Pietro Bassotto all'età di 62 anni sale 'Siamo già arrabbiati low' (8B) nell'area di Novalesa in Val Cenischia in Val di Susa, Piemonte.
archivio Pietro Bassotto

Pietro Bassotto sale il suo primo 8B boulder a 62 anni!

All'età di 62 anni Pietro Bassotto ha salito il suo primo 8B boulder, 'Siamo già arrabbiati low' nell'area di Novalesa in Val Cenischia in Val di Susa, Piemonte.
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Pietro Bassotto all'età di 62 anni sale 'Siamo già arrabbiati low' (8B) nell'area di Novalesa in Val Cenischia in Val di Susa, Piemonte.
archivio Pietro Bassotto

Pietro Bassotto continua ad essere un punto di riferimento per la longevità in questo sport. Dopo il suo primo 8c+ in falesia nel 2020 e dopo aver liberato, l'anno scorso, Mata Leao dello stesso grado, adesso all'età di 62 anni ha salito il suo primo 8B boulder: "Siamo già arrabbiati low". Liberato dal francese Diego Fouebet, il blocco aggiunge la partenza bassa all'8A+ "Siamo già arrabbiati", risolto da Bassotto a fine 2025. Va da sé che un 8B a 62 anni rappresenta per certi versi un "record", non solo in Italia ma in assoluto, che dimostra ancora una volta come impegno, costanza e dedizione permettono di spostare l'orizzonte dell'alta difficoltà, a prescindere dell'età.

Pietro super complimenti! Come mai ti sei concentrato adesso sul boulder?
Quando ho iniziato ad arrampicare negli anni ’80, la mia scalata era principalmente orientata alla montagna. Con il passare del tempo ho capito che ciò che mi appassionava di più era la gestualità del movimento portato al proprio limite. Bisogna anche considerare che a quei tempi la chiodatura delle vie multipitch non era sicura come oggi: per questo si scalava quasi sempre al di sotto delle proprie reali possibilità. Con gli anni ho iniziato a dedicarmi sempre di più ai monotiri in falesia. Allo stesso tempo ho sempre dato molta importanza all’allenamento della forza, facendo blocchi in palestra o a casa. Andavo anche sui massi a provare qualche passaggio, ma lo vivevo più come un’alternativa alla corda. Non avendo molti crash pad, infatti, era difficile spingermi davvero al limite, e questo finiva per demotivarmi. La passione per il boulder outdoor è cresciuta di pari passo con la possibilità di scalare in maggiore sicurezza. Quando riesco a esprimere il massimo delle mie capacità senza il timore di farmi male, trovo una motivazione ancora più forte per spingermi oltre. Ho partecipato a oltre 120 gare di boulder tra il 1997 e il 2021. Tra le più significative: Blocco Mentale B-Side, Full Contest Levi, Bard Boulder Contest, MDV Mondovì, Finale for Nepal, Tout à Blocs TAB, TCC, Coppa Italia e Campionato Italiano che ho avuto anche la soddisfazione di gareggiare insieme a mio figlio Davide.

Raccontaci allora qualcosa di questo blocco
Conoscevo già il masso perché si trova sotto la falesia delle Terrazze, dove l’anno scorso avevo liberato Mata Leao (8c+). Dopo aver salito Siamo già arrabbiati a dicembre, ho deciso di aprire un progetto nella versione low. La linea parte dal punto più basso del grottino e lo traversa per tutta la sua lunghezza, collegandosi alla partenza di Altrimenti ci arrabbiamo
Siamo già arrabbiati Low è un blocco lungo: la prima parte è molto fisica, su roccia caratterizzata da concrezioni di quarzo; la seconda invece è molto tecnica, su prese piccole. È stata un’esperienza che mi ha insegnato molto su quanto sia fondamentale l’aspetto mentale. Per questo cercavo la solitudine, per avere la massima concentrazione prima e durante ogni tentativo.

Ti ha sorpreso qualcosa?
Tutte le volte che faccio un blocco rimango sorpreso. Quando inizio a provarlo spesso non riesco nemmeno a fare i singoli movimenti, poi improvvisamente diventano facili. Per questa consapevolezza ho impiegato un po’ di tempo. Mi sono sbloccato con il mio primo 8A, Padscraper a Ceresole, all’età di 55 anni. L’anno dopo ho salito quattro 8A e due 8A+. È incredibile come il fisico riesca ad adattarsi a movimenti che all’inizio sembravano impossibili.

Il boulder è un’attività molto intensa. Sia i movimenti, sia le cadute sui crash. Mi ricordo di aver letto che Ben Moon adesso preferisce la corda, perché il boulder è semplicemente troppo impattante sul suo fisico. Tu come la vedi?
Si, sicuramente è più facile farsi male facendo boulder che arrampicando con la corda. Per questo cerco di ridurre al minimo il rischio di caduta mettendo più pad possibile nei punti in cui ho buone probabilità di cadere; questo mi rassicura molto.

Ti vedremo di più con il crash in spalla adesso?
Preferisco fare blocchi nei periodi più freddi, perché riesco a gestire meglio il freddo rispetto all’arrampicata con la corda. Ogni tanto mi piace stimolare la forza sui blocchi anche in altre stagioni. Mi piacerebbe provare altri progetti di boulder, ma in questo periodo mi toglierebbe tempo ad altri progetti che ho già in mente. Devo fare delle scelte mirate per focalizzare le mie risorse su un solo obiettivo alla volta.

Continua a migliorare. Immagino che hai sempre dato tutto,  anche prima. Allora cos’è cambiato?
Fisicamente, confrontando i test di qualche anno fa, sicuramente sono peggiorato; per questo ho modificato gli allenamenti puntando sulla qualità. Dove sono migliorato è nell’aspetto tecnico, dove non lascio nulla al caso, e soprattutto nell’aspetto mentale, che credo sia il mio punto di forza.

Allora quanto senti di essere vicino al tuo limite?
Credo di avere ancora margine di miglioramento, solo che, alla mia età, devo far coincidere molti fattori esterni, fisici e mentali. Devo avere pazienza e aspettare il momento giusto. Il limite non è un punto fisso, cambia in base a molteplici fattori.

Passaci il termine: è più difficile per te fare “performance” nel boulder, o con la corda?
Fino a qualche tempo fa ritenevo che fosse più difficile alzare l’asticella nel boulder, ma ho capito che era solo perché non gli dedicavo le stesse risorse che dedicavo alla corda. Nel mio caso, i due aspetti vanno di pari passo.

Di cosa vai più fiero?
La scalata mi ha dato molto, sia in termini di performance sia di crescita personale; ho avuto la fortuna di viverla sempre serenamente. Anche se è la mia passione principale, non è l’unica: ho sempre avuto e ho molti altri interessi.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto?
Sono molti, ma il più grande è poter continuare a provare vecchi e nuovi progetti in Pace, cosa che non è così scontata, visto il periodo storico attuale, in cui libertà e i diritti per molti sono a rischio.




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