Home page Planetmountain.com
L'alpinista giapponese Yasushi Yamanoi, vincitore del 13° Piolets d'Or Carrière
Fotografia di Yasushi Yamanoi archive
Yasushi Yamanoi e la parete sud del Trapecio (Peru), 2013
Fotografia di Yasushi Yamanoi archive
Piolets d'Or
Fotografia di Lucyna Lewandowska Fotografia

A Yasushi Yamanoi il Premio alla Carriera Piolet d'Or 2021

di

All’alpinista giapponese Yasushi Yamanoi va il 13° Piolets d'Or Carrière 2021, che gli verrà assegnato a Briançon in Francia dal 26 al 29 novembre.

Il 13° Piolets d'Or Carrière verrà assegnato questo weekend a Briançon in Francia all’alpinista giapponese Yasushi Yamanoi che riceverà il prestigioso premio assegnato in passato a Walter Bonatti, Reinhold Messner, Doug Scott, Robert Paragot, Kurt Diemberger, John Roskelley, Chris Bonington, Wojciech Kurtyka, Jeff Lowe, Andrej Štremfelj, Krzysztof Wielicki e Catherine Destivelle. Di seguito la presentazione di Yamanoi scritta dai giornalisti Lindsay Griffin e Rodolphe Popier per il premio, intitolato alla memoria di Walter Bonatti, che verrà celebrato durante la 29° edizione del premio internazionale di alpinismo Piolets d'Or.

Yasushi Yamanoi - vincitore del 13° Piolets d'Or Carrière

Dal punto di vista europeo, la nostra visione dell'alpinismo giapponese può spesso essere nebulosa. Da un lato il Giappone ha una storia molto prolifica di esplorazione e prime salite, in particolare nell’Himalaya e nel Karakorum. D'altra parte, associamo questa ricca storia quasi interamente a grandi spedizioni e salite effettuate dopo lunghi assedi. Negli ultimi due decenni invece abbiamo assistito all'emergere di audaci salite in stile alpino da parte di giovani alpinisti giapponesi, ad esempio i membri dei "Giri Giri Boys", Kazuya Hiraide, e la prima donna ad aver ricevuto un Piolet d’Or per una nuova via, Kei Taniguchi. Le loro salite hanno riscosso un notevole plauso e diverse sono state premiate con il Piolet. Tuttavia, ben prima del nuovo millennio il nome di uno dei loro connazionali era conosciuto in tutto il mondo per il suo impressionante alpinismo in stile alpino. Quel nome – Yasushi Yamanoi – forse meno conosciuto nell'emisfero occidentale ma venerato in patria, ha iniziato ad apparire nelle riviste internazionali di alpinismo nella seconda metà degli anni '80. Il viaggio di questo "vero uomo d'onore, una sorta di Samurai contemporaneo", come ama definirlo il suo compagno di corda, amico e vincitore del Piolets d'Or Carrière Voytek Kurtyka, è un viaggio di grandi avventure, successo e stile attraverso le principali catene montuose del mondo.

Yasushi Yamanoi è nato nel 1965 e ha iniziato ad arrampicare da solo, dopo essersi ispirato al film francese Mort d'un Guide. A 14 anni scalava brevi vie di roccia, e al liceo ha salito in free solo molte vie di più tiri, ricevendo da altri alpinisti il soprannome di "l'uomo più vicino al paradiso". Dopo aver lasciato la scuola, Yamanoi si è concentrato a migliorare le sue capacità su roccia, sforzandosi di diventare estremamente abile nell'arrampicata in fessura e nell’arrampicata in artificiale estrema. Dove altro andare a metà degli anni '80 se non in America? Ogni anno dal 1984 al 1987 ha trascorso dai tre ai cinque mesi negli USA (a volte lavorando in un ristorante di Los Angeles) ed è stato in grado di aggiudicarsi salite di spicco come Cosmic Debris (5.13a) e il famigerato Sphynx Crack (5.13b) nella zona di South Platte in Colorado. In quel momento, era capace di effettura free solo su vie di difficoltà 5.11a. Nel 1987 si è recato nelle Alpi per realizzare la prima solitaria della Direttissima francese sul Dru. E' seguita una nuova via e una grande avventura, sempre in solitaria, sui 1.400m della parete ovest e della cresta nord del Monte Thor sull’Isola di Baffin. Poi, nel luglio 1990, ha fatto la storia dell'alpinismo diventando la prima persona a salire in solitaria il Fitz Roy in Patagonia in inverno.

È entrato nel mondo dell’alta quota nel 1991, quando come parte di una spedizione giapponese convenzionale ha raggiunto la vetta del Broad Peak. Mentre l'esperienza lo ha convinto che non avrebbe mai più scalato con questo stile da pesi massimi, la spedizione ha avuto altri vantaggi: a raggiungere la vetta è stata anche Taeko Nagao, una delle più importanti alpiniste del Giappone. Sarebbero diventati partner inseparabili, sposandosi nel 1996. L'anno successivo Yamanoi ha scalato l'Ama Dablam durante l'inverno nepalese attraverso una nuova via sulla parete ovest e sulla cresta sud-ovest.

Nel periodo post monsone del 1994 Yamanoi, grazia alla sua salita del Cho Oyu, è entrato di diritto nel club estremamente d’élite, i cui pochi membri hanno aperto in solitaria una nuova via indipendente su una montagna di 8.000 metri. Mentre Taeko, insieme alla compagna di cordata Yuka Endo, ha effettuato la seconda salita della via Kurtyka-Lorétan-Troillet sulla parete sud-ovest, Yamanoi ha salito una nuova linea di 2.200m a sinistra. Arrivato in vetta prima della squadra femminile, Yamanoi ha dovuto aprire la discesa lungo la via normale, che in quel momento non non aveva traccia. Ritiene che questa sia stata la sua salita più bella, anche se cita la sua prima salita in solitaria della parete est del Kusum Kanguru, nel 1998, come la più difficile salita dal punto di vista tecnico della sua carriera alpinistica.

Un ritorno nel Karakoram nel 1995 ha portato alla prima salita della parete sud-ovest del Bublimotin, una parete di 800 metri con difficoltà fino a 5.10 A3+ sopra la Valle di Hunza, in Pakistan. È stata scalata in stile capsula in 12 giorni insieme a Taeko e Daisaku Nakaga. Cinque anni dopo la coppia ha unito le forze con Voytek Kurtyka per un tentativo sull'inviolata parete est del K2. Sconfitto su questo obiettivo dal maltempo, Yamanoi ha salito in solitaria lo sperone sud-sudest (comunemente indicato come la Via Cesen), raggiungendo la vetta in 48 ore, la salita più veloce della via in quel momento. Naturalmente, era senza ossigeno supplementare. L'anno successivo i tre sono tornati per tentare la parete nord del Latok I, ma il tempo ha nuovamente interferito e la cordata ha invece aperto una nuova via – Vertical Picnic (5.10 A2) - sul Biacherahi Central, salendo la parete sud in sei giorni.

Yamanoi ha anche lasciato il segno in Perù, dove nel 1997 ha aperto una nuova via in solitaria sulla parete sud-est dello Huandoy Este, e nel 2013, insieme Masaru Noda, con la prima salita della parete sud-est del Puscanturpa Este.

La spedizione del 2002 in Tibet per realizzare la seconda salita della Via Slovena sulla parete nord del Gyachang Kang, la raramente scalata quindicesima montagna più alta del mondo, avrebbe cambiato la vita della coppia. Arrampicando in puro stile alpino Taeko si è fermata a 7.600m, lasciando che Yasushi a raggiungesse la vetta da solo mentre il tempo peggiorava. La discesa si è trasformata in una grande epopea segnata da valanghe, perdita della vista e congelamenti. Al ritorno in Giappone entrambi hanno subito notevoli amputazioni (Taeko aveva già perso le dita su Makalu), con Yasushi che ha perso tutte le dita del piede destro e un totale di cinque dita. Prima dell'evacuazione dalla montagna, Taeko aveva fatto promettere a Yasushi che sarebbero tornati per rimuovere tutta la loro spazzatura, che non erano stati in grado di portare via.

Il recupero è stato comprensibilmente lento, ma nel 2005 Yasushi è stato in grado di aprire una nuova via sulla parete nord del Potala Shan nel Parco Nazionale di Siguniang, in Cina. Jiayou, salito in stile capsula in sette giorni di tempo perlopiù cattivo, vanta 18 tiri fino a 5.8 A3+, anche se la vetta non è stata raggiunta. Più tardi, con sua moglie e Satoshi Kimoto, Taeko ha salito Orca (1.250m, 5.10+ A2) sulle pareti di Milne Land, nella Groenlandia orientale, e nel 2011 aveva - straordinariamente - affinato la sua arrampicata in fessura per completare una salita di Zombie Roof (5.13a) a Squamish in Canada. La sua ultima salita in Himalaya, nel 2017 con Takaaki Furuhata (con il quale in precedenza era stato costretto a ritirarsi dalla parte alta dell'ambita parete nord del Kangchung Nup nel Khumbu), è stata la prima salita del Rucho, una montagna di 5.970 metri in India.

Dovremmo però guardare oltre queste grandi prime salite e analizzare anche la notevole collezione di tentativi in ​​solitaria effettuati con uno stile eccellente. Il mese prima della sua salita dell'Ama Dablam, Yamanoi ha fatto un buon tentativo su una nuova linea sui 1.200 metri della parete ovest del Mera Peak, in Nepal. Il giapponese ha trascorso cinque giorni scalando 26 tiri fino a UIAA VI e A4 prima di doversi ritirare quasi alla fine delle difficoltà, quando la parete sopra è diventato liscia. Si è ritirato da 7.000 metri dell’ancor inviolata parete est Gasherbrum IV, e da 7.300 metri sul Makalu quando è stato colpito da una pietra sulla inviolata parete ovest. Inoltre, è tornato indietro dalla parete ovest del raramente visitato Monte Karjiang, una vetta di 7.000 metri sul confine tra il Tibet e il Bhutan, e dall’ancora inviolata cresta nord-ovest del Tahu Ratum nel Karakorum.

Yasushi Yamanoi ha generalmente adottato uno stile di vita umile, vivendo inizialmente una vita semplice durante i mesi invernali con il reddito guadagnato come portatore sul Monte Fuji. Questo, e il suo carisma, sono fattori che lo hanno reso amato da molti alpinisti, non solo in Giappone ma anche in Corea del Sud. La sua autobiografia del 2004, Vertical Memories, scritta durante la sua convalescenza per congelamento, è molto popolare in Giappone, ma il libro del 2005, Frozen, del famoso autore giapponese, Kotaro Sawaki, sulla lotta per la sopravvivenza sul Gyachung Kang, è diventato un best seller e ha reso famoso il nome di Yamanoi che è conosciuto in Giappone anche a chi non pratica alpinismo. Nel 2011 ha ricevuto il secondo premio Piolets d'Or Asia alla carriera.

Da solo, come coppia sposata o con gli amici, la scalata di Yasushi Yamanoi ha mostrato grande creatività, impegno e resilienza. Il suo stile minimalista e le sue salite spesso discrete hanno aperto la strada ai giovani alpinisti giapponesi per operare in moderno stile alpino. Queste qualità, abbinate a un grande rispetto per l'ambiente attraverso il quale ha sempre viaggiato, fanno di Yasushi Yamanoi un degno destinatario del 13° Premio alla Carriera.

di Lindsay Griffin e Rodolphe Popier, con l’aiuto di Hiroshi Hagiwara

Info: pioletsdor.net

Condividi questo articolo


NEWS / News correlate:
Piolets d'Or 2021: annunciate le salite premiate, a Silvia Vidal una Menzione Speciale
08.10.2021
Piolets d'Or 2021: annunciate le salite premiate, a Silvia Vidal una Menzione Speciale
Il famoso premio per l’alpinismo Piolets d'Or 2021 verrà assegnato a novembre a Briançon, Francia, a Pierrick Fine e Symon Welfringer per la salita del Sani Pakkush e a Ethan Berman e Uisdean Hawthorn per la salita del Monte Robson. L’alpinista catalana Silvia Vidal ha ricevuto una Menzione Speciale.
Sani Pakkush parete sud salita da Symon Welfringer e Pierrick Fine
28.10.2020
Sani Pakkush parete sud salita da Symon Welfringer e Pierrick Fine
Dal 16 al 20 ottobre 2020, arrampicando in stile alpino, gli alpinisti francesi Symon Welfringer e Pierrick Fine hanno salito l’inviolata parete sud del Sani Pakush, montagna di 6951 metri del Karakorum, Pakistan. Il report della importante salita, probabilmente soltanto la seconda dopo la prima del 1991, di Welfringer.
Nuova via sull' Emperor Face di Mount Robson in Canada di Ethan Berman e Uisdean Hawthorn
07.10.2020
Nuova via sull' Emperor Face di Mount Robson in Canada di Ethan Berman e Uisdean Hawthorn
Ethan Berman e Uisdean Hawthorn hanno effettuato la prima salita di Running in the Shadows (VI AI5 M6 2000m), una grande via di misto sulla famosa parete Emperor Face del Mount Robson nelle Montagne Rocciose canadesi.
Piolets d’Or 2020: Chamlang, Tengi Ragi Tau, Link Sar e Rakaposhi le salite vincitrici
12.08.2020
Piolets d’Or 2020: Chamlang, Tengi Ragi Tau, Link Sar e Rakaposhi le salite vincitrici
Sono state rese note le quattro salite che saranno premiate al Piolet d’Or 2020 durante il Ladek Mountain Festival in Polonia tra l' 11 e il 22 settembre 2020: Chamlang di Marek Holeček e Zdeněk Hák, Tengi Ragi Tau di Alan Rousseau e Tino Villanueva, Link Sar di Mark Richey, Steve Swenson, Chris Wright, Graham Zimmerman e Rakaposhi di Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima.

CERCA nelle news

AREA

TIPOLOGIA

Ricerca nei testi

Autore

EXPO / Prodotti
EXPO / News dalle Aziende
Planetmountain.com logo
Planetmountain.com è un sito che tratta di arrampicata, alpinismo, trekking, vie ferrate, freeride, sci alpinismo, snowboard, racchette da neve, arrampicata su ghiaccio su tutte le montagne del mondo. Contiene inoltre informazioni tecniche sui materiali, recensioni di libri e video, consigli degli esperti, foto di montagna, competizioni di arrampicata sportiva.
ATTENZIONE
Le indicazioni riportate sono indicative e soggette a cambiamenti dovuti alla natura stessa della montagna. Dato il rischio intrinseco nella pratica di alcune attività trattate, PlanetMountain.com non si assume nessuna responsabilità per l'utilizzo del materiale pubblicato o divulgato.
NEWSLETTER

Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale con tutte le novità di planetmountain.com

Ultimi commenti Rock
  • Senza chiedere il permesso
    Ripetuta il 08/10/2021, abbiamo fatto fatica a trovare l’a ...
    2021-10-10 / Santiago Padrós
  • Vino e cioccolato
    Il 16/05/2021 con Diego Toigo abbiamo ripetuto la via, siamo ...
    2021-05-17 / Santiago Padrós
  • Luce del Primo Mattino
    11 marzo 2021 Jacopo Pellizzari e Francesco Salvaterra. Molt ...
    2021-03-12 / Francesco Salvaterra