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La traversata del Monte Rosa: la traversata del Castore durante il secondo giorno dello Spaghetti Tour
Fotografia di Alberto De Giuli
La traversata del Monte Rosa: Ludwigshöhe, sullo sfondo i Lyskamm
Fotografia di Alberto De Giuli
La Capanna Margherita sul Monte Rosa. Situato a 4554m, è il rifugio più alto d’Europa
Fotografia di Alberto De Giuli
La traversata del Monte Rosa: una cordata in discesa lungo il Grenzgletscher
Fotografia di Alberto De Giuli

Monte Rosa e la straordinaria traversata dello Spaghetti Tour

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Alpinismo sul Monte Rosa: la guida alpina Alberto De Giuli presenta la spettacolare traversata ad anello in alta quota che in sette giorni passa per alcuni dei 4000 più belle delle Alpi Occidentali come il Breithorn, Castore, Lyskamm e molti altri ancora.

La traversata del Monte Rosa è uno dei tour di alpinismo facile più famosi delle Alpi. Conosciuta anche col nome di Spaghetti Tour per l’ottima ospitalità ed esperienza culinaria che solo i rifugi italiani possono garantire, la traversata del Monte Rosa permette anche a neofiti di calcare le cime di diversi 4000 lungo un itinerario dai 5 a 7 giorni. Richiede comunque una ottima forma fisica, poiché non si scende mai sotto i 3300 metri di quota anche se le ore di cammino giornaliere non sono estremamente lunghe. C’è tutto il tempo per acclimatarsi, le notti in rifugio sono gradualmente sempre più alte in vista dell’esperienza ai 4554 metri della Capanna Margherita, il rifugio più alto delle Alpi. Ma andiamo a vedere più in dettaglio l’itinerario dello Spaghetti Tour, ripercorrendo l’esperienza vissuta ai primi luglio.

Giorno 1: dalla Testa Grigia al Rifugio Guide Val d’Ayas, passando per la cima del Breithorn Occidentale.
Il punto di partenza dello Spaghetti Tour è Cervinia o Zermatt, a seconda della comodità e propria logistica. Da Cervinia, con gli impianti di risalita si raggiunge la Testa Grigia, 3479 metri, e quindi Plateau Rosa, il paradiso di tutti gli appassionati dello sci estivo. A piedi si seguono le piste da sci verso il Klein Matterhorn, fino a raggiungere lo skilift della Gobba di Rollin, dove si oltrepassa la corda che delimita il resort e si abbandona “la civiltà”. E’ qui, al passo del Breithorn, che inizia la nostra avventura. Il Breithorn Occidentale, poco distante, è il 4000 più facile delle Alpi, e normalmente è anche la prima cima che si tocca durante lo Spaghetti Tour. Per i neofiti, sarà la prima esperienza ramponi ai piedi su terreno moderatamente ripido, con una buona dose di adrenalina se si procede a traversare la cima del Breithorn Occidentale da est a ovest. Una breve ma esposta cresta di neve prima della vetta è un ottimo banco di prova e solo un assaggio di cosa ci aspetterà nei giorni seguenti.

Raggiunta la cima, la giornata è ancora lunga, ci aspetta la traversata di un ghiacciaio crepacciato sotto le cime dei Breithorn, in continuo sali scendi, fino alla base del Polluce, dove finalmente si può intravedere il Rifugio Guide Val d’Ayas, il nostro punto tappa per la notte. Il rifugio è accogliente e semplice, lo staff è quanto mai particolare e sempre gentile (provare per credere, non voglio aggiungere altro per non rovinarvi la sorpresa). Per chi non è abituato all’alta quota, il mio consiglio è sempre quello di riposarsi prima di cena. La prima notte in quota non è mai tranquilla, le pulsazioni e il fiatone salgono alle stelle solo a fare le due rampe di scale per raggiungere il dormitorio. Riposo, mangiare e idratars sono le uniche cose da fare per garantire un ottimo recupero delle forze per i giorni a seguire.

Giorno 2: traversata del Castore, 4225 metri.
Si comincia con le sveglie all’alba, la prima colazione alle 4 è sempre un pò uno shock per chi non è abituato. Si parte presto in alta montagna, per avere condizioni di neve dura lungo l’itinerario della giornata e normalmente tempo più stabile. Il Castore è la prima tappa tecnica dello Spaghetti Tour, la via normale da Ovest segue un pendio che si fa via via più ripido (massimo 35 gradi) prima del salto finale, una ventina di metri sui 40-45 che porta sulla cresta molto esposta prima della vetta. Qui ci si concentra solo sui piedi, un passo dopo l’altro lungo il filo di un rasoio per meno di dieci minuti fino a raggiungere la vetta non così spaziosa. Si tira un sospiro di sollievo, la vista della cresta che scende verso sud verso il Colle del Felik non impressiona così tanto oramai, ma la concentrazione è ancora d’obbligo. Dalla cima del Castore si raggiunge in poco più di un’ora il Quintino Sella, nostro rifugio per la notte. Rimodernato per l’estate 2020, presenta una sala da pranzo ben più accogliente, un angolo lettura, divano con vista, e finalmente non bisogna uscire dal rifugio per raggiungere i bagni.

Giorno 3: traversata del Naso del Lyskamm.
La traversata del Naso del Lyskamm è forse la tappa più tecnica dello Spaghetti Tour. Dal rifugio Quintino Sella si deve traversare una buona ora e mezza il ghiacciaio del Lys fino a raggiungere la base del ripido pendio del Naso. Qui a seconda delle condizioni si può affrontare il ripido pendio di neve a sinistra della breve cresta rocciosa, oppure salire per quest’ultima, nel complesso ben attrezzata con qualche spit. Alla fine delle roccette un pendio ripido ed esposto (45-50 gradi) lungo 100 metri è il tratto più delicato della tappa, può presentare tratti ghiacciati che obbligano in tal caso ad una progressione a tiri di corda, ben assicurabili con qualche vite da ghiaccio. Ci sono anche un paio di barre di ferro che potrebbero spuntare sul pendio che risultano molto utili per assicurare la cordata. Segue un pendio più dolce che in ottime condizioni si sale a zig zag fino in vetta. La discesa dal Naso del Lyskamm verso Est è anch’essa ripida ed esposta, e va affrontata presto al mattino prima che la neve sia troppo molle. Normalmente si impiegano 3-4 ore per salire in cima al Naso del Lyskamm, e una volta scesi nel versante della Capanna Gnifetti c’è tutto il tempo per mettere nel sacco un altro 4000 come la Piramide Vincent, prima di rientrare al rifugio per il meritato riposo e il pranzo.

La Capanna Gnifetti merita una menzione particolare non solo per lo staff super disponibile e simpatico, ma soprattutto per la qualità gastronomica. Più di una volta ho pensato che mangiare un ottimo risotto, costicine di maiale o agnello e concludere con una fonduta al cioccolato con frutta fresca sia una esagerazione a 3600 metri, dall’altro lato penso sia una esperienza unica nelle Alpi che merita di essere vissuta.

Giorno 4: Balmenhorn 4167m, Corno Nero 4321m, Ludwigshöhe 4342m, Parrotspitze 4434m, Punta Gnifetti e la Capanna Margherita 4454m.
E’ la giornata dei 4000, col bel tempo e le ottime condizioni se ne mettono 6 nel sacco. Solo il Balmenhorn, famoso per la statua del Cristo delle Vette non è nella lista dei 4000 ufficiali delle Alpi. Il Corno Nero presenta un muro ripido di 40 metri a cui segue una brevissima cresta rocciosa. La Ludwigshohe è giusta a fianco del Corno Nero, la Parrotspitze è un pochino più tecnica, con una cresta di neve esposta e sottile che va guadagnata passo dopo passo. Anche questa si traversa, da sud ovest a nord est, con una buona dose di esposizione pure in discesa. Ne rimane una da salire, la Punta Gnifetti, che segna il termine della quarta tappa. La Capanna Margherita è giusto in cima, il rifugio più alto delle Alpi. Non è mai una botta di salute passarci la notte, ma è sicuramente una esperienza unica e indimenticabile, in più si è ormai ben acclimatati dopo tutti questi su e giù a 4000 metri.

Giorno 5: Zumsteinspitze 4562m e discesa a Gressoney
C’è chi si alza all’alba per godere le prime luci dal rifugio più alto delle Alpi, a colazione non è che si ha molta fame dopo una notte un pò impegnativa. Usciti dalla Capanna Margherita vestiti di tutto punto la Zumsteinspitze costa poca fatica tanto è vicina. E’ l’ultima vetta del nostro Spaghetti Tour, il resto è tutto in discesa fino alla Capanna Gnifetti e poi giù ancora fino alla funivia di Punta Indren. Un servizio taxi da Gressoney ci riporta alla civiltà e alle nostre macchine. Avendo un giorno in più a disposizione, la discesa dal Grenzgletscher e poi a Zermatt, pernottando al Monterosahutte, è la perfetta chiusura di un giro ad anello tra i ghiacciai e le cime più belle delle Alpi Occidentali.

NOTE

Lo Spaghetti Tour nella sua versione classica prevede la discesa dalla Capanna Margherita alla Monte Rosa Hütte, attraversando il lungo e spettacolare Ghiacciaio del Grenz. In tal caso va calcolata una giornata in più all’itinerario qui presentato.Dal Monterosahutte si raggiunge il laghetto Riffelsee e la stazione di Rotenboden, dove si prende il trenino del Gornergrat fino a Zermatt. Si attraversa a piedi il paese e con gli impianti del Klein Matterhorn si raggiungono le piste di Plateau Rosa, da qui facilmente agli impianti della Testa Grigia per scendere a Cervinia.

Nonostante le difficoltà delle salite nello Spaghetti Tour non raggiungano l’AD e siano quasi sempre su neve, l’itinerario presenta delle criticità, tratti esposti e ripidi che richiedono passo sicuro oltre ad un minimo di esperienza nella progressione in ghiacciaio (in particolare per chi non intenda affidarsi ad una guida alpina). Per una cordata esperta e preparata (2 persone max), l’itinerario potrà addirittura offrire delle varianti molto interessanti (condizioni permettendo), come la traversata dei Lyskamm al posto del Naso, e la salita della normale italiana alla Dufourspitze combinata alla Nordend se si opta per la discesa verso il Monterosahutte e Zermatt.

Il periodo migliore per effettuare lo Spaghetti Tour è all’inizio della stagione estiva, da fine giugno fino alla fine di luglio, quando i crepacci sono generalmente chiusi, le creste di neve e i pendii ripidi ben innevati.

di Alberto De Giuli

Info: per organizzare insieme questa magnifica traversata del Monte Rosa: www.albertodegiuli.comInstagram Alberto De GiuliFB Alberto De Giuli

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