Il tracciato di 'Baila Morena' sul Corno del Framont, Moiazza, Dolomiti (Nicholas Farenzena, Gabriele Walicki, 11/2024)
Giorgio Farenzena

Al Corno del Framont in Moiazza (Dolomiti) Nicholas Farenzena e Gabriele Walicki aprono Baila Morena

Il report di Nicholas Farenzena di 'Baila Morena', la nuova via aperta insieme a Gabriele Walicki sulla parete sud del Corno del Framont nel gruppo della Civetta e Moiazza in Dolomiti.
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Il tracciato di 'Baila Morena' sul Corno del Framont, Moiazza, Dolomiti (Nicholas Farenzena, Gabriele Walicki, 11/2024)
Giorgio Farenzena

Nel gruppo del Framont prende forma Baila Morena, una via alpinistica moderna aperta dal basso da Gabriele Walicki e me sulla parete sud del Corno del Framont, sopra la conca Agordina (Belluno).

L’idea di questa linea nasce da lontano. Per anni, salendo o scendendo per la forcella di Sejere, osservavo quella sezione centrale della parete, ancora vergine, compatta e invitante. Con il binocolo, ne avevo seguito ogni dettaglio, immaginando il percorso più logico e vulnerabile attraverso placche e fessure.

Poco più a sinistra si snoda Elisir di Giovinezza (VI°+ pass. VII°, A4, R4), aperta nel 2001 da Santomaso e Conedera: una linea ingaggiosa ed ancora in attesa della sua prima ripetizione e della libera. Una via che racconta un momento diverso dell’alpinismo, quando l’artificiale faceva parte del percorso di scoperta e apertura. Oggi rimane lì, silenziosa e potente, a osservare come cambia il modo di salire, ma non la passione che spinge verso l’alto.

Prima di intraprendere l’apertura di Baila Morena abbiamo osservato e studiato con attenzione la parete, scegliendo un tracciato proprio, distante e autonomo, per mantenere quel rispetto che un muro simile merita.

Nel settembre 2024, dopo un periodo difficile, ho sentito che era arrivato il momento di trasformare quel pensiero in realtà. Durante i primi sopralluoghi salii con mio papà, Giorgio, lasciando un po’ di materiale alla base e studiando da vicino la roccia. Poco dopo coinvolsi Gabri, che accettò subito di unirsi all’avventura.

Fin dai primi metri ci siamo resi conto di quanto la parete avesse da offrire: roccia compatta, movimenti eleganti, passaggi continui e mai banali. Le prime due lunghezze, tra placche e fessure, conducono ad una cengia sospesa, punto di partenza dei tiri più verticali e tecnici. Da qui iniziano le due lunghezze chiave della via: la prima si sviluppa su una placca tecnica, da scalare con equilibrio e precisione; la seconda segue una fessura più atletica, con movimenti decisi e continui.

I tiri finali alternano fessure e placche atletiche su roccia sempre compatta, offrendo una scalata varia e coinvolgente fino in cima. L’esposizione e la qualità della roccia ci hanno accompagnato per tutta la salita, regalando un’esperienza intensa e di grande soddisfazione.

Ne è uscita una via alpinistica moderna, con protezioni distanti e da integrare, su roccia eccellente. La priorità è sempre stata rispettare la parete: pochi fix, linee naturali, e apertura in libera. Le soste sono attrezzate con fix inox da 10 mm. Lungo il tracciato abbiamo lasciato qualche clessidra, alcuni chiodi e pochi spit di progressione.

Dopo vari mesi d’attesa, tra impegni e condizioni spesso bagnate, la libera integrale è arrivata nell’autunno 2025, chiudendo un percorso iniziato più di un anno prima. Dedico Baila Morena a mia mamma, che amava profondamente queste montagne sopra casa.

Un ringraziamento va a Gabriele, per aver condiviso con entusiasmo ogni fase del progetto, a Giorgio per le foto e agli amici di Rivolta e Art Climb per il supporto.

- Nicholas Farenzena, Agordo

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