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Capanna Carrel al Cervino. La Società Guide del Cervino, proprietaria della Capanna Carrel lungo la via normale Italiana di salita al Cervino, la cresta del Leone, ha preso la decisione di limitare i posti a disposizione nel rifugio e rendere obbligatoria la prenotazione nei mesi estivi di maggiore afflusso.
Fotografia di archivio Flavio Bich
Capanna Carrel al Cervino: lo scopo della limitazione 'è unicamente quello di evitare di stipare un numero di persone maggiore rispetto alla capienza del Rifugio. Non certo quello di impedire o limitare a chiunque la possibilità di salire al Cervino, ma piuttosto di renderla più piacevole e sicura.'
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Il Cervino
Fotografia di archivio Flavio Bich
Flavio Bich, presidente della Società delle guide del Cervino. Nato il 16/03/1966 ad Aosta, è guida alpina dal 1986
Fotografia di archivio Flavio Bich

Capanna Carrel al Cervino, regolamentato l’accesso. Intervista a Flavio Bich, presidente guide del Cervino

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Intervista al presidente della società guide del Cervino Flavio Bich, dopo la decisione di limitare i posti a disposizione nel rifugio Capanna Carrel e rendere obbligatoria la prenotazione nei mesi estivi.

L’altro giorno la Società Guide del Cervino, proprietaria della Capanna Carrel lungo la via normale Italiana di salita al Cervino, la cresta del Leone, ha preso la decisione di limitare i posti a disposizione nel rifugio e rendere obbligatoria la prenotazione nei mesi estivi di maggiore afflusso. L’intenzione, si legge nel comunicato delle guide “è di evitare lo spiacevole sovraffollamento in numerose giornate nel periodo estivo, vista anche la grave mancanza di acqua a disposizione per tutti gli utenti, la difficoltà nel gestire e smaltire l’enorme quantità di rifiuti lasciati al rifugio, l’impossibilità di offrire un minimo di servizi igienico-sanitari per un numero troppo alto di persone e inoltre per cercare di ridurre pericolose code e intasamenti mattutini.” Inoltre, precisa il comunicato "Lo scopo è unicamente quello di evitare di stipare un numero di persone maggiore rispetto alla capienza del Rifugio. Non certo quello di impedire o limitare a chiunque la possibilità di salire al Cervino, ma piuttosto di renderla più piacevole e sicura.” Per capire meglio le motivazione delle guide, abbiamo parlato direttamente con Flavio, presidente della Società Guide del Cervino.

Flavio, spiegaci allora velocemente perché siete arrivati a questa decisione

Visto il grande afflusso negli ultimi anni, stiamo cercando di fare sì che non pernotti troppa gente su al rifugio durante i mesi estivi. Quando dico troppa intendo semplicemente troppa. Già quando si sta su in 50, 60 persone si è già discretamente stretti, quando invece ne arriva più del doppio, com’è successo in passato, diventa assolutamente invivibile. Ecco, questo è il motivo principale che ci ha spinto a prendere questa decisione.

La Capanna Carrel è stata costruita privatamente dalla società guide del Cervino

Sì, quindi i costi di manutenzione e gestione sono a carico nostro. Anche questo è importante evidenziare, perché le spese di gestione sono importanti. Il gas viene portato su in elicottero, la manutenzione sia della struttura che degli ancoraggi e delle corde fisse (che periodicamente devono essere sostituite) che tutti usano e sono ben contenti di trovare, viene fatta da noi. E lì non passa il camion dell’immondizia ogni settimana: la quantità di rifiuti che tutti lasciano viene portata giù e smaltita da noi… e tutto con l’uso dell’elicottero. Insomma, sono dei costi non indifferenti e anche se il comune ci dà una mano importante, non basta.

Attualmente però non c’è un prezzo di pernottamento per aiutare a coprire questi costi di gestione

No, non c’è nessun obbligo di pagamento. Ma come in tutti i bivacchi c’è una cassettina, dove si chiede a chi dorme lì di lasciare un contribuito, chiediamo soltanto 20 euro che non vuole essere il costo del pernottamento, piuttosto un aiuto al mantenimento della capanna stessa. A mio modo di vedere non si debba pretendere che sia semplicemente dovuto il fatto di trovare su quella cresta un materasso, delle coperte, gas e, soprattutto, un tetto sopra la testa. Sulla cassettina abbiamo indicato 20 euro, sinceramente non ci pare molto eppure tantissimi non contribuiscono nemmeno in minima parte. Ma ripeto, lo scopo principale di questa azione è di ridurre l’afflusso estivo che a volte più risultare pericoloso.

Parlavi di 100, 120 persone
È successo in passato. Diventa ingestibile, partendo dalla risorsa primaria, l’acqua. Lì su non c’è l’acqua corrente, e se ad inizio stagione c’è ancora neve da sciogliere, più avanti si va nella stagione, ovviamente meno neve c’è e la gente cerca di scogliere del ghiaccio veramente bruttissimo e sporco. Non va bene, per ovvi motivi igienico-sanitari. Poi c’è la questione importantissima della sicurezza. Con così tanta gente che vuole salire, la mattina si formano subito delle code. Solitamente tutti aspettano che parta il primo, magari una guida che conosce la via, poi tutti seguono a ruota ma già alla prima corda fissa qualcuno rimane incastrato e la gente rimane ferma per ore. Spesso vediamo gente non preparata che cerca di andare su, e vorremmo cercare di evitare anche questo.

Sull’altro versante, in Svizzera, è vietato dormire nel bivacco sulla via e il rifugio Hörnlihütte costa non poco
È vero. Cosi facendo hanno per certi versi risolto il loro problema alla radice, perché non si può più bivaccare in giro e il Solvay è usato solo per l’estrema emergenza, rischi di essere portato giù in elicottero a spese tue. La via più facile corre per quel versante, ma adesso c’è tanta più gente da noi rispetto al passato. E i numeri continuano ad aumentare. Ecco quindi un altro motivo perché siamo stati costretti a prendere questa decisione.

Allora chi prenota da voi adesso...
Stiamo cercando di fare sì che chi prenota avrà un suo posto, il suo materasso. Poi ci sarà posto anche per chi arriva senza aver prenotato, chiaro, ma ci pare giusto che chi prenota abbia un minimo di comfort.

Se la Capanna è piena, sul versante italiano c’è anche l’ottimo Rifugio Duca degli Abruzzi. Ma questo si trova più di 1000 metri in basso.
Sì, ma io penso che chi affronta il Cervino dovrebbe essere in grado di farlo anche in giornata. Bisogna essere ben allenati e avere una discreta esperienza alpinistica per salire questa montagna. Basta un minimo di nuvole, qualche imprevisto e la situazione cambia drammaticamente. Non si può e non si deve prendere sottogamba il Cervino.

Si può dire che questo è per certi versi un anno zero, un primo esperimento?

Assolutamente sì. Stiamo cercando di affrontare delle problematiche che non sono facili da risolvere, ne siamo ben consapevoli. Ma per rendere la salita al Cervino più piacevole e soprattutto più sicura per tutti, da qualche parte bisogna pur cominciare.

COME PRENOTARE
La prenotazione può essere effettuata via mail, scrivendo a info@guidedelcervino.com .
Ulteriori informazioni sono disponibili dal 24 giugno telefonando all’Ufficio guide del Cervino 0166 948169, negli orari d’ufficio, 9 - 12 e 14,30 - 18,30.

Info: www.guidedelcervino.com

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