Trento Film Festival day 5: il legame indissolubile con l esplorazione
- Fra gli incontri di giornata, Piero Radin, Franco Nicolini, Marika Freschi, Luca Vallata e Samuel Zeni dialogheranno sull’Alpinismo nelle Dolomiti. Modera Emanuele Confortin.
La quinta giornata del 74. Trento Film Festival inizierà con Acclimatarsi alla luce, piccolo breviario laico quotidiano ospitato ogni mattina a partire dalle 7 negli spazi della Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Quaranta minuti spesi fra suoni, silenzi e parole promossi nell’ambito del progetto Chieseacolori.
Alle 12, nel Salotto Letterario di MontagnaLibri, il quotidiano appuntamento con Cosa vedo oggi?: i registi ospiti al festival dialogheranno con il responsabile del programma cinematografico Mauro Gervasini per presentare i film del giorno e guidare il pubblico alla scoperta delle proiezioni.
A partire dalle 15, negli spazi di Baita Festival in Piazza Cesare Battisti, segnaliamo la visita guidata, in collaborazione con Montura, alla mostra 142 secondi – Il battito della terra, alla presenza dei fotografi e degli autori dell’omonimo film, inserito nella programmazione del Festival e promosso dall’Associazione Rifugi d’Italia.
Alle 15.30, ai microfoni di Radio Dolomiti, in Piazza Fiera, il coordinatore del servizio accoglienza del Punto d’Incontro Michele Del Re, e gli accompagnatori CAI – SAT Daniela Gabardi e Walter Pisoni dialogheranno sul tema Camminare insieme, da un’iniziativa Punto d’Incontro e SAT, per un’accoglienza che passi attraverso l’esplorazione.
Alle 16, negli spazi del Salotto Letterario di MontagnaLibri, verrà presentato Il lupo solitario (Iperborea) di Adam Weymouth, vincitore del Premio ITAS del Libro di Montagna 2026. L’autore, in dialogo con Enrico Cereghini, racconterà il lupo come simbolo: per alcuni, del selvaggio e dell’istinto feroce, ma anche della cura per i più piccoli, per altri, invece, dell’invasore, del clandestino.
Alle 17, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, appuntamento con Raffreddare l’inferno: non c’è più tempo per piangere!. Una riflessione, promossa nell’ambito del progetto diocesano Chieseacolori, sulla crisi climatica e sulle strategie da adottare per farvi fronte in futuro, a partire dall’enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco. Al tavolo, Sara Favargiotti e Lorenzo Giovannini dell’Università di Trento, Gianmaria Bonari dell’Università di Siena, l’architetto Vittoriano Uez e il direttore responsabile di UCT Alessandro Franceschini.
Alle 17.30, presso il Salotto letterario di MontagnaLibri, è prevista la presentazione di Tomek – Il mio universo (Solferino) di Anna Solska-Mackiewicz, che, in dialogo con Luca Calvi, racconterà al pubblica la vicenda del marito, scomparso sul Nanga Parbat nel 2018.
Alle 18, le Gallerie di Piedicastello ospiteranno l’incontro dal titolo I sentieri: finestre per leggere e interpretare le terre alte, pensato in collaborazione con TSM – ADM Accademia della montagna e l’Associazione Accompagnatori di Media Montagna del Trentino. A dialogare sui sentieri come spazi per capire come viviamo e frequentiamo le montagne saranno Alessandro de Bertolini della Fondazione Museo storico del Trentino, i registi Michele Trentini e Andrea Colbacchini, la ricercatrice in geografia letteraria Sara Luchetta, la coordinatrice del festival Orme Lucia Perlot, Ilaria Perusin di TSM – ADM Accademia della montagna e la presidentessa dell’Associazione Accompagnatori di Media Montagna del Trentino Tina Stolcis. Sempre alle 18, ma in Sala della Filarmonica, Fausta Slanzi dialogherà con lo storico dell’arte Jacopo Veneziani e l’umanista dell’ospitalità Michil Costa su Arte, montagna e ospitalità: i legami indissolubili, un confronto sui temi culturali che elevano la rappresentazione della montagna da soggetto aristico-estetico a elemento di valorizzazione turistico-economica di una destinazione
Alle 18.30, in Sala Agorà al MUSE, Riccardo Brotto e il team di Habitat condurranno Tra pixel e sentieri: un dialogo – pensato all’interno della rassegna Tech Tales di MUSE Agorà – fra creator, tester e naturalisti su come i social network possano promuovere una frequentazione consapevole della montagna, oltre i cliché.
Alle 19, il terzo degli Incontri in baita di quest’edizione vedrà sul palco di Baita Festival, in Piazza Cesare Battisti, gli alpinisti Piero Radin, Franco Nicolini, Marika Freschi, Luca Vallata e Samuel Zeni dialogare, moderati da Emanuele Confortin, sull’Alpinismo nelle Dolomiti: generazioni in verticale. Una riflessione in merito all’intreccio di esperienze differenti e di valori senza tempo. Sempre alle 19, ma negli spazi di Palazzo Roccabruna, per Destinazione… Corea del Sud sarà ospitato lo Showcooking – Bibimbap & Jang. Colori, fermenti e armonia della cucina coreana, con la partecipazione di Sun Young-Koo e il supporto di Alessandro Zecchini di Urban House.
Chiude la giornata, alle 21 e in Filarmonica, la serata evento Me, the explorer, presentata da Hervé Barmasse e con la partecipazione dell’alpinista sudcoreana Kim Young-mi, degli esploratori Alex Bellini e Cecilia Zorzi e di Nicolò Guarrera in arte Pieroad, di ritorno dal recente giro del mondo a piedi. Un’occasione per riflettere su come ogni esplorazione, grande o piccola, nasca dalla conoscenza del proprio limite e dall’intenzione di superarlo.
Highlights | Programma cinema
Tra i film da non perdere in questa quinta giornata di Festival segnaliamo, in Concorso, 3000 km en bicicleta di Iván Vescovo (Multisala Modena, Sala 2, ore 16.30), dove Iñaki Mazza, campione olimpico di BMX ritiratosi appena ventunenne, decide di rimettersi in sella e di attraversare la Patagonia argentina per ritrovare la sua compagna, Abyss. Proprio Iñaki Mazza, il protagonista del film, sarà presente in sala.
La sezione Alp&ism propone oggi la proiezione di Energia Vitale. A visual journey between Milano and the Alps di Achille Mauri, presente in sala, e Far enough di Julien Carot (Multisala Modena, Sala 3, ore 21). Se il primo intreccia le avventure di cordate contemporanee sulle vie storiche aperte dal pioniere Vitale Bramani, il secondo racconta il difficile viaggio del ventiduenne Jean Rouax, in bicicletta da Chamonix all’Ama Dablam. Per la sezione Anteprime, L’Engloutie di Louise Hémon (Supercinema Vittoria, ore 20.45) è ambientato nel 1899 e racconta la storia di una giovane insegnante, giunta in un villaggio innevato al confine tra Francia e Italia e determinata a far luce sulle loro oscure credenze.
Per la sezione Destinazione… Corea del Sud, Old Boy di Park Chan-wook (Multisala Modena, Sala 1, ore 14.30) è un film di culto per il Paese ospite di quest’edizione, che narra la storia di OH Dae- su, rapito e rinchiuso in una camera blindata per quindici anni e pronto a pianificare la propria vendetta. Memorie di un assassino di Bong Joon-ho (Multisala Modena, Sala 2, ore 22.30) è invece il film – dal regista premio Oscar per Parasite nel 2020 – che parte dal ritrovamento in una cittadina di campagna del corpo senza vita di una giovane donna, barbaramente uccisa.
Per la sezione Orizzonti vicini, segnaliamo La Cima di Simone Cargnoni (Supercinema Vittoria, ore 18.15), dove l’arrampicata, fra le pareti delle Dolomiti, diventa metafora di un cammino interiore, e, nello stesso slot di proiezione, Né calt né fret del Gruppo giovani dell’Associazione NOI Giovo APS, un documentario d’inchiesta dove un gruppo di giovani decide di interrogare la propria comunità, gli abitanti di un piccolo paese del Trentino, su questioni per loro urgenti.
Sono poi ben sei le imperdibili Proiezioni speciali di oggi. Sincronìa di Caro Bloj (Multisala Modena, Sala 2, ore 20.45) narra le storie complementari di Ika, una pescatrice 74enne, e di Barbara, campionessa di nuoto in acque ghiacciate a 35 anni. Barren Lands – Terre aride, opera prima di Hervé Barmasse (Multisala Modena, Sala 3, ore 16.30), è il racconto di come in Kenya, A North Horr, la crisi climatica e la scarsità d’acqua stiano ridefinendo ogni possibile equilibrio. Nel suo stesso slot di proiezione, anche Play-off di Gaël Turc, storia dell’amore che lega una piccola comunità di montagna alla pratica dell’hockey su ghiaccio, e 142 secondi – Il battito della terra di Simone Alessandrini e Alessandro Beltrame, riflessione dolceamara – per il ciclo Montura presenta – a dieci anni dal terremoto che ha sconvolto l’Appennino centrale. Rotta di Alex Bellini e Francesco Clerici (Multisala Modena, Sala 3, ore 18.45) è un documentario che ripropone le riprese del 2005, effettuate dallo stesso Bellini durante la sua traversata dell’Atlantico, facendole dialogare con una voce fuoricampo frutto dell’intelligenza artificiale. Infine, The Horse Whisperer di Robert Redford (Supercinema Vittoria, ore 15) è l’omaggio del Trento Film Festival a questo straordinario attore e regista, scomparso lo scorso settembre.
Conclude la programmazione odierna, per la sezione Terre Alte e nell’Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori, Colostrum di Sayaka Mizuno (Multisala Modena, Sala 1, ore 20.30), un film che racconta la storia di Pascal, allevatore quarantacinquenne di bovini a Val d’Iliez che, dopo la morte del padre e del fratello, si è dovuto occupare da solo dell’azienda di famiglia.
Tutto il programma su: www.trentofestival.it




























