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Mount Robson Emperor Face: Ethan Berman sotto uno dei tiri chiavi durante la prima salita di Running in the Shadows, aperta insieme a Uisdean Hawthorn, autunno 2020
Fotografia di Uisdean Hawthorn
Uisdean Hawthorn sul ghiaccio buono durante la prima salita di Running in the Shadows sulla parete Emperor Face di Mount Robson
Fotografia di Ethan Berman
Ethan Berman e Uisdean Hawthorn in cima al Mount Robson dopo aver aperto Running in the Shadows sulla Emperor Face
Fotografia di Uisdean Hawthorn
Emperor Face di Mount Robson in Canada e il tracciato di Running in the Shadows salito da Ethan Berman e Uisdean Hawthorn, autunno 2020
Fotografia di Ethan Berman, Uisdean Hawthorn

Nuova via sull' Emperor Face di Mount Robson in Canada di Ethan Berman e Uisdean Hawthorn

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Ethan Berman e Uisdean Hawthorn hanno effettuato la prima salita di Running in the Shadows (VI AI5 M6 2000m), una grande via di misto sulla famosa parete Emperor Face del Mount Robson nelle Montagne Rocciose canadesi.

Con i suoi 3954 m di altezza, il Monte Robson è la vetta più alta delle Rockies canadesi e la sua Emperor Face sul lato nord è una delle pareti più prestigiose del Nord America. Salita per la prima volta nel luglio del 1978 da Jamie Logan e Mugs Stump, da allora è stata superata da alcuni dei migliori alpinisti del mondo con una manciata di vie aperte da Dave Cheesmond e Tony Dick nell'agosto 1981, Bary Blanchard, Eric Dumerac e Philippe Pellet nell’ottobre 2002 (Infinite Patience), Steve House e Colin Haley nel maggio 2007, e Jason Kruk e Jon Walsh nel giugno 2010. Nell'aprile 2016 la prima solitaria della parete, su Infinite Patience, è stata effettuata dal compianto Marc-Andre Leclerc.

Un'importante aggiunta all "Imperatore" è stata completeta la scorsa settimana dallo statunitense Ethan Berman e dallo scozzese Uisdean Hawthorn, che hanno aperto Running in the Shadows (VI AI5 M6 2000m) in tre giorni di arrampicata e due bivacchi. La linea, dopo un inizio con la via Walsh - Kruk si dirama a destra e sale a sinistra di Infinite Patience.

Berman aveva individuato la via alcuni anni fa e ha aspettato fino a questo autunno per trovare le condizioni migliori. Durante il primo giorno Berman e Hawthorn hanno superato la facile roccia friabili nella parte bassa della via seguendo il tentativo originale del 1974 di Pat Callis e Jim Kanzler, prima di deviare verso destra seguendo un nuovo sistema di canalini e salire circa 14 tiri per raggiungere la cresta, l’Emperor Ridge.

Hawthorn ha spiegato: "Nel sistema di canalini abbiamo trovato ottime condizioni di neve, che ci hanno permesso di arrampicare velocemente. Dopo 500 metri abbiamo raggiunto una fascia più ripida, ma c'era uno sottile strato di ghiaccio incollato su un sistema di rampe in salita che ho scalato, anche se senza protezioni. Dopo un più facile nevaio abbiamo raggiunto l'ultimo lungo tratto ripido, che non sapevamo se saremo riusciti a superare. Ethan ha provato un diedro ghiacciato direttamente sopra di noi, ma il ghiaccio era troppo sottile per essere salito in sicurezza, e saggiamente è tornato indietro. Ho provato un ripido diedro a destra, era pieno di neve, ma aveva una fessura nella parte di fondo, così almeno ho potuto piazzare delle buone protezioni. Era difficile, specialmente con lo zaino pesante, ho testato con il mio peso due friend nella fessura ghiacciata e sono salito in artificiale su di essi per superare più velocemente gli ultimi 2 metri. Sembrava di scalare una complicata via di misto in Scozia gradata VII, 8."

Berman ha fatto da capocordata sul successivo tiro di misto lungo 55 metri, protetto da soli due chiodi e da una vite, piantata a metà, di dubbia tenuta. Hawthorn infatti dubita che avrebbero tenuto una caduta e quando al calar della notte ha raggiunto la sosta Berman mi ha confidato: "Penso di essere appena entrato in un altro stato di coscienza."

Un altro tratto di arrampicata poco protetta ha portato a del buon ghiaccio nel sistema di canalone superiore che, a sua volta, li ha portati fino alla cresta. Fin lì avevano arrampicato per 19 ore consecutive, ed erano svegli da 23 ore. Hanno preparato una piattaforma per bivaccare, hanno preparato da mangiare e si sono sistemati per la notte.

Raggiungere la vetta il giorno successivo si è rivelato più impegnativo del previsto a causa della scarsa visibilità e dell’arduo traverso di 800 metri lungo il ghiaccio a 45°. Sono arrivati ​​in cima dopo 12 ore di salita; sorprendentemente, gli ultimi metri erano sopra le nuvole, offrendo panorami spettacolari verso ovest. Berman e Hawthorn hanno bivaccato in cima e hanno completato la faticosa discesa di 3000m senza ulteriori difficoltà il giorno successivo.

Questa è stata la prima volta di Hawthorn sul Mount Robson e dopo la salita ha riflettuto: "L'alpinismo nelle Montagne Rocciose canadesi ha una sapore di qualcosa di enorme. Tutte le grandi vie che ho fatto qui assomigliano molto di più all'arrampicata in Himalaya che sulle Alpi, e questa via non ha fatto eccezione. È una delle vie più selvagge e al limite che abbia mai scalato."

Info: gripped.comAmerican Alpine Club

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