A Udine la 41° rassegna dei Film di Montagna

Dal 6 febbraio al 19 marzo va in scena la rassegna del film e dei protagonisti della montagna della Società Alpina Friulana e del Dopolavoro Ferroviario Udine. Sei serate a ingresso gratuito con gran final giovedì 19 marzo con l’alpinista Denis Urubko.
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Inizierà venerdì 6 febbraio la 41ª Rassegna del film e dei protagonisti della montagna che ci accompagnerà per 6 serate in un viaggio nella storia dell’alpinismo Himalayano, delle nostre Dolomiti ma anche nella natura selvaggia.
SAF

Un grandissimo esponente dell’Alpinismo internazionale contemporaneo, il russo Denis Urubko, sarà la punta di diamante della 41° Rassegna dei film e dei protagonisti della montagna organizzata dalla Società Alpina Friulana di Udine, che quest’anno presenta incontri e proiezioni incentrati su grandi temi della storia dell’alpinismo, dalla storia della conquista del K2 alla parete Nord Ovest del Monte Civetta (Dolomiti), da figure storiche come Hermann Buhl ad alpinisti in attività come Denis Urubko e come Rosa Morotti.

Gli eventi cinematografici e gli incontri, in tutto sei appuntamenti, si svolgeranno ogni venerdì tra il 6 febbraio e il 19 marzo all’Auditorium comunale “Elio Venier” di Pasian di Prato (Udine) con inizio alle 21. Fa eccezione l’incontro con Urubko, che si terrà giovedì 19 marzo al Teatro Palamostre (con inizio alle 20.30) , sede più adatta ad accogliere eventi rivolti al pubblico dei grandi numeri.

Urubko (classe 1973) è uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e le difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Di origini russe, dal 2015 vive con la famiglia in provincia di Bergamo. Si è formato sulle montagne del Caucaso, selvagge e difficilmente accessibili, poi nell’Isola di Sachalin. Nel 1993 si è trasferito in Kazakistan dove con grandi difficoltà è entrato a far parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo dell’ex Unione Sovietica,

Nel 1999 incontra l’alpinista italiano Simone Moro con cui intreccia un rapporto di stima reciproca, compie salite importanti e si fa da subito interprete di uno stile di salita pulito su grandi montagne dell’Himalaya e del Karakorum, dove porterà a compimento ascensioni leggendarie per intraprendenza e visione.

Il primo appuntamento della rassegna è per venerdì 6 febbraio con il film di Reinhold Messner K2 La grande controversia (2025, 67 minuti, in lingua originale con sottotitoli in italiano). Il K2, uno degli Ottomila più difficili, è nel contesto della conquista degli Ottomila, significativamente “la montagna degli italiani”. Alla spedizione prese parte, tra gli altri, anche il friulano Cirillo Floreanini, oltre al capo spedizione Ardito Desio. La montagna è diventata famosa anche per le polemiche e le tensioni che ha generato, con Walter Bonatti al centro. Messner ricostruisce le vicende che hanno portato alla conquista grazie a documenti d’archivio e ad una narrazione appassionata. Il film è realizzato in collaborazione con il Club Alpino Italiano.

Il venerdì successivo, 13 febbraio, sarà l’occasione per importanti riflessioni sull’alpinismo declinato al femminile, grazie alla presenza di Rosa Morotti, alpinista accademica del Club Alpino Accademico Italiano originaria di Nembro (BG), in dialogo con l’accademica friulana Silvia Stefanelli, che la introdurrà. Rosa Morotti presenta Una vita con lo zaino in spalla con immagini e parole della sua eccezionale attività sulle montagne del mondo, dall’Alaska alla Patagonia, dalle Isole Svalbard al Sud Africa, dalle Alpi all’Himalaya. La Morotti è stata insignita nel 2021 del Premio SAT (Società Alpinisti Tridentini) un tributo prestigioso all’alpinismo, alla cultura e alla solidarietà per chi vive la montana e la rispetta.

Il 20 febbraio viene presentato un film su un alpinista leggendario, l’austriaco Hermann Buhl: Hermann Buhl: oltre ogni cima, di Werner Bertolan (Italia 2025, 60 minuti con sottotitoli in italiano). Vi si racconta l’epica salita al Nanga Parbat, da lui realizzata per la prima volta in solitaria e senza bombole d’ossigeno il 2 luglio 1953, trascorrendo circa quaranta ore nella zona della morte. Rientrato da questa esperienza, l’alpinista di Innsbruck subisce l’amputazione delle dita dei piedi, evento che non gli impedirà di proseguire la sua attività. Buhl scomparirà per sempre nel 1957 al rientro da un tentativo al Chogolisa (7665 metri), a 33 anni: il suo corpo non è stato più ritrovato.

Il 27 febbraio appuntamento con gli appassionati di natura e animali con la proiezione del l’eccezionale documentario Le linci selvagge, di Laurent Geslin (Svizzera, 2024, 90 minuti). Fotografo naturalista di fama internazionale, Geslin ha girato le riprese nel Giura svizzero, dove vive la lince eurasiatica. Il film è frutto di lunghi e ripetuti appostamenti per seguire la vita di una famiglia di linci.

Venerdì 6 marzo con 100 Solleder Lettenbauer (Italia 2025, 50 minuti) ancora grande alpinismo con le eccezionali e spettacolari riprese effettuate in parete dal regista Emanuele Confortin sulla parete Nord Ovest del Monte Civetta, ammirata e desiderata parete dolomitica dove si dipana la storica via Solleder Lettenbauer, una salita che nel 2025 ha compiuto cento anni. È qui che tra l’altro il grande alpinista friulano Ignazio Piussi, ricordato nel film, ha realizzato la prima ripetizione invernale nel marzo 1963. Immagini e testimonianze raccontano la storia di questa grande via su una grande parete.

Giovedì 19 marzo al Teatro Palamostre, con inizio alle 20.30, appuntamento con Ritorno al futuro degli Ottomila con protagonista Denis Urubko. A introdurlo e a dialogare con lui ci sarà l’accademica Silvia Stefanelli. Urubko ha salito tutti i quattordici Ottomila, realizzato impegnative salite in inverno e si è reso protagonista di salvataggi epici ad altri alpinisti.

Info: www.alpinafriulana.it




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