L'apertura di 'Mixed Mochental' al Sasso Rotto in Lagorai, Dolomiti (Emanuele Andreozzi, Ruggero Samaden 13/02/2026)
Emanuele Andreozzi

Al Sasso Rotto in Lagorai (Dolomiti) Emanuele Andreozzi e Ruggero Samaden aprono Mixed Mochental

Il 13/02/2026 Emanuele Andreozzi e Ruggero Samaden hanno aperto 'Mixed Mochental' alla parete nordest del Sasso Rotto in Lagorai (Dolomiti). Il report di Samaden, gestore del vicino rifugio Rifugio Sette Selle.
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L'apertura di 'Mixed Mochental' al Sasso Rotto in Lagorai, Dolomiti (Emanuele Andreozzi, Ruggero Samaden 13/02/2026)
Emanuele Andreozzi

A febbraio 2026 ho proposto a Emanuele Andreozzi di fare un giro sopra al Rifugio SAT che gestisco, il “Sette Selle”, per vedere se vi fosse qualche linea carina da salire con le picche sul porfido del Lagorai. Ero convinto che le bastionate rocciose esposte a nord-est del Sasso Rotto avessero un gran bel potenziale.

Il Sasso Rotto, che si chiama così mica per niente, presenta una roccia spesso friabile e sporca di toppe d’erba, motivo per cui è sempre stato snobbato per l’arrampicata. Oltre vent’anni fa Fabrizio Dellai e soci avevano anche provato a salire qualche linea con scarpette e magnesio, ma rinunciarono presto dopo aver assistito ad un grosso crollo spontaneo a pochi passi da dove stavano per iniziare una nuova ascesa. La parete gli era sembrata talmente sconsigliabile che avevano preferito evitare di divulgare i 2-3 itinerari aperti antecedentemente all’episodio del crollo.

In inverno però la roccia viene inglobata dalla morsa del gelo ed ero sicuro che si trasformasse in un luogo ideale per scalare su misto. Persino le toppe d’erba, che intasano le fessure e tanto infastidiscono gli scalatori “estivi”, giocavano a nostro favore: da ghiacciate diventano perfette per piantarci le piccozze. Non ci stavamo inventando niente di nuovo: l’arrampicata mista scozzese si svolge sovente in luoghi dove d’estate tra roccia marcia e toppe di muschio ed erba non sarebbe piacevole arrampicare.

La mattina del 13 febbraio, girando avanti e indietro lunga la fascia rocciosa, vi erano talmente tante linee interessanti che era difficile scegliere quale tentare e alla fine abbiamo optato per un estetico diedro rosso.

Al primo tiro sono andato avanti io. Iniziava con dei buoni agganci in fessura e generose toppe d’erba ghiacciate. Proseguendo, le difficoltà salivano, ma a conti fatti si concentravano principalmente nei ribaltamenti, tutti particolarmente delicati. L’ultimo per arrivare sul terrazzino di sosta, uscendo da una splendida fessura aggettante ad incastri di lama, lo era più degli altri. Fortuna che ci si proteggeva bene!

Si proseguiva poi sull’estetico diedro rosso, chiuso in cima da uno strapiombo. Era il turno dell’Ema, che si lanciò in un bellissimo e impegnativo tiro di difficoltà crescenti e continue dove si sfruttano appoggi microscopici e precari per i ramponi e toppe d’erba ghiacciate per le picche che solcano il fondo del diedro. Per chiudere in bellezza, lo spiombo finale presentava un passaggio molto atletico su una solida fessurina ad incastri di lama. Da lì in poi abbiamo proseguito facilmente su neve con qualche breve salto di roccia fino alla cresta sommitale. La via l’abbiamo chiamata Mixed Mochental forse è più dry che mixed, però il nome era più figo :)

Abbiamo frequentato la parete un po’ tutto il mese di febbraio, in quanto continuava a nevicare settimanalmente e con un pericolo valanghe sempre critico, questo era forse l’unico posto dalle nostre parti dove era possibile scalare in sicurezza su misto in ambiente. Proprio come in Scozia, si riusciva scalare anche nelle giornate dal meteo non perfetto … Una vera figata! Abbiamo aperto diversi monotiri, sempre trad (dall’M5 al M7+) che pubblicheremo più avanti una volta ampliato il settore. Sicuramente si arrampica in un ambiente spettacolare (sono di parte) con la comodità di essere vicini ad un punto di appoggio come il Rif. Sette Selle.

Quindi che dire, mi sento davvero di consigliarlo agli appassionati del misto, l’ottima proteggibilità sulle solide e nette fessure di porfido ne fa una palestra ideale.

Con queste linee di salita, aggiungendole alle vie di arrampicata, alla falesia estiva chiodata da Alessio Conz, al sentiero Giuliani (cresta alpinistica non attrezzata, divertente ma comunque esposta) e i 1000 giri in inverno con gli sci e in estate a piedi la zona si conferma un bellissimo ‘’parco giochi’’ dove si può vivere la montagna a 360 gradi sia in estate che in inverno, senza impianti o strade. Noi al Rifugio Sette Selle siamo aperti tutti i weekend durante l’anno, e l’estate tutti i giorni, quindi se volete il punto d’appoggio c’è ;-) 

- Ruggero Samaden

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