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Salendo la Diretta Messner, Sasso delle Nove, Fanes, Dolomiti. Aperta da Reinhold Messner, Günther Messner e Hermine Lottersberger il 25/08/1968, la via simbolo di questa montagna segue una linea a goccia d'acqua lungo una striscia nera nella parte centrale della parete ed è considerata un assoluto capolavoro di arrampicata in placca.
Fotografia di Alberto De Giuli
Salendo la Diretta Messner, Sasso delle Nove, Fanes, Dolomiti
Fotografia di Alberto De Giuli
In cima al Sasso delle Nove, Fanes, Dolomiti dopo aver salito la Diretta Messner
Fotografia di Alberto De Giuli
Il tracciato della Diretta Messner, Sasso delle Nove, Fanes, Dolomiti. Aperta da Reinhold Messner, Günther Messner e Hermine Lottersberger il 25/08/1968 con soli 2 chiodi di passaggio e 6 di sosta, dai fratelli Günther Messner e Reinhold Messner ed Hermine Lottersberger, raggiunge il V+ e richiede nervi saldi a chi sale da primo.
Fotografia di Alberto De Giuli

La Diretta Messner al Sasso delle Nove, un capolavoro di arrampicata in placca

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La guida alpina Alberto De Giuli presenta la Diretta Messner al Sasso delle Nove in Fanes, Dolomiti. Aperta da Reinhold Messner, Günther Messner e Hermine Lottersberger il 25/08/1968, la via simbolo di questa montagna segue una linea a goccia d'acqua lungo una striscia nera nella parte centrale della parete ed è considerata un assoluto capolavoro di arrampicata in placca.

In Dolomiti non ci sono molti posti dove si possa praticare l’arrampicata di aderenza. Se vado a memoria, c’è la parete sud della Croda del Becco con qualche itinerario ripetuto, abbastanza facile e divertente, ma il Sasso delle Nove a Fanes è il leader indiscusso di questa tecnica. Una parete molto di moda negli anni 70, quelli dell’arrampicata libera con poche protezioni, quando i fratelli Messner tracciarono 3 itinerari lungo questa liscia placconata, in parte caduta nel dimenticatoio negli ultimi 10-20 anni, forse perché c’è troppo da camminare per raggiungere l’attacco (a meno di non passare la notte al rifugio Fanes o Lavarella), o perché il tipo di arrampicata stesso non è più di moda (e assolutamente non addomesticata). Qualche mese fa è tornata alla ribalta con una nuova via, Somnium, aperta anche con spit, fino al 7a.

In una giornata molto incerta di agosto sono andato con Enrico e Giovanni a ripetere la Diretta Messner, forse la via simbolo del Sasso delle Nove, un itinerario a goccia d’acqua lungo la parete sud, che nella placconata centrale di ottimo calcare (appoggiata, ma neanche troppo all’inizio) segue una striscia di roccia nera lavorata dall’acqua. Aperta a fine agosto del 1968 (51 anni fa!) con soli 2 chiodi di passaggio e 6 di sosta, dai fratelli Günther Messner e Reinhold Messner ed Hermine Lottersberger, raggiunge il V+ e richiede nervi saldi a chi sale da primo. Oggi ci sono una manciata di chiodi a pressione vecchi ad indicare la linea di salita, sparsi qua e la lungo i tiri, le soste sono ben attrezzate con uno o due spit da 8/10mm e chiodo a pressione, ma la distanza tra le protezioni è a volte siderale. Le possibilità di integrare sono molto poche, e comunque non da prendere in considerazione. Una serie di TotemCam delle misure piccole (fino al rosso) all’imbrago è più che altro una mossa psicologica sui primi tiri, che sono i più impegnativi. Eviterei di prendere in considerazione un volo o momenti di incertezza, e non mi guarderei indietro per vedere dov’è l’ultimo “pressionello”, come li chiamava Manolo.

L’avvicinamento richiede un’ora e mezzo a buon passo dal Rifugio Lavarella. Si segue il sentiero 7 per la forcella Medesc fino al grande pianoro intorno alla quota 2250 metri. Da qui per tracce e qualche ometto si punta alla grande placconata del Sasso delle Nove. Si può attaccare direttamente sotto la colata nera, in due lunghezze facili e di riscaldamento ci si porta al primo vero tiro (e il chiave) della Diretta Messner. Da qui sono 7 tiri fino alla vetta (quindi 9 in tutto) di cui 4 sono sulla placconata e quelli più impegnativi e molto ripidi. Le lunghezze dei tiri vanno dai 30 ai 50 metri, comunque non ci sono problemi a trovare i punti di sosta che son tutti ben segnalati da fettucce e cordini. Oltre ai friends consigliati sopra, 4 rinvii sono più che sufficienti insieme a qualche cordino per i punti di sosta. La roccia è ottima, con un pò di detrito all’uscita dalla placconata. La via richiede tra le 2h30 e le 3 ore, noi ci abbiamo messo un pò meno di 2 ore e mezza. Per la discesa, potete seguire i numerosi ometti verso sud est che portano ad un tratto attrezzato, percorso più veloce rispetto alla via normale, che riporta nei pressi dell'attacco delle vie. Noi abbiamo impiegato due ore per rientrare al Rifugio Lavarella.

State tranquilli che non troverete traffico da queste parti, l’ambiente è super come del resto in tutto il parco di Fanes – Sennes – Braies. Eviterei le giornate calde dell’estate, non vorrei mai trovarmi con le mani sudate o i piedi bollenti su per quelle placche. I due rifugi Fanes e Lavarella non fanno più servizio taxi al mattino presto, ma con le e-bike il gioco diventa più facile, se non volete approfittare di una bella serata in quota come ospiti in rifugio. Potete anche considerare di salire una delle due Messner a fianco (la Heidi o Via delle Placche), di un grado più facile sulla carta. Penso siano comunque belle ma la roccia è più fratturata quindi sicuramente la qualità non sarà la stessa della Diretta.

In definitiva, la Diretta Messner al Sasso delle Nove è una via che consiglio agli amanti dell’aderenza e a chi non soffre la distanza tra le protezioni. Buona salita!

di Alberto De Giuli

SCHEDA: Diretta Messner, Sasso delle Nove, Dolomiti


Link: www.albertodegiuli.comInstagram Alberto De GiuliFB Alberto De Giuli

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