L’Ombra di Jung, una nuova via lunga al Pinnacolo di Maslana (Orobie Bergamasche) di Cristina Oldrati e Matteo Rivadossi
L’eleganza magnetica del Pinnacolo, senza indugi la guglia più bella delle prealpi italiane, è risaputo crei dipendenza. Sarà colpa del radon o del retaggio freudiano ma ogni volta che lo si accarezza ci si riempie occhi e corpo godendone estaticamente.
L’idea di arrivare sulla vetta del Secondo Pilastro da tempo tarlava le mie fantasie. Probabilmente non lontane da quelle di chiunque abbia raggiunto l’iconica Madonnina sul Primo Pilastro scoprendosi quasi intimidito dall’incombente vetta del Secondo, altero e una cinquantina di metri più alto.
Dopo l’apertura de Il Gatto e la Volpe nel 2025, ci eravamo ripromessi di curiosare sotto la verticale della seconda torre, poco o per nulla frequentata: obbligatorio sarà seguire il primo bellissimo tiro di Viaggio a Sud-Ovest per poi spostarci sul secondo de La Scala del Cielo, questo l’avevamo capito subito.
E nel bollente giugno di quest’anno, coccolati dalla brezza che accarezza il versante più ombroso del Pinnacolo, eccoci armati e appesantiti di materiale nonché di buone intenzioni esplorando nuova roccia sopra S2. Una teoria perfetta di muri, placche e diedri: a tratti il prezzo da pagare è sollevare metri cubi di zolle d’erba ma, dopo il Diedro dei Rododendri, ecco finalmente il fantastico muro rossastro di L7 che da solo vale la via.
Che movimenti incredibili, decifrando reglette sottili come lamette con il sole di taglio e i cliff che crepitano. Un viaggio psichedelico, senza parole. Senza dubbio uno dei tiri più belli di tutto il Pinnacolo.
Incredibile pure approdare alla profonda comoda nicchia di S7. Quasi un peccato non ci sia da bivaccare... Dalla curiosa finestra in alto a destra manca ancora un tiro sullo Spigolo della Papera fino sulla liberatoria vetta tagliente del "Precipuzio dei Cammelloidi", come lo definì il Gigante Savonitto. Non a caso il più grande tra i pinnacoliani.
Finalmente l’arcinota madonnina pare un puntino perso nel vuoto. Anche L’ombra di Jung è laggiù. Forse domata come il lato oscuro del nostro carattere o forse no.
- Matteo Rivadossi, Brescia
Rivadossi ringrazia: C.A.M.P., Kayland, Elbec












































