badile del 1952, che si legge nel suo splendido libro autobiografico "È buio sul ghiacciaio". Come Hermann Buhl, Panseri e Valtellina hanno lasciato le loro biciclette alla base della parete nord-est del Pizzo Badile e hanno salito la celebre via Cassin. Non è il "viaggio dell'eroe", trito e abusato schema cinematografico: è semmai un pretesto, un viaggio per conoscere i luoghi, per incontrare persone che hanno un legame particolare con la montagna iconica nella storia dell'alpinismo, il Pizzo Badile.

Sinossi
Venerdì 4 luglio 1952, Hermann Buhl, che sarà conosciuto in seguito come un grandissimo alpinista (tra le altre salite, celebri la prima salita al Nanga Parbat e al Broad Peak), lascia Innsbruck in bicicletta, risale la valle dell’Inn, dopo 150 chilometri arriva alla base della parete nord-est del Pizzo Badile, la sale in solitaria attraverso la via Cassin, scende, riprende la bicicletta e torna verso casa, per essere al lavoro il lunedì mattina. Un’impresa celebre, raccontata in poche asciutte pagine nel bellissimo libro autobiografico "È buio sul ghiacciaio".

Estate 2021. Maurizio Panseri e Marco Cardullo decidono che oggi non ha più alcun senso spostarsi in automobile, soprattutto per andare in montagna. Ripercorrono l’itinerario ciclistico e alpinistico di Hermann Buhl: per lui la bicicletta era una necessità e il mezzo che aveva disposizione per compiere l’impresa, per i nostri sarà il mezzo per ripensare lo sport in modo sostenibile. Il viaggio di Maurizio e Marco si offre quale cornice per incontri con persone che hanno legato il loro nome a quello della montagna.

Prime proiezioni:
Tirano, Cinema Mignon Tirano dal 13 maggio (alla presenza di protagonisti, registi e Angelo Schena presidente della Cineteca Centrale del Cai);
Milano, Cinema Beltrade il 15 maggio (alla presenza di protagonisti, registi e Angelo Schena presidente della Cineteca Centrale del Cai);
Morbegno, cinema Pedretti, il 23 e il 24 maggio
Bergamo, Cinema Conca Verde e Del Borgo - Sas Bg il 17 e il 25 maggio (alla presenza di protagonisti e registi);
Nembro, cineteatro San Filippo Neri (Oratorio San Filippo Neri) il 18 maggio (alla presenza di protagonisti e registi);
Mezzago (MB), BloomCinema dal 19 maggio (alla presenza di protagonisti e registi);
Chiavenna (SO), Cinema Victoria il 20 maggio (alla presenza di protagonisti e registi);
Darfo (BS), Multisale Garden-iride il 26 maggio (alla presenza di protagonisti e registi);
Temù (BS) Cinema ALPI TEMUi a luglio; a Sondrio, cinema Excelsior a giugno;
Rovigo, Cinema Teatro Duomo l’11 novembre (alla presenza di protagonisti e registi).

Note di regia
Ripercorriamo le strade di Hermann Buhl: la bicicletta che per lui era una necessità e l’amore per l’impresa, la dimostrazione di una creatività formidabile, per noi può rappresentare la sostenibilità del nostro fare alpinismo rispetto all’ambiente, l’impronta consapevole che le nostre avventure lasciano sul pianeta entrando in intimo contatto con i luoghi, la loro storia ed i segni lasciati da chi prima di noi ha percorso quelle strade, salito quei sentieri e quelle pareti.

Il desiderio di tornare nei luoghi che hanno visto Hermann Buhl passare con la sua bicicletta e le sue scarpette esattamente settanta anni fa, si colma di nuovi significati in una cornice di senso compiuto. Tornare con lo sguardo attento a cogliere i cambiamenti e la bellezza delle geografie alpine, in un flusso dove le riflessioni diventano ritmo dei pedali che girano, dei piedi che camminano, delle mani che arrampicano. Sul cammino, tra Italia, Svizzera e Austria, non mancano gli spunti visivi per meditazioni sul cambiamento: la grande frana di crollo della parete nord del Cengalo e la devastazione della Val Bondasca, il ritiro incessante dei ghiacciai nel gruppo del Bernina e dell’Ortles-Cevedale, la tragica frana della Val Pola; stimoli per scardinare una visione antropocentrica, cercando di ricollocare nella giusta proporzione i tempi dell’uomo e i tempi geologici del pianeta.

Abbiamo raccolto le immagini del viaggio di Maurizio e Marco da Alzano Lombardo presso Bergamo, alla cima del Badile attraverso la via "Cassin" e poi attraverso la valle dell’Inn, salendo al passo Maloja, per chiudere il giro ad anello a Tirano. Il viaggio di Maurizio e Marco è cornice discreta agli incontri con persone che ricordano la straordinaria figura di Hermann Buhl sul versante affettivo e sul versante storico: a Ramsau, sul confine tra Austria e Germania, abbiamo raccolto le parole della figlia Kriemhild Buhl, autrice del libro autobiografico "Mio padre Hermann Buhl". Nella sua palestra/biblioteca abbiamo intervistato Giuseppe "Popi" Miotti, un riferimento per l’arrampicata e la storia dell’alpinismo. Renata Rossi, prima guida alpina donna in Italia, ci ha vivacemente raccontato la sua storia d’amore con il Pizzo Badile: Renata abita sul confine tra Italia e Svizzera, a pochi minuti dalla "sua" montagna. Un incontro vivace e musicale con Caterina Bassi e il fidanzato Martino Quintavalla, coppia in parete e nella vita, che il 23 agosto 2017, quando ci fu il crollo del monte Cengalo stavano arrampicando sull’adiacente parete Est-Nord Est del Badile, via "Hiroshima", e non si resero conto dell’entità della frana, forse troppo impegnati nella seconda ripetizione dell’impegnativa via. Altri incontri: Guido Lisignoli, guida alpina, che gestisce il campeggio a pochi chilometri dalla base del Badile, la giovane giornalista e blogger Smaranda Chifu, che sale il monte Resegone con gli sci e lo avvicina in bicicletta, i geologi del Servizio Glaciologico Lombardo, che monitorano i ghiacciai alpini, Mattia Bernardini, alpinista e avvocato che parla di obblighi e divieti, la rifugista della Capanna Sasc Furà, Dario Eynard e Gabriel Buda, giovanissimi alpinisti, attratti dalle storiche vie...

Con Kriemhild Buhl, Maurizio Panseri, Marco Cardullo, Carlo Valtellina, Giuseppe "Popi" Miotti, Renata Rossi, Micaela Zimmermann, Caterina Bassi, Martino Quintavalla, Smaranda Chifu, Fabio Fumagalli, Riccardo Scotti, Fabio Villa, Giovanni Prandi, Silvia Buhl, Thomas Klinger, Claudio Inselvini, Tito Arosio, Rosa Morotti, Guido Lisignoli, Dario Eynard, Paolo Cattaneo, Gabriel Buda, Giangi Angeloni, Filip Babicz, Heidi Altweger, Anita e Bruno Vetsch, Mattia "Surly" Bernardini, Sabrina Casati. Fotografia Carlo Valtellina, Alberto Valtellina, Maurizio Panseri. Montaggio Alberto Valtellina, Maurizio Panseri. Musica Alessandro Adelio Rossi, guest Fabrizio Colombi; brano “Divozion a San Colomban” di Trio Quartet, voce Martino Quintavalla.

Produzioni
Alberto Valtellina con il contributo del Club Alpino Italiano – Centro di Cinematografia e Cineteca e con il sostegno del Comune di Tirano (SO). Durata 83 minuti, anno 2022. Il film è disponibile in DCP.

- Clicca qui per scoprire il progetto su Adobe Spark

Info: www.albertovaltellina.it e vertical-orme.blogspot.com

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