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Rolando Larcher sul quarto tiro di Via Zigo Zago sulla Cima Ghez in Val d’Ambiez
Fotografia di Matteo Pavana
Rolando Larcher sul terzo tiro di Via Zigo Zago sulla Cima Ghez in Val d’Ambiez
Fotografia di Matteo Pavana
Rolando Larcher sul sesto tiro di Via Zigo Zago sulla Cima Ghez in Val d’Ambiez
Fotografia di Matteo Pavana
Via Zigo Zago sulla Cima Ghez in Val d’Ambiez, aperta da Rolando Larcher e Marco Curti e liberata da Larcher e Herman Zanetti
Fotografia di Matteo Pavana

Rolando Larcher apre Zigo Zago in Val d’Ambiez, Dolomiti di Brenta

di

Nel 2019 in Val d’Ambiez, Dolomiti di Brenta, Rolando Larcher e Marco Curti hanno aperto Zigo Zago, una via di più tiri sulla Cima Ghez con difficoltà fino a 8a max nei suoi 200 metri di sviluppo. Il report e la scheda di Larcher della via, liberata insieme a Herman Zanetti il 21/07/2019.

Dopo tanti anni di scalate ed escursioni in Val d’Ambiez, pensavo di conoscerla come le mie tasche e non ci fosse più nulla da scoprire. Mi sbagliavo di grosso!

Nel 2017 rientrando dopo una lunga escursione, scendendo in moto poco sotto il Rifugio Cacciatore, l’occhio mi cadde sul Ghez ed il suo avancorpo! Là avevo già aperto due vie (La vita che verrà 1999 e Viva Dulfer 2000), ma quel salto non lo avevo mai notato Sembrava interessante, ma ero troppo stanco per andare a vedere e mi ripromisi di ritornare. Cosa che feci puntualmente l’anno dopo, scoprendo che il muro era veramente interessante e nessuna via lo percorreva, pertanto entrò nei progetti del 2019.

Qui entra in gioco Marco Curti, in arte Zio Tibia, amico di vecchia data, con cui abbiamo condiviso tante giornate di scalata. Lo Zio è un tipo gioviale e disponibile e da tempo desideravo coinvolgerlo nell’apertura di un nuovo itinerario in montagna. Quando venne l’ora di trovare un compagno per questo progetto, grazie anche al comodo avvicinamento, mi venne spontaneo pensare a lui: assieme ci saremo certamente divertiti!

Così alla fine di giugno 2019, carichi come i muli siamo partiti per questa nuova apertura. Come primo tiro c’era da scegliere tra una bellissima placca slavata, nel perfetto stile Ghez, stimabile sul 7b, oppure una fessura più abbordabile a destra, valutabile sul 6c… Chiaramente partii deciso sulla placca e dopo una battaglia di 3 ore, stremato, riuscii a risolverla. Dopo vent’anni mi ero scordato quanto è impegnativo da decifrare questo calcare!

La mia ipotesi di 7b era almeno 8a, da affrontare esclusivamente muniti del: "Patentino Placca 5 Stelle"! Recuperate le forze riuscii ad aprire anche il secondo tiro, per fortuna meno difficile e soddisfatti scendemmo a valle.

Pochi giorni dopo eravamo nuovamente all’opera, accompagnati da una giornata nebbiosa, tipica di questa valle. La nebbia degenerò in pioggia, ma grazie ai tetti sovrastanti avanzammo imperterriti per altre tre belle lunghezze, finché la spia rossa degli avambracci cominciò a lampeggiare. Allora giù a ritroso, cercando di fissare al meglio le corde statiche lungo il tortuoso percorso. La sorpresa del giorno arrivò nel rientro a piedi, quando incrociammo un bel orsetto in mezzo ai mughi. Delle belle emozioni, rivissute 14 anni dopo il primo incontro!

Con una terza impegnativa giornata, riuscimmo a risolvere anche le ultime incognite, raggiungendo la cima zigzagando tra i repulsivi tetti finali. Cima anomala questa: coincide con l’attacco del "superbo" Ghez, come fosse il suo misero zoccolo. Quando però la si raggiunge lungo questo "Zigo Zago" di itinerario, dopo 200 metri di scalata in mezzo agli strapiombi, sembra quasi di aver superato una big wall! Infine la consueta salita in libera, questa volta accompagnati da Herman Zanetti ed ulteriore conseguente divertimento.

Terminata la via, per una questione di omogeneità abbiamo affrontato anche la fessura in partenza e il 6c ipotetico si è rivelato un bel 7b, un riscaldamento decisamente migliore… Il primo tiro originale l’ho salito comunque nella rotpunkt finale, lunghezza di gran classe, destinata aimè all’oblio.

Il nome della via lo definirei "onomatopeico", tutto quel zig zag almeno a qualcosa è servito… Una linea decisamente originale, nello stile della scalata e nel suo inconsueto, tortuoso e logico percorso. Direi non estrema, ma con una continuità che alla fine si fa sentire.

Ringrazio Zio Tibia per la sua compagnia e pazienza, Herman Zanetti per l’allegria e Matteo Pavana www.theverticaleye.com per il servizio fotografico.

di Rolando Larcher

Rolando ringrazia: La SportivaPetzl, Montura

SCHEDA: Zigo Zago, Val d'Ambiez, Dolomiti di Brenta

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