Hervé Barmasse in salita alla Punta Dufour, sullo sfondo i Lyskamm, durante il suo progetto Endurance - Italia: la montagna più alta di ogni regione d'Italia by fair means - a piedi, in bici o in barca a vela. 4250km percorsi, 81.000 metri di dislivello positivo, 20 cime in 30 giorni.
Luca Rolli

Hervé Barmasse infinito: in 30 giorni completa Endurance Italia, la montagna più alta d'ogni regione by fair means

In un mese l'alpinista valdostano Hervé Barmasse ha raggiunto la vetta più alta di ogni regione italiana, attraversando il Paese esclusivamente con le sue forze: in bicicletta, a piedi e in barca a vela per collegare le isole al continente. 4250km percorsi, 81.000 metri di dislivello positivo, 20 cime per un viaggio assolutamente unico nel suo genere.
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Hervé Barmasse in salita alla Punta Dufour, sullo sfondo i Lyskamm, durante il suo progetto Endurance - Italia: la montagna più alta di ogni regione d'Italia by fair means - a piedi, in bici o in barca a vela. 4250km percorsi, 81.000 metri di dislivello positivo, 20 cime in 30 giorni.
Luca Rolli

Se scalare, in appena un mese, la vetta più alta di ogni regione d’Italia, percorrendo 4.250 chilometri esclusivamente in bicicletta o a piedi per raggiungerle, quasi 5.000 considerando anche le miglia nautiche percorse a vela per collegare le isole alla terraferma, affrontare oltre 81.000 metri di dislivello positivo, l’equivalente di scalare più di nove volte l’Everest partendo dal livello del mare, e mantenere una media di 137 chilometri al giorno può sembrare un’impresa impossibile, oggi quella sfida ha un nome: Endurance - Italia.

A compierla è stato Hervé Barmasse, protagonista di un viaggio straordinario che fonde performance sportiva, alpinismo ed esplorazione del territorio, seguendo un unico principio: muoversi esclusivamente con la propria forza.

Endurance - Italia è stato un progetto di straordinaria ambizione, un viaggio by fair means che ha messo alla prova il corpo e la mente, trasformando la fatica e la resilienza nei suoi tratti distintivi anche a causa di alcuni imprevisti che si sono aggiunti, primo fra tutti l'eccezionale ondata di calore che ha investito l'Italia nel mese di giugno, con temperature fino a 42°C e una percezione di 45°C. Condizioni estreme che hanno reso ancora più impegnativa un'impresa già fuori dall'ordinario, spingendo ogni giorno più in là il confine di ciò che sembrava umanamente possibile.

"Di per sé, sulla carta, prima di partire, sapevo che il percorso era molto duro e che il mio fisico sarebbe andato incontro a una fatica mai sperimentata prima. Poi, il caldo ha reso questo mio viaggio molto più difficile di come lo avevo immaginato. Ho ridotto i chilometri studiando percorsi alternativi, ma i metri di dislivello sono rimasti quasi gli stessi di quelli disegnati sulla carta. Soprattutto in bici le temperature erano insopportabili, tant’è che nelle stesse date, mentre io mi muovevo, molti eventi sportivi, come l’Ironman di Nizza, sono stati cancellati. Inoltre, in montagna, tutto era più instabile ed estremamente delicato. Il rigelo della neve era sopra quota 4.500 metri e i temporali sono stati particolarmente insidiosi nel tratto alpino. Per raggiungere la vetta di alcune di queste montagne prima dei temporali cercavo di muovermi più velocemente e in orari non consueti. Era l’unica soluzione. Ma c’è stata anche una nota positiva, queste condizioni mi hanno regalato la possibilità di esser solo su alcune delle più belle montagne delle Alpi come Monte Bianco, Punta Nordend, Pizzo Bernina e Ortles che d’estate sono montagne particolarmente affollate".

Partito il 4 giugno da Cala Gonone, in Sardegna, con la salita a Punta La Marmora, Barmasse ha dato vita a un viaggio che lo ha portato ad attraversare l'intera penisola, toccando le montagne più alte di ogni regione d'Italia, tra cui l’ Etna, il Gran Sasso d'Italia, il Monte Vettore, la Cima del Redentore, il Monte Cimone, il Monte Prado, fino ai grandi giganti delle Alpi come il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Pizzo Bernina, l'Ortles, la Marmolada e il Monte Coglians, raggiunto il 3 luglio, ultima vetta prima dell'arrivo a Trieste.

Ma Endurance - Italia è stato anche un viaggio che è andato oltre la performance sportiva perché a rendere ancora più speciale questa esperienza sono stati gli incontri con decine di appassionati, alpinisti, runner, semplici curiosi che hanno risposto all’appello di Hervé di esser parte del progetto e con lui hanno percorso alcuni tratti di sentiero, in montagna o hanno atteso l’alpinista valdostano lungo il percorso.

"Arrivare in vetta a queste montagne e incontrare l’abbraccio di così tanta gente con striscioni, bandiere, dolci e a volte anche una birra, ha reso la mia fatica una gioia. E poi, le persone che attendevano il mio arrivo quando pedalavo, prima del cambio scarpe per salire le montagne, con dei doni o un incoraggiamento, mi davano la forza di andare avanti anche quando il mio fisico, stanco, mi suggeriva di fermarmi. È anche grazie a loro se sono riuscito a muovermi per un mese senza un solo giorno di riposo. Ho ricevuto affetto e l’affetto l’ho trasformato in energia. A tutti coloro che c’erano o a chi mi ha scritto messaggi di incoraggiamento, va un enorme grazie".

Alla durezza del viaggio ha fatto da contrappunto, giorno dopo giorno, la straordinaria bellezza dell'Italia. In poco più di quattro settimane Hervé Barmasse ha attraversato paesaggi profondamente diversi tra loro: dalle montagne della Sardegna e della Sicilia agli Appennini, dalle grandi faggete del Centro Italia ai ghiacciai delle Alpi, attraversando un mosaico di ambienti, biodiversità, culture e tradizioni che rende il nostro Paese unico al mondo.

Un viaggio che ha raccontato un'Italia autentica e sorprendente, dimostrando che l'avventura non appartiene solo alle terre più remote: può iniziare anche a pochi chilometri da casa, se affrontata con curiosità, rispetto e autentico spirito di esplorazione.

"Con Endurance Italia ho unito le montagne del nostro Paese in un unico grande viaggio. È stata un'esperienza ancora più intensa di quanto avessi immaginato: la continuità del percorso mi ha permesso di attraversare l'Italia nella sua straordinaria varietà, scoprendo, giorno dopo giorno, una natura sorprendente e una ricchezza di paesaggi che spesso diamo per scontata.

Ancora una volta ho avuto la conferma che lo sport e la montagna sono un mezzo per entrare in relazione con i luoghi e con le persone: un linguaggio universale capace di far conoscere territori, culture, tradizioni e storie, lasciando che sia il viaggio stesso a creare gli incontri più veri".

Main sponsor: Montura, Scarpa, Vibram, Enervit, Comune di Valtournenche, Cervino Ski Paradise, Julbo, Coros, Kästle, Grivel
Project partner: Club Alpino Italiano, GiottiLine, Pirelli Cycling, Selle Italia e idmatch
Technical partner: Castelli, Pinarello, Shimano, Northwave, Sony, Walbike




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