Invernale della Diretta Gamma alla Barre des Écrins per Antoine Bouqueret e Charles Dubouloz
Fine anno con il botto per Charles Dubouloz che dopo la solitaria della Divine Providence sul Grand Pilier d'Angle nel massiccio del Monte Bianco è andato a segno con la seconda tappa della sua trilogia invernale. Dal 28 al 31 dicembre l'alpinista francese, in cordata con la guida alpina Antoine Bouqueret, ha ripetuto la Diretta Gamma, mitica via aperta sulla sudest della Barre des Écrins dal 11 - 13 agosto 1992 da Michele Frigerio, Eugenio Manni, Riccardo Milani e Manuele Panzeri.
L'idea iniziale di Dubouloz era salire in solitaria la nord del Pic Sans Nom oppure l’Ailefroide Orientale, ma entrambe le montagne non erano in condizioni causa le abbondanti nevicate. Per questo la sudest della Barre des Écrins, una delle pareti più alte delle Alpi; Bouqueret, che aveva già accompagnato Dubouloz alla base del Grand Pilier d'Angle due settimane prima, non c'ha messo molto a farsi convincere.
I due sono partiti alle 13:00 del 28 dicembre portando viveri per 2 giorni, in realtà sono sbucati in cima dopo quattro giorni e tre notti in parete, con temperature fino a -10°C. Alle loro spalle 1100 metri di via, superati in 36 tiri gradati complessivamente ED, 6b+, V, X4, P4. Dove la scala X sta per per i rischi oggettivi, mentre la scala P indica la qualità delle protezioni. Infatti, la roccia sulla sudest viene definita "spesso dubbiosa", e descrivendo la via nella sua guida, Sylvain Cambon aveva scritto "Alpinisti, non andate a fare la Gamma!". Ripetuta di rado, la salita di Bouqueret e Dubouloz potrebbe essere addirittura la prima invernale.
Come accennato, la Gamma è il secondo capitolo della Trilogia Invernale di Dubouloz, che quest'inverno punta a salire tre grandi pareti by fair means, ovvero spostandosi da un massiccio all'altro rigorosamente in bicicletta. Dopo il tragitto Monte Bianco - Écrins, adesso il 36enne si metterà in sella per pedalare verso i Pirenei.
"Questo progetto va controcorrente rispetto a questo momento, in cui l'alpinismo gioca al cronometro e ai record. Desidero viaggiare, vagare, di tempi dilatati. Anche di fare fatica" ha spiegato Dubouloz.














































