Denis Urubko
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Denis Urubko a Udine con 'Ritorno al futuro degli 8000'

Giovedì 19 marzo 2026 ad Udine si chiude la 41° Rassegna del Film e dei Protagonisti della Montagna della Società Alpina Friulana con un incontro imperdibile: Denis Urubko, alpinista con 14 Ottomila alle spalle, racconterà la sua visione dell’alpinismo sugli 8000.

Si intitola Ritorno al futuro degli Ottomila la serata che vede protagonista l’alpinista di origini russe Denis Urubko, un protagonista assoluto sullo scenario della storia dell’alpinismo internazionale.

Urubko, che vive da diversi anni in Italia, nel bergamasco, arriva per la prima volta in Friuli Venezia Giulia per raccontarsi e raccontare il suo alpinismo caratterizzato da straordinarie realizzazioni in alta quota e da un’etica rispettosa e altruistica, che ha dimostrato nel corso della sua vita per certi aspetti anche rocambolesca.

Classe 1973, Urubko sarà ospite della Società Alpina Friulana al Teatro Palamostre giovedì 19 marzo alle 20.30 per l’appuntamento di chiusura della 41° Rassegna dei film e dei protagonisti della montagna dello storico sodalizio alpinistico udinese. Dialogherà con lui l’alpinista del Club Alpino Accademico Silvia Stefanelli.

Urubko ha compiuto migliaia di difficili ascensioni di cui oltre una quarantina realizzate in solitaria, aprendo linee eleganti, con uno stile pulito e anche con record di velocità. Ha salito tutti i quattordici Ottomila nell’arco di soli nove anni, tra il 2000 e il 2009, ed è stato il nono uomo al mondo a conquistarli senza ossigeno supplementare, il quindicesimo assoluto. Inoltre tre Ottomila li ha saliti per due volte perché la seconda ha aperto nuovi itinerari, di cui uno, sul Makalu, in inverno. Uno di questi, la prima salita della parete sud-est del Cho Oyu, gli è valsa nel 2009 il Piolet d’Or, il “premio Oscar” dell’alpinismo.

Urubko nel 1993 si trasferisce in Kazakistan e assume la cittadinanza kazaka per integrarsi nel sistema militare e sportivo di quella nazione e soprattutto per potersi dedicare alle montagne, diventando lì uno dei principali alpinisti della squadra nazionale. È in Kazakistan che conosce l’alpinista italiano Simone Moro che lo coinvolge nella salita delle cinque montagne dell’ex URSS alte più di 7000 metri: Urubko riuscirà a conquistarle e vincerà lo Snow Leopard, prestigioso riconoscimento dedicato. Successivamente Moro spinge Urubko a proiettarsi verso le salite agli Ottomila e in una dimensione internazionale. Spiccano le prime invernali del Makalu nel 2009 con Simone Moro, e il Gasherbrum II nel 2011 con Moro e Cory Richards.

La serata del 19 marzo è un’occasione unica per incontrarlo e conoscerlo più da vicino perché Urubko è anche un singolare narratore, dotato di un umorismo particolare che potremmo definire “umorismo russo”, sobrio, ironico, secco e molto diretto. Tra i libri da lui scritti si distingue Colpevole di alpinismo (Priuli e Verlucca, 2010), dove racconta la sua vita e i primi approcci alla montagna fino alle grandi spedizioni, scritto con uno stile unico, che lo distingue nettamente dai meri récit d’ascension della letteratura alpinistica più diffusa e con sfumature autoironiche e divertenti. Urubko ha fin da piccolo ricevuto in eredità una grande passione per la letteratura, aspetto insito nella cultura russa, ed ha anche un passato da attore di teatro.

Urubko si è inoltre distinto in diverse operazioni di soccorso e solidarietà verso altri alpinisti, il più straordinario è quello compiuto sul Nanga Parbat nel 2018, quando abbandonò la propria scalata al K2 assieme ad una spedizione polacca per accorrere in aiuto di una alpinista francese e del suo compagno di spedizione (poi deceduto) in pericolo su quella montagna: assieme ad un compagno di scalata salì di notte più di 1000 metri di dislivello fino a circa 6100 m di quota, trovando Elisabeth Revol gravemente congelata e portandola in salvo. Urubko ha anche la cittadinanza polacca per fatti legati alla sua vita personale e alla lunga collaborazione con alpinisti polacchi.

Info: www.alpinafriulana.it




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