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Luka Lindič durante la prima ripetizione di Selvaggia sorte, Cima Tosa (Dolomiti di Brenta)
Fotografia di Ines Papert, Luka Lindič
Ines Papert durante la prima ripetizione di Selvaggia sorte, Cima Tosa (Dolomiti di Brenta), effettuata il 01/01/2019 con Luka Lindič
Fotografia di Ines Papert, Luka Lindič
Ines Papert e Luka Lindič in vetta alla Cima Tosa (Dolomiti di Brenta) il 01/01/2019 dopo la prima ripetizione di Selvaggia sorte
Fotografia di Ines Papert, Luka Lindič
Il tracciato Selvaggia sorte, Cima Tosa (Dolomiti di Brenta)
Fotografia di Ines Papert, Luka Lindič

Ines Papert e Luka Lindič, prima ripetizione di Selvaggia sorte su Cima Tosa

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Alpinismo nelle Dolomiti di Brenta: il 01/01/2018 gli alpinisti Ines Papert e Luka Lindič hanno effettuato la prima ripetizione di Selvaggia sorte sulla parete ovest della Cima Tosa, 3133 m. La via di ghiaccio e misto era stata aperta nel 2013 da Tomas Franchini e Alessandro Lucchi.

La tedesca Ines Papert e lo sloveno Luka Lindič hanno realizzato quella che è probabilmente la prima ripetizione di Selvaggia sorte, la via di 500 metri sulla parete ovest di Cima Tosa nelle Dolomiti di Brenta. La via era stata aperta il 12 marzo 2013 da Tomas Franchini e Alessandro Lucchi, dopo un tentativo di apertura in solitaria (fino al settimo tiro) effettuato dallo stesso Franchini pochi giorni prima. A causa della tarda ora Franchini e Lucchi avevano deciso di scendere alla fine delle difficoltà e di non proseguire fino in cima. Va precisato che a metà dicembre 2018 la linea era stata tentata da Gianni Canale, Roberto Maroschini, Aldo Mazzotti e Demis Lorenzi che erano tornati indietro dopo il 7 tiro trovando ghiaccio troppo sottile.

Per Papert e per Lindič si tratta della prima visita nelle Dolomiti di Brenta, e il loro progetto originale prevedeva di ripetere Filo d'Ambiez, la via aperta il 14 dicembre 2018 da Canale, Mazzotti e Lorenzi. Papert e Lindič hanno montato la tenda, a fine giornata del 30 dicembre, ai piedi della Cima Crozzon e, dopo aver scoperto la mattina successiva che Filo d'Ambiez non era più in condizioni, hanno deciso di esplorare ulteriormente la valle e trovare un obiettivo valido per il primo giorno del nuovo anno.

"Eravamo incuriositi dalla spettacolare valle, circondata da cime e pareti. Vedevamo sottili linee di ghiaccio ovunque, ma eravamo dubbiosi su quale offrisse le condizioni migliori" racconta Papert, aggiungendo "E poi eccola, la linea più ovvia che porta quasi in cima alla Cima Tosa, la seconda montagna più alta del Brenta. Ghiaccio incollato come plastica sulla roccia dolomitica. Tutto quello che sapevamo era che stavamo salendo la parete ovest della Tosa, ma del materiale abbandonato in parete ci ha fatto capire ben presto che era una via già esistente."

Papert spiega: "Abbiamo preso la linea diretta di ghiaccio che quest'anno si è formato, e sono scomparse le tracce di altri alpinisti. Il ghiaccio sottile, difficile da proteggere, era sufficientemente buono da consentirci di seguire sempre la linea diritta sulla ripida parete. Ogni tiro ci ha sorpreso e ha richiesto un'arrampicata più impegnativa del previsto. Presto la erta parete si è trasformata in un canalone che abbiamo seguito fino alla fine. Qualche centinaio di metri più in alto abbiamo raggiunto, alle 16, la vetta della Cima Tosa, e avevamo ancora luce a sufficienza per trovare la discesa, effettuata con tre calate in corda doppia sul versante sud. Verso le 19.30 abbiamo raggiunto la nostra piccola tenda, abbiamo fatto gli zaini e siamo tornati a valle per goderci una pizza."

La salita è da considerarsi una ripetizione della via Selvaggia sorte con alcune varianti importanti, e arriva sulla scia di altre ripetizioni nelle Dolomiti. Il 19/12/2018 i due avevano salito Jumbo jet con la partenza diretta che si forma raramente, mentre il 20/12/2018 hanno salito Zauberflöte, aggiungendo una variante al terzo tiro che hanno chiamato Papageno.

Link: Instagram Ines Papert, FB Ines Papert, inespapert.com, Instagram Luca Lindič, FB Luca Lindič, Arc'teryx

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