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Marc-Andre Leclerc sulle vie Tomahawk e Excocet in free solo, Aguja Standhardt, Patagonia, ottobre 2015
Fotografia di Marc-Andre Leclerc
Marc-Andre Leclerc sulle vie Tomahawk e Excocet in free solo, Aguja Standhardt, Patagonia
Fotografia di Marc-Andre Leclerc
Cerro Torre, Torre Egger, Punta Herron e Cerro Standhardt (2730m), ottobre 2015
Fotografia di Marc-Andre Leclerc
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Marc-André Leclerc: le vie Tomahawk e Excocet free solo in Patagonia

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L'alpinista canadese Marc-Andre Leclerc ha effettuato una salita in solitaria delle vie Tomahawk ed Excocet su Aguja Standhardt in Patagonia.

A febbraio di quest’anno l’alpinista canadese Marc-André Leclerc, dopo aver salito Cerro Torre, Torre Egger, Punta Herron e Cerro Standhardt da sud a nord insieme allo statunitense Colin Haley, aveva effettuato la prima solitaria della via Corkscrew sul Cerro Torre. Impiegando soltanto 18 ore in totale per la storica prima solitaria di questa via - e soltanto la 7° free solo sul Cerro Torre in assoluto - il 22enne canadese aveva indubbiamente segnato un bel colpo.

Adesso Leclerc è tornato in Patagonia dove ha appena effettuato un’altra importante solitaria, questa volta sull' Aguja Standhardt lungo la combinazione delle vie Tomahawk e Excocet. Leclerc è arrivato ad El Chalten verso la fine dell'inverno australe e, senza perdere tempo, ha depositato del materiale al campo Niponino prima di tornare a El Chalten. Due giorni più tardi è tornato a depositare altro materiale, poi si è riposato alcuni giorni per risolvere un problema al ginocchio infiammato.

Il 20 settembre, l'ultimo giorno del calendario invernale, è partito da El Chalten, ancora una volta diretto al campo Niponino, questa volta sotto ad un cielo blu visto che una buona finestra di bel tempo era arrivato come previsto. Il giorno successivo ha effettuato la per niente facile salita, per nulla banale, fino al piccolo passo di El Boquete da dove è finalmente riuscito a dare un’occhiata ad uno dei suoi principali obiettivi la Supercanaleta sul Fitz Roy. Visto che questa non era in condizioni, la mattina successiva ha deciso di salire la parete sud del Cerro Pollone Detto fatto: Leclerc ha velocemente raggiunto la cresta sommitale e poi, impossibilitato a raggiungere la vetta orientale, si è calato, per poi riposarsi un altro giorno. Il meteo era perfetto e questo riposo è stato definito da Leclerc come "probabilmente la cosa probabilmente più difficile mentalmente di tutta la mia avventura!"

Dopo questo giorno di riposo, Leclerc è partito dal Campo Niponino alle 4:30 del mattino diretto all' Aguja Standhardt per la via Exocet. Durante l’avvicinamento però ha cambiato idea e ha deciso di iniziare più in basso, lungo la via Tomahawk; aperta nel 1994 da Conrad Anker e Steve Gerberding, questa via supera le pareti inferiori di Aguja Standhardt e, anche se tecnicamente più difficile, gli sembrava una scelta migliore rispetto a quella di salire lungo il ghiacciaio pieno di crepacci.

Leclerc ha arrampicato velocemente, salendo tiri fino ad 80m (la lunghezza della sua corda), per poi piantare un chiodo da ghiaccio e recuperare il suo zaino. Con lo zaino in spalle invece ha superato il caratteristico camino di Tomahawk, descritto come "un tiro tecnico e molto divertente", e questo ha dato accesso alle rampe di neve che, a loro volta, hanno portato fino all'incrocio con la via Excocet.

A questo punto il terreno si è fatto più ripido e sotto il camino Leclerc si è brevemente riposato per mangiare qualcosa. Poi, è ripartito nuovamente verso alto: "Nel camino ho trovato ghiaccio generalmente di buona qualità, visto che il sole, più basso rispetto all’estate, non era riuscito a raggiungere la parte interno del camino ed intaccare il ghiaccio."

Quattro tiri di 80m hanno portato ad una placca che sbarrava l’accesso alla cresta finale, ma anche questa è stato superata senza bisogno di fare sosta ed autoassicurarsi. Il fungo sommitale è stato superato lungo uno stretto tunnel di ghiaccio, esattamente 12 ore dopo essere partito.

Il tempo ha cominciato a peggiorare e Leclerc ha subito iniziato la sua discesa. Con una sola corda da 80m (invece delle solite due corde da 60m) è stato costretto a volte a fermarsi per attrezzare delle soste. La discesa si è rivelata relativamente semplice, a parte un breve momento di panico quando un vecchio nut di sosta ha cominciato a uscire dalla fessura. Leclerc ha raggiunto il ghiacciaio alla 8:00 circa, appena prima del buio, ed è tornato sano e salvo al campo Niponino due ore più tardi.

Commentando questa sua salita, Leclerc ha dichiarato: "Nonostante fossi stanco dalla mia lunga giornata, ho fatto fatica ad addormentarmi. Ho ripensato a lungo agli eventi di quella salita, e mi sono meravigliato della mia fortuna con il meteo, con le condizioni ed il mio tempismo. La via è stata senza dubbio una delle vie di ghiaccio migliori che abbia mai salito, ed è stata un'esperienza fighissima arrampicare in free solo, a-vista ed in libera, completamente da solo in tutta la Valle del Torre."

Vale la pena ricordare che nel novembre 2010 Colin Haley aveva effettuato la prima solitaria del Cerro Standhardt, sempre lungo la via Exocet.

Tutte le informazioni e il portfolio della salito su www.marcleclerc.blogspot.com

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