In Valle dell'Orco Marcello Bombardi libera A pugni chiusi (9a)
Un progetto aperto della Valle Orco su cui ho avuto il piacere di spenderci del tempo sopra, composto da una complicata placca iniziale, un’abbastanza comoda cengia a metà tiro per rilassarsi un attimo e una scalata continua su granito a tacche.
Durante le prime sessioni sulla via, l’anno scorso, non ero riuscito a risolvere alcuni movimenti. Questa primavera, con nuove energie, la sequenza chiave mi è risultata più facile e scalabile ma le ultime due micro tacche sulla pancia finale continuavano a respingermi. Quei pochi movimenti finali non sono così duri presi singolarmente ma un po’ di ghisa nelle braccia, la pelle più morbida a causa delle tacche precedenti e il core un po’ più scarico rendevano questi ultimi passi estremi in continuità.
In autunno le cose sono cambiate. Le temperature più basse e la pelle più dura hanno fatto la differenza permettendomi di colmare quel poco che mancava e scalare la via.
Come al solito sono rimasto dubbioso a lungo sul grado da proporre. La via a me è sembrata dura e difficile, così come lo sono sembrate molte vie in Valle Orco. I futuri ripetitori diranno la loro.
La via si chiama A pugni chiusi. Come quelli che si fanno per tenere le piccole tacche sulla via. Come il simbolico gesto di protesta a pugni chiusi e alzati verso il cielo di Tommie Smith e John Carlos durante la cerimonia di premiazione alle Olimpiadi di Città del Messico ‘68. In memoria di quegli eventi e in onore di quelle persone che si sono espresse e hanno agito verso ideali di pace, democrazia, uguaglianza. In un mondo e in una società attuale che sembrano regredire rispetto a questi ideali.
- Marcello Bombardi, Pont-Saint-Martin
P.S. meglio provarla con pelle dura.



































