Quattro grandi nuove vie di misto in Norvegia di Ines Papert & Co
Sfruttando quelle che ha definito "le condizioni del secolo", tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2026 l'alpinista tedesca Ines Papert ha aperto quattro nuove vie di misto in Norvegia. Secondo Papert, "ciascuna è un'impresa alpina seria, con lunghe discese esposte in un territorio selvaggio norvegese". Tutte le salite sono iniziate al buio e sono proseguite fino a notte fonda, e tutte e quattro sono state salite in uno stile pulito ed in libera.
Papert ha aperto le danza il 30 gennaio con Iskafe sul Kaffiberget, vicino a Eikesdal. La linea, lunga 350 metri, supera difficoltà di M5, WI6/6+, e comprende una candela sospeso di 20 metri. Ad accompagnarla c'erano Dåg Jørund Vik e Odd T. Sæbø. Papert aveva notato la linea già nel 2012, ma allora le condizioni non erano abbastanza sicure.
Il trio è rimasto nella zona e il 1° febbraio ha realizzato la prima salita di un'altra linea che Papert aveva individuato 14 anni prima – questa volta sulla parete ovest del Middagshaugen. Orions Belte (M4+, WI5) è, per sua stessa definizione, "una vera avventura alpina: circa 1000 metri dal mare alla vetta, di una difficoltà moderata ma estremamente divertente. Una sola lunghezza di ghiaccio più ripida, e per il resto siamo sempre saliti in conserva".
Papert si è poi spinta nella remota valle di Litldalen, dove l'11 febbraio si è unita a Eivind Hugaas e Torje Stenkjær per affrontare la parete nord-ovest del Gjøla. Il risultato è Gjølatappen, una linea di 350 metri con difficoltà M8, WI6, che Papert considera "sicuramente una delle mie prime dieci migliori nuove vie". Il successo è arrivato al secondo tentativo, dopo un primo tentativo qualche giorno prima.
"Gjølatappen era la più impressionante di tutte – racconta –. Arrampicare tra stalattiti di ghiaccio sospese nel vuoto, così in alto sulla valle, era surreale. Dietro il ghiaccio spuntavano fessure nascoste, perfette per la protezione. I miei compagni norvegesi erano sinceramente sorpresi di trovare quasi sempre delle buone protezioni dietro le cortine di ghiaccio. Ci è voluto un secondo tentativo per riuscire a liberarla completamente, e questo mi ha ricordato che la perseveranza fa spesso parte del gioco quando si apre qualcosa di nuovo".
Per concludere in bellezza, il 15 febbraio Papert e Stenkjær hanno scalato la parete sud dell'Hovsnebba sopra Sunndalsøra attraverso Fleeting Glory. Con i suoi 750 metri, è un'altra via lunghissima, con un grado di tutto rispetto; M7+, WI6+.
A fine spedizione, Papert ha scritto: "Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza l'incredibile supporto degli alpinisti locali. Abbiamo passato giorni a esplorare la zona con mappe e binocoli, studiando pareti e possibili discese, tracciando linee di ghiaccio, immaginando possibilità. Sunndalen si è rivelata un paradiso nascosto – silenziosa, drammatica, ricca di potenziale ancora intatto. Gli anni mi hanno allenato lo sguardo a riconoscere subito un’opportunità in una parete, a vedere linee dove altri vedono solo caos. Ma vedere il potenziale è una cosa. Trovare il coraggio di provarci è un'altra".
Le cascate di ghiaccio
Iskafe – 350m, M5, WI6/6+
Kaffiberget, Eikesdal
Dåg Jørund Vik, Odd T. Sæbø, Ines Papert – 30/01/2026
Orion’s Belte – 1000m, M4+, WI5
Middagshaugen West Face, Eikesdal
Dåg Jørund Vik, Odd T. Sæbø, Ines Papert – 01/02/2026
Gjølatappen – 350m, M8, WI6
Gjøla Northwest Face, Litldalen, Sunndalsøra
Eivind Hugaas, Torje Stenkjær, Ines Papert - 11/02/2026
Fleeting Glory – 750m, M7+, WI6+
Hovsnebba South Face, Sunndalsøra
Ines Papert, Torje Stenkjær - 15/02/2026














































