L’attimo sfuggente, nuova via su Cima Cee per Giupponi, Larcher e Pavana

Mi ci sono voluti due anni, dal 2018 al 2020, per convincere il Rolly ad insegnarmi ad aprire una via a spit. Quell’anno è nata Giovani Guerrieri per Vecchi Leoni, dedicata a mio papà Renzo, su Cima Uomo in Val Madris, poco lontano da Cima Cee. Ce ne sono voluti altri tre, dal 2021 al 2024, per convincerlo - assieme a Gippo - a condividere un’avventura in tre.
Come ci sono riuscito? Beh, un alpinista "normale" avrebbe adottato una strategia molto semplice: li avrebbe conosciuti, li avrebbe frequentati, ci avrebbe scalato insieme e, con umiltà, avrebbe magari avanzato la proposta di aprire una via.
Io no. Il mio metodo si è avvicinato di più a un ricatto emotivo, facendo leva sui loro cuori teneri. In quel periodo ho avuto occasione di fotografarli più volte su vie come Fine di un’Epoca, Zigo Zago, Big Roof. Non lo facevo perché avessi già in mente di aprire una via con loro; quello è venuto dopo.
Inizialmente andavo semplicemente perché mi piace fotografare. Poi, quasi subito, è subentrato un secondo motivo: affezionarmi al loro rapporto di cordata, un divertente siparietto che mi richiamava l’immaginario di Casa Vianello. C’era il Rolly, calcolatore attento e metodico, severo il giusto - e col tempo ho preso persino la confidenza di chiamarlo "Capitano", ovviamente per prenderlo in giro - che parla letteralmente alla roccia in una sorta di cantilena che lo aiuta a concentrarsi. Il Gippo, artista mansueto nella pittura quanto sui cliff - lui invece lo chiamo Jeeppo (si legge Giiiiiippo), perché tutte le volte che siamo andati a chiodare abbiamo usato la sua Jeep con il permesso - comunica più con i sorrisi che con le parole. Vederli insieme, in un rapporto viscerale costruito sull’equilibrio tra detto e non detto, quasi come una coppia, mi faceva stare bene. Era divertente, forse più della scalata, forse più della fotografia. Era vita vera.
Battuta dopo battuta, ho iniziato a vedermi tra loro due: collante ma anche elemento di disturbo, e ho iniziato a immaginare una bella avventura in tre. Fatto sta che Rolly e Gippo ci tenevano sempre a riconoscermi un compenso per le giornate a fotografare, ma io ho preferito - qui se volete potete darmi dell’astuto - incastrarli nella compassione per un giovane alpinista desideroso di imparare. Ho deciso di impietosirli, sì, per aprire una via insieme a loro. Mi pento di averlo fatto? Ovviamente no.
Ho scelto di presentarmi alla cordata nei panni del bocia, che - per chi non conosce il termine dialettale, letteralmente il bambino - è un’entità fluida, capace di spaziare dalla vittima sacrificale all’asso nella manica. Eppure non c’è stato bisogno né di sacrificarsi né di tirare fuori giochi di carte: Rolly e Gippo sono ancora corpi e anime solidi, capaci di tracciare sogni verticali per scalatori curiosi.
Il nome della via, L'attimo Sfuggente, beh, parla da sé. Invito caldamente i ripetitori a sciogliere bene piedi e anche, e a provare, per onorare gli apritori, a indovinare dove sono stati piazzati i cliff, per piantare gli spit nelle sezioni più lisce della parete. L’arrampicata è su calcare ipersuperlativo e compattissimo. Soprattutto nei due tiri chiave, ogni rinvio è una conquista non da poco. Parlando a nome di tutti e tre, siamo curiosi di vedere chi sarà capace di realizzare la prima ripetizione a vista.
Ringrazio i miei due "vecchietti" per avermi insegnato a essere un alpinista più coraggioso e ordinato, le farfalle per avermi tenuto compagnia in sosta, il Brenta - perché il Brenta è sempre il Brenta - e la montagna, per essere sempre tanto generosa.
Rolly e Gippo hanno all’attivo una sessantina di vie sparse per il mondo e, a detta dei più - giusto per dare onore alle statistiche - tutte bellissime e impegnative. Da oggi ne hanno una in più. Con me ;-)
- Matteo Pavana, Povo, Trento
Larcher ringrazia: Montura, Petzl, La Sportiva
Giupponi ringrazia: Mammut, La Sportiva
Pavana ringrazia: Patagonia Europe