Vandea, luogo magico dell’arrampicata piacevole
Trenta dicembre 2018... le fiamme salgono dirette al cielo, i boschi di castagno prendono fuoco, gli animali scappano, bruciano, muoiono, il fumo, il vento... L'inferno è sceso sulla terra. Una terra poco distante da un meraviglioso e colorato lago, poco distante da case, gente, vita. Il Monte Berlinghiera brucia!
Elicotteri, pompieri, un mese di sforzi, dedizione e impegno per domare le fiamme, per mettere in sicurezza il piccolo paese vicino, per placare la tensione. E poi il tempo passa. Piano piano, negli anni, la natura si riappropria del suo habitat: una natura sfregiata dal ricordo, con tronchi neri e carbonizzati disseminati qua e là; una natura dai colori stupendi, con l'orizzonte a fare da cornice.
Negli anni Vandea è diventata a tutti gli effetti il centro di arrampicata più frequentato e piacevole alle porte della Val Chiavenna. Ogni fine settimana numerose cordate "godono" la giornata su placche all'apparenza impercorribili, su una roccia di rara bellezza, con una chiodatura adatta a ogni tipo di avambraccio, piede e testa. Funghi e castagne, le stagioni, e poi l'inverno con il sole che riscalda i cuori e gli umori.
Vista la vicinanza a casa, ogni tanto – quando la bramosia di essere sempre a mille lascia spazio al buon senso – si decida di andare a Vandea. Una decina di rinvii, e il gioco è fatto. La scelta è ampia, dal semplice monotiro alle vie di più lunghezze, fino ai concatenamenti o, come li chiamano, alle "galoppate in verticale". Ma in mezzo non c'è solo l'arrampicata; c'è una natura fantastica, il silenzio e mille profumi. Sotto le feste natalizie, ad Albonico, un meraviglioso presepe ci ricorda che forse dovremmo fermarci un attimo in più a pensare a tutto ciò che sta succedendo nel mondo... a me fa questo effetto!
Ivan Guerini e le sue misteriose linee, sparse ovunque su placche sconosciute e di difficile reperibilità sul Monte Berlinghiera; relazioni indecifrabili, chiodi misteriosi che a volte compaiono qua e là. Un peccato che tutto sia finito dove non si sa sia iniziato.
Andrea Savonitto, durante una delle sue numerose campagne di esplorazione, ne intuisce le reali possibilità. Infrangendo forse la misteriosa storia, inizia a creare le sue linee, aiutato da un gruppo di amici sempre pronti al gioco verticale. Nascono decine di vie dai nomi più variopinti, originali e strani. Nasce così il gioco dell'arrampicata a Vandea, e tutta la comunità verticale non può fare altro che ringraziare il Gigante per questa sua visione.
Nell'ultimo periodo, altri arrampicatori si impadroniscono della poca roccia rimasta disponibile e, alzando ulteriormente il livello, tracciano altre linee che, per quanto belle possano essere, non sono la prima visione, quando tutto era da inventare. O forse semplicemente da reinventare! Buone arrampicate.








































