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Patagonia 2019: Marco Lacchini, Matteo Castelli e Tommaso Lamantia in vetta alla Aguja Saint Exupery
Fotografia di Marco Lacchini
Patagonia 2019: Francesco Fumagalli sull'ultimo tiro prima del nevaio finale della Comesaña-Fonrouge su Aguja Guillamet, dicembre 2018
Fotografia di archivio Marco Lacchini
Patagonia 2019: Matteo Castelli durante le ultime lunghezze di Chiaro di Luna alla Aguja Saint-Exupery
Fotografia di Tommaso Lamantia
Patagonia 2019: Matteo Castelli durante le calate dalla Aguja Poincenot dopo aver salito la via Whillans - Cochrane
Fotografia di Marco Lacchini

Patagonia 2019, un sogno nei massicci del Fitz Roy e del Cerro Torre

di

Il racconto di Marco Lacchini e Matteo Castelli della spedizione alpinistica in Patagonia effettuata insieme a Francesco Fumagalli e Tommaso Lamantia. Tra le altre spiccano le salite delle montagne Aguja Guillamet (Comesaña-Fonrouge), Aguja Poincenot (Whillans-Cochrane), Mojón Rojo e Aguja Saint-Exupery (Chiaro di Luna).


Quante emozioni che ci ha regalato questo viaggio! Partiamo dal principio: siamo tre amici, tre grandi appassionati di montagna, che da un anno condividono oltre alle avventure nei week-end sulle montagne, un sogno. Il sogno di andare a scalare insieme in Patagonia.

Già qui, fin dal principio nasce un dilemma: l’incompatibilità tra i periodi delle nostre ferie. Questo primo grande ostacolo tiene Matteo in un limbo, sospeso tra la voglia di andare a scalare e vivere questo nostro grande sogno e la frustrazione di dover stare al lavoro, per qualche mese, fino a dicembre, mese in cui conosce un’altra bellissima persona, Tommaso , già stato in Patagonia; grazie anche alla sua carica e esperienza, Matteo si convince e prenota anche solo per 15 giorni.

Arrivato il momento tanto atteso, Francesco e Marco partono e dopo due giorni dal loro arrivo salgono la Aguja Guillamet e si portano a casa la prima cumbre dalla via Comesaña - Fonrouge. Ed ecco che si presenta il primo grande problema: Francesco si infortuna ad una spalla durante una giornata in falesia a El Chalten ed è costretto a dire arrivederci a tutto! Dovrà stare a riposo fino al rientro in Italia, un colpo al cuore per tutti e tre!

Durante le vacanze di Natale Matteo lavora come un mulo e questo distoglie in parte la sua attenzione dalla Patagonia, fino al momento in cui arriva il fatidico giorno anche per lui: pronti e via! Non fa in tempo ad arrivare a El Chalten la sera, che già al mattino siamo in viaggio per sfruttare una finestra di due giorni, con obbiettivo la Aguja Poincenot attraverso la via Whillans - Cochrane.

Nel cuore e la testa ribollono emozioni e pensieri e durante l’avvicinamento attraverso la Laguna de los Tres, verso il Paso Superior, sembra di essere un bambino al luna park. Mentre avanziamo veloci, dapprima sotto un caldo sole, poi sotto una pioggia ghiacciata ci si presenta un paesaggio bellissimo e surreale.

Montiamo rapidamente le tende e ci accampiamo al Paso Superior; due tende, in quanto Francesco è venuto con noi, ci aspetterà per 24 ore in tenda dando prova della sua tenacia. Ci alziamo intorno alle 2,30 e cominciamo a salire preceduti da una cordata di amici guide italiane, Andrea Migliano e Pietro Picco, una cordata di americani partiti dal bivacco alle 20 di sera, che ritroveremo stravolti appena sotto la vetta dopo avere trascorso la notte sulla montagna a cercare la via, e una cordata lenta di boliviani che prontamente superiamo.

Saliamo tutta la rampa al buio e alle prime luci dell’alba siamo all’attacco degli impegnativi e bellissimi tiri di misto, viaggiamo veloci e anche grazie alle tracce di Andrea e Pietro che ci precedono, raggiungiamo la cumbre. Foto di rito e poi giù veloci con le doppie e a ritroso sui nostri passi fino alla tenda da Francesco; da lì diretti a El Chalten attraverso un percorso che ci sembra infinito e così alle tre di notte passate siamo di nuovo a casa. Che avventura, che emozioni, che divertimento e che vento! Infatti il vento qui è una componente fondamentale delle uscite, qui è casa sua e bisogna rispettarlo.

Le giornate di brutto tempo a El Chalten non mancano di certo. Ecco infatti che, dopo avere salito la Aguja Poinenot, segue purtroppo una settimana di brutto tempo; facciamo qualche camminata e ottime mangiate, ma sempre con la testa rivolta al prossimo obbiettivo.

Finalmente arriva un’altra ventana di bel tempo, siamo carichi e concentrati sui nostri obbiettivi, il più ambizioso dei quali è il Fitz Roy attraverso la via Franco-Argentina; purtroppo il meteo peggiora e optiamo per quella che ci sembra la scelta migliore: abbandonare l’idea di scalare il Fitz e dirigerci verso la Aguja Saint Exupery per tentare di salire la via Chiaro di Luna.

Dopo molte ore di cammino arriviamo al Polacos, fantastico campo base con una vista sensazionale su tutto il gruppo del Cerro Torre; questa volta siamo Marco, Matteo e Tommaso. Il giorno seguente intorno alle due e trenta partiamo dalla tenda e alle cinque e trenta siamo già pronti a attaccare la via; fa molto freddo, la roccia è gelida ma si sale.

Superiamo le prime difficili lunghezze e arriviamo ad una sezione più facile, più saliamo e più il vento aumenta, quanto più ci avviciniamo alla vetta, tanto più sembra lontana a causa di queste sfavorevoli condizioni. Alle 18 siamo finalmente in vetta della Saint Exupery, ci avvolge un’emozione indescrivibile! Foto di rito, e veloci cominciamo a scendere, ma ora a causa del vento fortissimo che non ci dà un attimo di tregua, iniziano i veri problemi. Ci aspettano circa trenta calate, ma la corda a causa del vento non sta ferma un secondo e raggiungere le soste diventa un’impresa. Dopo un’intera notte trascorsa a calarci dalla montagna raggiungiamo la tenda alle 7 del mattino. Siamo stremati, increduli ma felicissimi; ci abbracciamo, mangiamo qualcosa e riposiamo in vista del rientro del giorno seguente.

Ma non è finita qui; appena tornati al El Chalten, veniamo a sapere che stanno per arrivare altri due giorni di ventana. A questo punto non ci resta che riposare per una ventina di ore e partire cattivi e convinti per un nuovo obbiettivo.

Così alla nostra compagnia alla quale si aggiunge un campione di parapendio, Aaron Durogati, non resta altro da fare che tentare un’altra cumbre, destinazione Aguja della S. Partiamo nel primo pomeriggio e alla sera siamo al bivacco. Purtroppo le cattive condizioni della parete ci costringono a ripiegare su una via che non era tra i nostri obbiettivi ma ci divertiamo comunque e torniamo il giorno successivo felici e contenti al bivacco. Soprattutto Aaron e Tommy che si lanciano dal ghiacciaio direttamente alle tende!

Ringraziamo tutti, a partire dal Gruppo dei Ragni, disponibili e molto gentili con noi, per arrivare a tutte le belle persone che abbiamo conosciuto e che hanno condiviso con noi gioie e paure. Patagonia quante emozioni!

di Marco Lacchini e Matteo Castelli

Viaggio in Patagonia effettuato tra dicembre 2018 e gennaio 2019: Francesco Fumagalli, Matteo Castelli e Marco Lacchini, insieme a tanti altri amici e climbers come Tommaso Lamantia, Pietro Picco, Andrea Migliano, Diego Toigo, Aaron Durogati, Edoardo Albrighi, Jacopo Zezza e i grandi Ragni di Lecco Matteo della Bordella, Matteo Pasquetto, Dimitri Anghileri e Ricky Felderer.

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