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Sentinella sulla 'Sentinella' del Campanile Basso, Dolomiti di Brenta:
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Cos'ha visto di bello dottoressa? Racconti...

di

Un messaggio di speranza, in questo periodo emotivamente provante, da parte della Dottoressa Ester Del Signore, oncologa dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, che 'nel tempo libero si dedica alla montagna a 360°'

"Cos'ha visto di bello dottoressa? Racconti..."

Smetto di guardare lo schermo del computer con la triste storia di quell'uomo riassunta in poche fredde righe e sposto la mia attenzione su di lui: ha occhi vividi alla ricerca di una meta, labbra serrate come se da un momento all'altro volesse gridare la sua rabbia, mani giunte per un'ultima estenuante preghiera... in un corpo ormai prostrato dalla malattia, ma che è ancora lì davanti a me pronto a combattere insieme la sua ultima battaglia. Un'occhiata all'ora, sono anche in anticipo, quindi inizio.

"Va bene, le racconterò l'ultima piccola avventura... l'altro ieri mi sono alzata presto, era ancora buio e faceva freddo, a tal punto che aperta la finestra l'ho subito richiusa! Certo quelle temperature non invitavano molto ad uscire, ma la mia guida il giorno prima mi aveva rassicurato che bastava mettersi in movimento e il freddo lo avremmo sentito di meno. Quindi al suo sms "sono qui sotto, scendi" mi sono decisa ad uscire di casa pronta ad iniziare quella nuova avventura, conscia dei pericoli, delle fatiche e delle difficoltà che avrei dovuto affrontare, ma non da sola, le avrei affrontate insieme a lui, incontrato per caso e diventato da quel dì la mia guida. Lui era tranquillo, ma sono sicura che dietro la sua tranquillità si nascondevano le mie stesse paure, ma si sa, c'è sempre una tacita complicità tra due persone che iniziano un percorso difficile..."

"Già, è una tacita complicità che conosco bene..."

"Si, è probabile... Camminavamo con passo sicuro uno dietro l'altro, sotto la luce di una frontale, poche parole, spesso di incoraggiamento o spese per indicazioni su come procedere al meglio. In quei momenti e in quei silenzi si pensa a tutto, si pensa al possibile fallimento dell'impresa, alla propria famiglia, ma anche alla fortuna di essere lì e di poter poi raccontare ai propri amici quell'ulteriore esperienza... sono momenti in cui si vivono sentimenti contrastanti e bisogna aver coraggio per poter procedere... Davanti a me la mia guida procedeva silenziosa e attenta... ogni tanto si voltava per vedere che faccia avessi... tutto bene, procediamo!"

"Beh, mi pare di sentire lei quando la scorsa volta le ho portato la TAC...tutto bene, procediamo!" Sorride...

"Una cosa simile... e mentre stavamo procedendo appunto, il sole ha iniziato a far capolino tra le cime e il cielo da blu scuro, è diventato indaco, poi violetto, poi rosso, arancione, giallo...e alla fine il sole era lassù che ci scaldava e faceva luce sul sentiero... e a pochi passi da noi si ergeva quella imponente parete che pareva quasi guardarci curiosa come un dinosauro osserva una formica!"

"Ma scusi dottoressa, io credevo foste già arrivati a destinazione! Avete visto lo splendore dell'alba... cosa volere di più?"

"È vero, potevamo accontentarci di aver visto l'alba... ma non avremmo raggiunto la meta... la cima da cui guardare tutto l'orizzonte, anche lei magari con un telescopio!"

Sorride..."capisco, bisogna proseguire..."

"Si, dobbiamo proseguire... e così abbiamo fatto. Abbiamo iniziato a scalare quella parete, conquistandola metro dopo metro, mantenendo un equilibrio tale da riuscire a star attaccati senza cadere; la mia guida procedeva per prima cauta e attenta, osservando prima i suoi passi e poi i miei, consigliandomi dove era più sicuro passare e lasciandomi salire con lei mie sicurezze e tirando la corda nei momenti di insicurezza. E quante volte con voce calma mi incitava a tener duro e proseguire la salita... lui era lì pronto a venire in mio aiuto se non c'è l'avessi fatta!"

"Ma quella corda vi lega entrambe vero? O ognuno per sè?"

"Si certo, siamo legati dalla stessa corda! La vita dell'uno nelle mani dell'altro"

"...come noi dottoressa! Ma io non sarei capace di scalare una montagna! Eppure non oso nemmeno immaginare cosa lei abbia visto da lassù...perché se lei è qui che mi racconta, voglio ben sperare che lassù c'è arrivata! Vero?"

Il mio interlocutore è alquanto arguto e anche molto pratico, ha capito tutto, la fatica, il senso della cordata doppia, le difficoltà, ma lui vuole sapere cosa c'è di grandioso che lo aspetta alla fine e che possa ripagarlo da tutte le fatiche... guardo l'orologio, il tempo stringe...

"Ve bene, gliela faccio breve, siamo arrivati in vetta, stremati, ma felici... mi ricordo solo che, quando ho messo finalmente piede su un terreno orizzontale, ho alzato gli occhi e ho spaziato con lo sguardo all'orizzonte, ripercorrendo lo stesso giro piu è più volte come a voler immagazzinare quello spettacolo quanto più possibile nella mente..."

"Cos'ha visto quindi?"

"...ho visto valli e vette concatenate e sfuggenti all'orizzonte, ho visto i colori delle rocce in base alle diverse metamorfosi, i colori dei prati differenti dai colori dei boschi, ho visto il cielo cambiare colore tra le cime e correre giù tra i canali, ho visto il sole divertirsi a creare contrasti, luci e ombre, sfumature e luccichii... e poi ho visto voi, attaccati a quelle pareti, intenti alla vostra battaglia, vi ho visti gridare implorando aiuto, vi ho visti gioire sulle vette, abbracciare i vostri cari, confortarli...e poi ho ascoltato le voci di incoraggiamento da lassù di tutti coloro che non c'è l'hanno fatta e che dall'alto ci custodiscono... Allora ho aperto il mio zaino e ho tirato fuori tutti quelli che come lei lassù non sanno come arrivarci, perché più fragili degli altri... vi ho fatto accomodare su un sasso comodo, il più comodo che potessi trovare, e posto nel punto più panoramico e mi sono seduta su quella nuda terra accanto a voi... in silenzio!"

"Dottoressa ma poi mi ha rimesso nello zaino e riportato giù? Io soffro di vertigini!"

"Ma certo! Sennò non sarebbe stato qui a parlare con me, non crede?"

Sorride di gusto e si illumina nello sguardo... "È vero! Mi scusi, per un attimo ho temuto che mi avrebbe abbandonato...siamo legati alla stessa corda vero? Mi porta su lei?"

"Certo, se si fida..."

"La mia vita è nelle sue mani... adesso sono pronto per conquistare la cima! Mettiamoci in marcia dottoressa!"

Ester Del Signore
Oncologa, Istituto Europeo di Oncologia (Milano)

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