Tommy Caldwell e Siebe Vanhee salgono in libera e in 24 ore la Via Sudafricana sulla Torre Centrale del Paine in Patagonia
Lo statunitense Tommy Caldwell e il belga Siebe Vanhee hanno completato una storica salita in libera in 24 ore della Via Sudafricana sulla parete Est della Torre Centrale del Paine, realizzando un'impresa senza precedenti nell'alpinismo patagonico.
I due hanno scalato interamente in libera i 1200 metri della via (5.12c), partendo alle 03:20 del 13 febbraio e raggiungendo la vetta esattamente 24 ore dopo, alle 03:20 del 14 febbraio. La salita rappresenta la prima libera in giornata della via e solo la terza libera complessiva da quando è stata aperta oltre 50 anni fa.
L'impresa contrasta nettamente con l'approccio tradizionale alle big wall in Patagonia, dove spesso le cordate rimangono in parete per settimane, vivendo su portaledge e affidandosi a corde fisse per la sicurezza e la discesa.
"Avevo già raggiunto la cima di questa parete, ma questa salita è stata completamente diversa. Scalare in libera la Via Sudafricana in un'unica spinta continua di 24 ore, in condizioni in cui può andare storto così tanto, è uno dei momenti di maggior orgoglio che abbia vissuto in montagna — specialmente perchè l'ho condiviso con un compagno come Tommy," ha dichiarato Vanhee.
Caldwell ha aggiunto "La Patagonia non delude mai! Lo stile 'in giornata' aveva un significato speciale per me. Ma, onestamente, ero piuttosto ignaro della portata e della serietà di questa parete: roccia instabile, molta neve e ghiaccio, il fatto di dover portare in cima un grosso haulbag pieno di vestiti pesanti e attrezzatura da ghiaccio."
Vanhee e Caldwell hanno dedicato tre settimane in Patagonia al progetto, effettuando due tentativi prima della riuscita: il primo il 28–29 gennaio, il secondo il 2–4 febbraio. Ogni tentativo è stato condizionato dal meteo notoriamente instabile della Patagonia e dalle condizioni altamente variabili della roccia, dove placche asciutte possono rapidamente ghiacciarsi e le tempeste possono arrivare senza preavviso.
A differenza delle salite in stile "capsula", la cordata ha optato per una strategia one-push e non-stop, il che significava non portare portaledge, non fissare corde per la discesa e accettare che, una volta in parete, le opzioni di ritirata sarebbero state estremamente limitate.
La Via dei Sudafricani segue un imponente sistema di diedri sulla parete Est della Torre Centrale ed è stata aperta nel 1973–74 da una spedizione sudafricana in uno stile piuttosto puro, senza spit. La via è stata liberata nel 2009 da Sean Villanueva, Nico Favresse e Ben Ditto, che trascorsero 13 giorni in parete. Solo un'altra cordata è riuscita a salire in libera la via, ovvero Imanol Amundarain, Cedar Christensen e Tyler Karow, che realizzarono una salita tea-free nel 2023.
Durante la loro spinta, Vanhee e Caldwell hanno affrontato un'arrampicata tecnicamente sostenuta, inclusi i tiri chiave di 5.12c (14 e 15), seguiti dall'impegnativa fessura offwidth di 60 metri gradata 5.11+ del tiro 18. Dopo quasi 19 ore di arrampicata, la cordata è passata dalle scarpette da roccia agli scarponi da alpinismo prima di affrontare gli ultimi 250 metri di terreno alpino poco inclinato ed un impegnativo traverso della cresta sommitale al buio. Subito dopo aver raggiunto la vetta, è sopraggiunta una tempesta, costringendo gli alpinisti ad una discesa di otto ore tra neve, vento e scarsa visibilità.
La libera in giornata spinge i limiti di ciò che si ritiene possibile sulle più impegnative pareti di granito della Patagonia, dove il successo dipende non solo dalle capacità alpinistiche, ma anche da tempismo preciso, strategia, resilienza e affiatamento.
"Dal punto di vista strategico, questa scalata è stata forse più complessa di altre che ho affrontato in Patagonia. Credo che i nostri punti di forza siano stati la positività condivisa e la volontà di provarci e basta. Siebe è probabilmente il compagno più adatto al mondo per questo tipo di obiettivo. Questa scalata ha rafforzato la mia convinzione che la capacità di scherzare e mantenere alto il morale, anche quando la situazione sembra impossibile, sia l'ingrediente segreto per avere successo in Patagonia. Sono pieno di gratitudine per questa cordata e felice di aver trovato un altro compagno con cui condividere la gioia della sofferenza. Abbiamo lottato duramente. Questa non è un'esperienza che dimenticherò presto," ha concluso Caldwell.








































