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Il 'nuovo' Rifugio Quintino Sella con l'opera 'Ora!' di Paolo Barichello.
Fotografia di CAI Biella
Rifugio Quintino Sella: da sinistra il vice presidente del Cai centrale Antonio Montani, il vice presidente del Cai Gressoney Andrea Vairetto, Maurizio Sella, l'assessore alla montagna di Biella Barbara Greggio, il presidente del Cai Biella Eugenio Zamperone. Dietro i sindaci di Ayas e Gressoney.
Fotografia di CAI Biella
Rifugio Quintino Sella: Don Paolo Boffa, vicario generale della diocesi di Biella e don Ugo Casalegno parroco di Gressoney. Davanti all'altare Luciano Chiappo, presidente del Cai Biella quando venne inaugurato il nuovo rifugio nel 1981. Sull'altare la statua della Madonna d'Oropa donata al rifugio.
Fotografia di CAI Biella
Foto di vetta al Castore con l'istruttore nazionale della Scuola nazionale di alpinismo 'Guido Machetto' Giandario Giolito e il vicepresidente del Cai Biella Andrea Formagnana.
Fotografia di CAI Biella

Monte Rosa: inaugurato il ‘nuovo’ rifugio Quintino Sella al Felik

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Dopo due anni di lavori e più di 500 mila euro di investimento della sezione di Biella del Club Alpino Italiano, domenica 8 agosto è stato inaugurato il ‘nuovo’ rifugio Quintino Sella al Felik

Dopo due anni di lavori e una cifra stanziata che supera i 500 mila euro, domenica la sezione di Biella del Club Alpino Italiano, ha inaugurato il "nuovo" rifugio Quintino Sella ai 3580 metri del ghiacciaio del Felik sul Monte Rosa, allo spartiacque tra le valli di Gressoney e Ayas.

Presenti alla cerimonia molte autorità tra cui i sindaci delle due comunità che hanno sottolineato come la montagna sia simbolo di unione. Presente con la fascia tricolore anche l’assessore alla montagna del comune di biella Barbara Greggio. Antonio Montani, vice presidente generale del CAI, ha portato il saluto del presidente Vincenzo Torti e nel suo intervento ha invitato a mai dimenticare la vera funzione di ospitalità del rifugio di montagna che non può essere confusa con quella turistico-alberghiera.

A tagliare il nastro è stato Maurizio Sella, presidente del Gruppo Banca Sella, e discendente di Quintino, a cui la sezione biellese intitolò il rifugio nel 1885, ad appena un anno dalla sua morte. Sella ha spronato a guardare al futuro con ottimismo traendo dal contesto generale segnali di un "nuovo rinascimento" non solo materiale ma soprattutto morale. "Il futuro passa dal rispetto dell’ambiente e i lavori che la sezione di Biella ha fatto quassù vanno in quell’indirizzo".

Banca Sella ha dato un importante contributo alla sezione per portare a termine questa riqualificazione “green” di uno dei rifugi più antiche e più alti delle Alpi. Il nuovo “Quintino Sella” è ora uno dei rifugi a quelle quote in cui si è più ridotto il consumo di plastico e una moderna centrale termica riduce le emissioni da combustibili fossili.

Dopo la messa celebrata dal vicario generale della diocesi di Biella, don Paolo Boffa - che ha portato il saluto del vescovo Roberto - e dal parroco di Gressoney don Ugo Casalegno, si è voluto bagnare le rocce alla base del rifugio con una bottiglia di Insubrico, lo spumante di Tenute Sella, ottenuto da quelle stesse uve di nebbiolo coltivate a Lessona da cui si produce anche il vino con cui Quintino Sella brindò all’unità italiana.

Non è riuscito poi a nascondere tanta emozione Eugenio Zamperone, presidente del Cai Biella, ricordando l’impegno di tutta la sezione e di coloro che hanno lavorato con grande sacrificio dove l’aria si fa rarefatta e l’ossigenazione è più difficile. Un grazie rivolto anche al sistema della fondazioni bancarie (Biella e Torino), al Cai centrale, a quello regionale e alla Regione Valle d’Aosta per l’impegno finanziario.

Un rifugio dove l'arte contemporanea di Paolo Barichello dialoga con le foto storiche della fondazione Sella
Il "nuovo" Quintino Sella è ora anche un rifugio d’arte che mette in dialogo diversi linguaggi e epoche. All’interno della struttura una sala è stata allestita con immagini storiche donate dalla Fondazione Sella. Si tratta di antiche fotografie che ricostruiscono le varie epoche dalla prima capanna del 1885 a quella attuale. La sala è stata intitolata a Gaudenzio Sella.

All’esterno è invece stata posata la realizzazione dell’artista biellese Paolo Barichello. L’opera è stata chiamata "Ora!" e rappresenta l’uomo contemporaneo che si riconosce parte del creato, della natura, e prende coscienza di come sia necessario intervenire "ora!" per salvare l’ecosistema che ci permette la vita. Il cambiamento è ora ed è quello che è stato fatto con la riqualificazione del rifugio in chiave green. L'opera, realizzata con il contributo di Sinflex, Yukon, Tecnomeccanica-Ploner, Relais Santo Stefano, Salewa, è stata dedicata alla memoria di don Fernando Marchi, vicario generale della diocesi di Biella, che tanto amò quelle montagne.

E a sottolineare il nuovo corso culturale del rifugio c’è stata l’occasione di presentare l’ultimo libro dello storico Pietro Crivellaro, dedicato proprio a Quintino Sella, già anticipatore delle tematiche ambientali un secolo e mezzo fa.

Gaudenzio Sella, pionierre dell'alpinismo invernale
Nato a Biella il 22 dicembre 1860, figlio di Giuseppe Venanzio, si laurea a pieni voti in Ingegneria civile a Torino nel 1884 e l'anno successivo, viene chiamato e ospitato a Roma dallo zio Quintino, per seguire le lezioni di matematica pura all'Università di Roma.

Negli anni della sua giovinezza, seguendo l'esempio di Quintino, si appassiona alla escursioni alpinistiche ed è con i fratelli e i cugini tra i pionieri dell'alpinismo invernale in Italia: Gran Sasso (1880), Dente del Gigante (1882), Monte Bianco (1888), Monte Rosa Punta Dufour (1889). Nel 1892-93 organizza e dirige in loco per il Cai la costruzione della Capanna Osservatorio Regina Margherita sulla Punta Gnifetti che fu inaugurata dalla stessa regina il 19 agosto 1893. Seguì poi il rifacimento e l’ampliamento della Capanna Quintino Sella agli inizi del ‘900.

Info: www.caibiella.itwww.rifugioquintinosella.com

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