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Michael Rinn durante la prima salita di Bella Vista, Mont Vert de Greuvetta, Monte Bianco, aperta insieme a Simon Richardson (09/2021)
Fotografia di Simon Richardson
Michael Rinn durante la prima salita di Bella Vista, Mont Vert de Greuvetta, Monte Bianco, aperta insieme a Simon Richardson (09/2021)
Fotografia di Simon Richardson
Michael Rinn durante la prima salita di Bella Vista, Mont Vert de Greuvetta, Monte Bianco, aperta insieme a Simon Richardson (09/2021)
Fotografia di Simon Richardson
La linea di Bella Vista sul Mont Vert de Greuvetta, massiccio del Monte Bianco (Simon Richardson, Michael Rinn 09/2021)
Fotografia di Simon Richardson / Michael Rinn

Breve storia dell'arrampicata al Mont Vert de Greuvetta, massiccio del Monte Bianco

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La storia dell’arrampicata al Mont Vert de Greuvetta nel massiccio del Monte Bianco, riassunta da Simon Richardson che qui, quest’autunno, insieme a Michael Rinn, ha salito diverse nuove vie alpinistiche.

Le pareti di granito a grana fine del Mont Vert de Greuvetta (2810 m) situate sul versante italiano della catena del Monte Bianco attirano un numero crescente di alpinisti. La montagna si trova direttamente sopra il bivacco Comino che dista circa due ore a piedi dalla fine della strada della Val Ferret, sul lato est della lunga cresta sud-est del Mont Rouge de Greuvetta (3480m), una antecima del Mont Greuvetta (3684m). La vetta è stata scalata per la prima volta da Richard Goedeke e Till Bartels nel luglio 1975 attraverso la Cresta Sud (D+) alta 300m - una bella via su roccia eccellente. Goedeke e Bartels hanno continuato la loro avventura proseguendo lungo la cresta in direzione nord-ovest dalla vetta attraverso P2825, P2873 e P2936 prima di scendere lungo un canalino per raggiungere la parte inferiore del ghiacciaio della Greuvetta. La loro via è stata ripetuta poche settimane più tardi da H.Langowski che dalla prima vetta è sceso ad est per guadagnare le morene sopra il ghiacciaio del Triolet.

La montagna è rimasta dimenticata fino al 2002, quando Franchini e Zizioli hanno salito l'impressionante diedro verticale sulla parete SE. La loro via di 300 metri è la via più difficile salita fino ad oggi sulla montagna, ma il grado di 7a+, A0, 6b obbligatorio ha scoraggiato la maggior parte dei pretendenti. Otto anni dopo, Carlo Lorenzini, Vito Carletto e Alberto Pasero hanno aggiunto una linea protetta a spit su pareti e ripide placche a destra della Cresta Sud. Lunga 475 metri, la Via del Carletto (6b, 6a obblig) è la via più frequentata della montagna e ha visto circa 20 salite. Le soste con doppi spit offrono la discesa più facile dalla vetta, anche se possono essere difficili da trovare quando ci si cala dall'alto. Il primo ancoraggio si trova 40m lungo l'affilata cresta che si estende a sud-ovest dalla cima.

Nel 2013, Tom Prentice e Simon Richardson hanno salito lo sperone SO di P2873 (D+) e la difficile cresta SO (TD) di P2810. Due anni dopo, Richardson ha completato un trittico di vie sulla parete ovest del massiccio salendo con Roger Webb la parete sud-ovest di P2825 (D). Lo sperone SO di P2873 è stato ripetuto da François Damilano nel 2021 e la cresta SO è stata salita nel 2019 da Olga Gorodetskaya e Maxim Foygel. Da allora ha visto un paio di salite.

L'attività alpinistica è continuata nel 2020. L'evento più importante è stato l’attrezzatura della via Franchini-Zizoli da parte di GianPaolo Ducly, Mario Oglingo e Rocco Perronne ad agosto. La via, ora chiamata Gran Diedro Sud, ha cinque tiri difficili con il diedro principale che offre due lunghezze eccellenti di 6c+ e 6c. Le placche inferiori sono ben protette da spit ma per il diedro è necessaria una doppia serie di friends. Il mese successivo, Simon Richardson e Micha Rinn hanno salito Dinosaur Gully (M3/M4), l’evidente linea di debolezza a sinistra della cresta SO che porta alla piccola subcima tra P2825m e P2810m. Il canale è stato salito in stile invernale scozzese, in condizioni autunnali molto fredde utilizzando l’erba ghiacciata, ghiaccio sottile, neve non consolidata e roccia ricoperta da neve. La via è risultata molto effimera e il ghiaccio si è sciolto entro poche ore dalla salita. Due giorni più tardi i due hanno salito Autumn Vibes (5b), i canali e le rampe a destra della Via del Carletto, finendo direttamente sulla parete anteriore della torre sommitale a destra del canale prominente che fende la parete superiore della montagna.

Questo autunno, François Damilano e Ulysse Lefebvre hanno ripetuto il Gan Diedro Sud confermando la sua qualità e la necessità di portare molti friends! Micha Rinn e Simon Richardson sono tornati nella zona alla fine di settembre e hanno effettuato diverse salite esplorative. La loro aggiunta più bella è stata Bella Vista (6b+) che segue la cresta est partendo dal prominente pilastro situato direttamente sopra il Rifugio Comino. Il passaggio chiave è stato il secondo tiro sul pilastro, un camino ed una fessura strapiombanti che hanno ceduto ad una bella salita di Rinn. Sopra, fessure, camini ed una bellissima fessura di 5c hanno portato a destra del Gran Diedro Sud. La qualità della roccia è superba e nella metà superiore ci sono viste eccezionali sul bacino del Triolet.

La stessa cordata ha anche trovato quella che probabilmente è la via più facile sul Mont Vert de Greuvetta. Way of the Ibex, Via dello Stambecco, (AD) aggira a sinistra il pilastro iniziale di Bella Vista, per poi prendere facili fessure e rampe sulla parete NE. La via potrebbe essere stata salita in precedenza e la metà superiore probabilmente corrisponde alla discesa di Langowski nel lontano 1975. Indipendentemente dal fatto che la via abbia o non abbia visto una salita umana prima, la linea è spesso salita da stambecchi.

Richardson si ricorda che durante la salita della Cresta SO nel 2013 sono stati accolti dagli stessi stambecchi ai piedi della salita ed in vetta! Rinn e Richardson hanno concluso alcuni giorni piacevoli salendo la South Face Route (AD), una linea alpinistica su P2936. Questa potrebbe essere stata la prima volta che questa remota cima e è stata visitata da quando Goedeke e Bartels sono passati di qui nel luglio 1975.

di Simon Richardson

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