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Fabian Buhl vola in parapendio dal Cerro Torre, Patagonia il 7 febbraio 2020. Il 29enne alpinista tedesco è il primo a farlo salendo autonomamente in vetta.
Fotografia di Sean Villanueva
Cerro Torre & Fabian Buhl: preparativi per il decollo. 'Onestamente, non so se l'avrei fatto se avessi avuto più esperienza, decollare con il vento in poppa è sempre una cattiva idea.'
Fotografia di Fabian Buhl archive
Fabian Buhl vola in parapendio dal Cerro Torre, Patagonia
Fotografia di Fabian Buhl
Cerro Torre & Fabian Buhl: preparativi per il decollo
Fotografia di Fabian Buhl archive

Fabian Buhl, l'intervista dopo il suo volo in parapendio dal Cerro Torre

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Intervista al 29enne alpinista tedesco Fabian Buhl che il 7 febbraio 2020 si è lanciato con il parapendio dalla cima del Cerro Torre, Patagonia.

Come è ormai ben noto, il 7 febbraio il 29enne alpinista tedesco Fabian Buhl ha completato la sua salita della via dei Ragni sul Cerro Torre e poi, all’alba, si è lanciato con il parapendio dalla cima del Cerro Torre, in Patagonia. Non è il primo volo dal famoso fungo di ghiaccio, nel1988 i tedeschi Matthias Pinn, Michael Pinn e Uwe Passler avevano effettuato il primo decollo, mentre nel 1999 l’altoatesino Roman Tschurtschenthaler ci era riuscito anche lui, ma tutti erano arrivati in cima trasportati da un elicottero. Quindi, Buhl è il primo a farlo salendo autonomamente in vetta. Ecco com’è andata.




Cerro Torre climb & Fly. Mica male come secondo viaggio in Patagonia...
Sì, non è affatto male! Anche se dal punto di vista dell'arrampicata vera e propria, devo ammettere che non è stato nulla di rivoluzionario; in tutta onestà mi sarebbe piaciuto salire qualcosa di ancora più grande durante questa finestra, come aprire una nuova via da qualche parte sul Cerro Torre, oppure tentare la grande traversata dell' Aguja Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre. Detto questo, il volo dal fungo sommitale è stato sicuramente una grande esperienza.

Fabian, ti conosciamo per il tuo boulder, per le vie d’arrampicata trad, per le difficili vie di più tiri in montagna e anche per le salite in alta montagna. Ma non per il parapendio. Da quanto tempo lo pratichi e perché hai iniziato?
Da poco più di un anno. Ho iniziato perché molti dei miei amici volano ed ero incuriosito, pensavo che potesse essere interessante per il mio alpinismo. A dire il vero, non ho la licenza e non so nemmeno più di tanto su come si vola. Ecco perché mi piacerebbe acquisire più esperienza, per effettuare più voli, ancora più grandi.

Allora quando ti è venuta l’idea di volare dalla cima del Cerro Torre?
Ho iniziato a pensarci seriamente 5 giorni prima, quando ho visto la finestra di bel tempo che si stava formando. Ma l'idea di volare da una montagna come il Cerro Torre risale a molto prima.

5 giorni prima?! Quindi presumibilmente questo non era il tuo progetto principale per la Patagonia?
No, il mio progetto principale era arrampicare con Colin Haley ed aprire una nuova via sulla parete sud del Torre, un progetto che abbiamo abbondato dopo 2 tentativi poiché la roccia era troppo marcia e abbiamo ritenuto che le condizioni fossero troppo pericolose. Ci siamo ritirati.

Sei arrivato in Patagonia e quindi hai aspettato 5 settimane per questa finestra di bel tempo
Sì, come al solito questo gioco d'attesa è stato lungo e snervante. Ma con il tempo devi essere molto “zen”.

Cosa sapevi prima del volo, e soprattutto quali erano le incognite?
Beh, certamente non sapevo se saremmo stati in grado di raggiungere la cima del Cerro Torre, visto che nessuno l'aveva ancora raggiunta in questa stagione. Sapevo che altri avevano volato con il parapendio prima di me, tutti trasportati in cima dall’elicottero: Matthias e Michael Pinn nel 1988 insieme a Uwe Passler, e anche Roman Tschurtschenthaler nel 1999. Aaron Durogati voleva provare l’anno scorso, ma sfortunatamente la montagna non gli ha dato la possibilità di essere salita. Questo è tutto ciò che sapevo. Non avevo idea in quale direzione avrei potuto decollare, quindi ho deciso di salire in cima e dare un'occhiata per conto mio.

Questa è stata la tua prima volta sul Cerro Torre
Sì, è stato bello essere in quel paesaggio surreale, circondato da quelle enormi quantità di ghiaccio. La via dei Ragni è una salita molto speciale ed unica, sicuramente la “king line” del Cerro Torre. Abbiamo scalato come due team, i francesi Christophe Ogier, Mathieu Perrussel e Jean Baptiste Tapie, e la tedesca Raphaela Haug, l’austriaca Laura Tiefenthaler e il sottoscritto. La salita è stata relativamente tranquilla, abbiamo avuto una buona strategia e sostanzialmente si è rivelata esattamente come pianificato. Il primo giorno ci siamo avvicinati da Noruegos e siamo saliti sull’Elmo, dopodiché è arrivato il giorno migliore in cui abbiamo aperto tutta la strada fino all'ultimo tiro. Ho giocato sasso carta forbice con Christoph per l'ultimo tiro e lui ha vinto lui, quindi è stato lui a scavare il tunnel nel fungo per altri 25 metri. Dopo è sceso completamene fradicio ed Edoardo Saccaro ha aperto l'ultima parte fino in cima. Noi ci siamo sistemati per fare un bivacco, visto che il team italiano non aveva attrezzatura da bivacco e dovevano quindi salire in cima e ritornare all’Elmo prima di noi. A me andava benissimo, anche perché volevo volare presto la mattina successiva.

Che cosa è stato importante per te durante la salita?
Volevo volare dalla cima, ma volevo assolutamente fare la mia parte anche durante la salita. Ho portato il parapendio e tutta la mia parte dell’attrezzatura per la salita. Questo è stato importante per me. A parte questo, sapevo che la finestra di bel tempo era grande, che non c’era bisogno di essere super efficienti o veloci. Avevamo molto tempo a disposizione e l'intera salita è stata abbastanza rilassata, completamente diversa da quando provo qualcosa di veramente difficile. Voglio dire, ho portato sardine e avocado con me al bivacco ;-). Sapevo che volevo essere in vetta il 7 di febbraio, le previsioni lo davano il giorno con meno vento.

Hai deciso di decollare la mattina presto. Perché? Di quali condizioni hai bisogno per il decollo; ed erano ideali?
Durante il giorno queste montagne hanno delle attività termiche pazzesche, c'è sempre molto vento. Volevo quindi volare all'alba o al tramonto per avere le condizioni ottimali. Normalmente una leggera brezza frontale sarebbe ideale. Sfortunatamente non c’era, quindi ho dovuto prendere in considerazione altre opzioni.

Guardando il video, il decollo sembra... spaventoso! Era controllato o fuori controllo?
L'inizio è stato super impreciso visto che sono partito con il vento che proveniva da dietro. Onestamente, non so se l'avrei fatto se avessi avuto più esperienza, decollare con il vento in poppa è sempre una cattiva idea. Ma ho iniziato a correre e ad un tratto ho sentito che c'era una raffica da dietro che ha girato un po’ la vela. Quindi verso il bordo del fungo, dove la neve diventa più ripida, ho istintivamente deciso di saltare nell'ala e caricarla completamente. Non avrei mai pensato di avvicinarmi così tanto al bordo. Ho saltato, l’ala ha accelerato, prendendo sufficiente velocità per gonfiarsi e farmi volare via.

Durante il decollo alcune delle bretelle erano aggrovigliate. Quando te ne sei reso conto? Succede spesso?
No, normalmente non succede mai. Avevo un nodo sul montante C e non me ne ero accorto, forse si era annodato mentre si comprimeva l'ala. Avrei dovuto guardare più attentamente prima di decollare, sono stato stupido.

Allora come è stato il volo?
Il volo è stato super tranquillo. All'inizio volevo sorvolare la Laguna, ma poi il volo tra i massicci del Cerro Torre e del Fitz Roy è stato semplicemente troppo incredibile e ho deciso di godermelo appieno e camminare un po’ di più per tornare a El Chalten. Sono stato in aria per circa 17 minuti.

E l’atterraggio?
Sono atterrato sul ghiacciaio del Torre, sul lato del nunatak. Il luogo di atterraggio è super ovvio, piatto, chiuso e semplicemente perfetto. Ho deciso di atterrare lì perché avevo molto vento contrario e potevo atterrare perfettamente, sotto controllo. Non volevo volare più vicino alla città per evitare un atterraggio più rischioso.

E gli altri?
Gli altri sono scesi tradizionalmente e sono rientrati senza problemi a El Chalten 1 giorno e mezzo dopo.

Quindi questo è tutto! Ultima domanda sull’alpinismo e il parapendio. Cosa rappresenta per te il paralpinismo?
Prima di tutto, vorrei davvero ringraziare tutto il team per la straordinaria esperienza che ho vissuto Patagonia, e Rolando Garibotti per le incredibili informazioni dettagliate e gli aggiornamenti meteo! Cosa rappresenta il paralpinismo per me? È qualcosa di molto divertente che rende le corde doppie non più necessarie. Quindi è una combinazione di divertimento durante la salita e divertimento in volo, senza la discesa spesso complessa. Al momento riesco a vedere i vantaggi del paralpinismo su vie non estreme. Quando invece si passa ad un alpinismo di punta, anche il parapendio più leggero equivale ad un giorno di cibo per 2 persone. Quindi per due persone che vogliono volare, potresti avere altri 2 giorni in montagna per effettuare una salita in stile alpino. Se dovessi scegliere, preferirei sempre più cibo e dover scendere a piedi o in corda doppia, anziché avere con me un parapendio. Che non sono nemmeno sicuro di poter usare una volta in vetta. Il paralpinismo certamente apre alcune porte, ma non tutte.

Fabian Buhl ringrazia i suoi sponsor La SportivaPetzl

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