Trento Film Festival day 2: la prima giornata della sezione ALP&ISM
La prima giornata di proiezioni che apre ALP&ISM, sezione del Trento Film Festival dedicata ai più spettacolari film di alpinismo, arrampicata e avventura – con imprese eccezionali alla portata di (quasi) tutti – sembra soffermarsi su quella linea sottile che separa (ma in realtà unisce) l'atto atletico (la scalata, il canyoning, la corsa) dalla necessità profonda di ridefinire chi siamo.
In Sustraiak, Lost Roots di Luis Arrieta Etxeberria e GCKUSS di Charlie Howard, la montagna da mero terreno di gioco assume un valore identitario. Per Hiba, Bachir e Manan – i tre giovani protagonisti, giunti in Navarra senza alcun adulto al loro fianco – diventa, nelle vesti dell’arrampicata, il punto di approdo dopo lo smarrimento di chi lascia il proprio paese da bambini; per Sepp Kuss – ciclista statunitense, grande scalatore e vincitore della Vuelta di Spagna nel 2023 – è lo spazio in cui ritrovare la libertà dopo il peso del successo mondiale.
La montagna, allora, non come giudice del passato, ma come occasione per misurarsi con il presente. Uno spazio che ti accoglie e ti permette di scoprire e scoprirti, proprio nel contatto con la montagna stessa: Find Mòr: Canyoning In Scotland di Steve Small e Charlotte Workman; e Generation Shegeng di Alex Buisse lo mostrano chiaramente. Al centro dei due film rispettivamente il viaggio di esplorazione negli angoli nascosti delle Highlands scozzesi e la conquista della grotta di Shegeng, un enorme arco calcareo nascosto tra le montagne del Guangxi. Atti atletici che ci permettono di riappropriarci della nostra dimensione avventurosa.
Questa tensione al superamento di sé e alla scoperta raggiunge l’apice negli ultimi due titoli in programma per la giornata, dove l'atto atletico diventa quasi terapeutico, cancellando quella linea tra azione e necessità. In Run Again di Ray Wood, il ritmo della corsa di Dave Pen lungo le 268 miglia della Spine Race non serve a fuggire dalla realtà (post COVID, la sua band – gli Archive – non suonano dal vivo da quattro anni) ma a ritrovare una voce che il silenzio della pandemia aveva soffocato. È la dimostrazione che lo sforzo può essere un rito di guarigione. Infine, con una virata quasi filosofica, Retro - An Undiscovered World di Sebastian Mulder ci invita a guardare letteralmente indietro. Muoversi all'incontrario non è solo una sfida fisica bizzarra, ma una metafora potente: a volte, per capire dove stiamo andando e chi stiamo diventando tra queste cime, dobbiamo avere il coraggio di cambiare radicalmente prospettiva.
In definitiva, la sezione ALP&ISM inaugura questa 74ª edizione del Trento Film Festival mostrandoci come il desiderio di mettersi in gioco tra roccia e acqua sia lo stesso che guida la ricerca del nostro posto nel mondo.
- Luca Zumerle, Trento
Tutto il programma su: www.trentofestival.it





























