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Valle dell’Orco
 arrampicata in fessura: Paperoga, Sergent.
Fotografia di Maurizio Oviglia
Valle dell’Orco
 arrampicata in fessura: Paolo Soave sulla Fessura del Tramonto.
Fotografia di Paolo Seimandi
Valle dell’Orco
 arrampicata in fessura: Alice Thompson su Incastromania
Fotografia di Maurizio Oviglia
Valle dell’Orco
 arrampicata in fessura: Giancarlo Giovannetti su Mary Poppins
Fotografia di Maurizio Oviglia

Orco Easy Crack, introduzione all’arrampicata in fessura in Valle dell’Orco

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Maurizio Oviglia presenta una selezione di alcune prime arrampicate in fessura in Valle dell’Orco: Viper, Mamba, Incastromania, Fessura del Tramonto, Fessura Kosterlitz e molte altre ancora. Un vademecum per iniziare a scoprire i gioielli dell’arrampicata trad in Valle Orco.

Qualche anno fa avevo proposto a planetmountain una scelta di fessure relativamente "facili" in Ossola, in particolare sulle pareti di Cadarese e di Balma 1. Visto il gradimento di quell’articolo, sono stato sollecitato a fare altrettanto per un’altra mecca della scalata in fessura, la Valle dell’Orco. 

Siccome la considero un po’ la mia "patria" (non so se lo sia di più il Piemonte o la Sardegna), non mi è difficile proporvi alcuni consigli per iniziare a prendere contatto con questo luogo mitico della trad-climbing. Di recente ho pubblicato la mia prima guida come editore, scritta dall’amico Paolo Seimandi. Si tratta di una scelta tra più di 100 scalate in fessura in Valle dell’Orco. Ma attenzione, sono principalmente monotiri o vie di due o tre tiri (salvo pochissime eccezioni), perché ci siamo accorti che molti (soprattutto stranieri) vengono in Valle dell’Orco per fare questo tipo di scalate. Nella fattispecie fessure interamente da proteggere e possibilmente su monotiro.  Perché dunque non fare una guida indirizzata esclusivamente a questo tipo di pubblico? Questa è un po’ l’idea che sta alla base del lavoro che si è cristallizzato nel libro, anche fotografico Orco. Le 100 più belle fessure.

Detto ciò, arrampicatori locali a parte, molti conoscono della Valle dell’Orco le solite tre o quattro fessure, quelle nei dintorni del Sergent: la Kosterlitz, la Fissure du panetton, Incastromania, la Fessura della Disperazione. Sono stati quindi stupiti di scoprire che in Valle ce ne siano più di 100, molte delle quali davvero poco conosciute. Considerato però che la Valle dell’Orco è sempre più meta di stranieri o di climbers che vengono anche da molto lontano, magari poco pratici del granito e di questo tipo di scalata, che richiede buona conoscenza della posa dei friends, ecco alcuni consigli per iniziare, suddivisi per aree.

1 – FESSURE DELL’AVANCORPO DEL SERGENT
Si tratta di alcune facili fessure poste sul sentiero che dal parcheggio porta alla conosciuta parete del Sergent. Si trovano a non più di 5 minuti dal Campeggio La Peschiera e sono facilmente riconoscibili per la parete nerastra che le sorregge. Le fessure sono molto brevi ed erano state salite già da tempo ma un po’ abbandonate a favore di scalate più lunghe e impegnative. Durante la redazione della guida, con Paolo, le abbiamo restaurate e recensite in un’ottica di “iniziazione” a questo tipo di scalata.
La più semplice si trova a destra e l’abbiamo battezzata Viper. È una facile fessura ad incastro di 4c, dove ci si protegge bene con friend dallo #0,75 (verde) al #3 (blu). Appena a sinistra trovate Mamba, di poco più difficile (5a). Il materiale occorrente è lo stesso. Sullo spigolo c’è invece la bella Piton, il cui disegno ricorda un serpente. Qui dovrete metterci un po’ più di impegno, soprattutto nella parte iniziale. Vi basta una serie di friend dall’1 al 3 (rosso, giallo, blu) ma sappiate che il numero di friend "necessari" dipende molto da quanto dominate la difficoltà. La fessura è gradata 6a, forse più facile di altri della valle, ma comunque un’ottima scuola dato l’ambiente piuttosto friendly. Qualche volta uno stambecco scende a guardarvi, attenzione alle vipere in estate, non quelle del nome della via, ma quelle reali!

2 – SERGENT
Continuando lungo il sentiero raggiungete il settore centrale del Sergent. Qui vi propongo tre fessure "entry level" assolutamente da non perdere. Sul lato sinistro noterete un evidente tetto a forma di sette. Per tanti anni questo tiro è stato niente più che una variante iniziale alle vie, conosciuto appunto come variante del tetto a sette. Ora gli abbiamo conferito dignità ribattezzandolo Paperoga, visto il vicino monotiro sportivo storico Paperinik. A conti fatti è una via ideale per impratichirsi con un’altra tipologia di situazione che si trova spesso in granito, ovvero la fessura rovescia generata da un tetto. Le difficoltà non sono alte, ma ora la lunghezza è più importante, 25 metri, e vi richiede uno sforzo psicologico maggiore. È sufficiente una serie di friend sino al #3, ma ricordate quanto vi ho detto prima: se su queste difficoltà (5c) vi sentite già al limite, portatene di più! Proseguendo verso destra vi imbatterete nella celeberrima fessura ad arco di Incastromania. Non dovete perderla assolutamente. È un bellissimo 6a ad incastro di mano che risulterà una passeggiata per chi padroneggia questa tecnica, ma quasi un incubo per chi con gli incastri è alle prime armi. Per una buona protezione portate una serie di friend sino al 2, ma raddoppiate le misure dallo 0,75 al 2. Se posso permettermi un consiglio, non concentratevi solo sulle mani e sull’incastro, ma usate bene i piedi sui cristalli fuori dalla fessura. E’ vero che un vero crack climber utilizza solo la fessura, sia per le mani che per i piedi, ma quando ci sono gli appoggi è stupido non utilizzarli ;-)
L’ultima fessura che vi consiglio al Sergent (ce ne sono moltissime ma sono più impegnative) è Mary Poppins. Da molti anni questa fessura, che si trova un po’ più in basso e a destra del Lost Arrow, è considerata una fessura per principianti. Negli anni ottanta era gradata V- UIAA, il che vuol dire che dovrebbe essere un quarto grado francese. Sebbene l’abbia salita innumerevoli volte, negli anni la trovo sempre più difficile, sarà che sto invecchiando! Nella nuova guida l’abbiamo valutata 5c+, è stato un po’ come passare dalle lire all’euro! Il problema di Mary Poppins è la misura delle mani che, come realizzerete se vi appassionerete a questo tipo di scalata, negli incastri è una variabile importante. Mary Poppins ha un incastro di mano piccola (thin hand, dicono gli americani) che aumenta la difficoltà per chi ha le mani L o XL. Viceversa, si troveranno meglio le signorine (o i signorini) con una misura small… La fessura è diagonale, il che introduce un’altra variabile: scalare su una fessura ad incastro in diagonale può risultare spesso più difficile che su una verticale. La tecnica cambia quasi completamente. Il materiale necessario per scalare Mary Poppins è una serie di friend sino al #3, raddoppiando le misure medie.

3 – PARETE DEL DISERTORE
Se andate in Valle dell’Orco in estate può far molto caldo, nonostante la quota e l’ambiente di montagna. Può rendersi necessario dunque aspettare il pomeriggio quando la parete del Sergent va in ombra. Un’alternativa può essere quella di salire alla Parete del Disertore, proprio di fronte al Sergent, in ombra la mattina. Tra le molte e belle fessure (tra cui il Totem Bianco, liberata da Patrick Edlinger), la più facile è una fessura di dita aperta dal sottoscritto dal nome Paris Texas. Siamo già sul 6b, quindi non proprio iniziazione, ma qui la fessura è sottile e per certi versi, se siete dei falesisti, vi potrà sembrare meno ostica di altre più facili, ma richiedenti una tecnica più specifica. Per proteggervi bene portatevi una serie di friend dai micro al 2 (giallo). E se non vi fidate dei microfriend portate i cari e vecchi nut, più facili da posizionare (e forse più sicuri).

4 – DADO
In questa frequentata falesia, proprio sopra il paese, ci sono una gran quantità di belle fessure. Ultimamente il Dado sta diventando una falesia mista, con molti tiri a spit e una manciata di grandi classiche in fessura, lasciate non spittate. Oltre le bellissime CochiseBianca Parete, non proprio facili, vi consiglio di iniziare con Apogeo, una corta fessura verticale ad incastro non così mite come appare. Anche questa, negli anni, ha conosciuto una rivalutazione da 5c a 6a. Portate un set di friend sino al 3, raddoppiano il 2 e il 3. Se vi fanno male le mani ad incastrare, procuratevi i guantini, anche se i veri crack climber vi diranno che così la difficoltà scende di un grado. Ma non dategli retta, in ogni ambiente è pieno di gente che se la tira, andate per la vostra strada! ;-)
Ah, non perdetevi se siete in vena di provare situazioni nuove, il camino di Mister Green. Un tirazzo a quattro stelle di 6b per alcuni o un incubo per altri, dipende anche qui dai punti di vista!

5 – FESSURA DEL TRAMONTO
Sempre in tema di come impiegare le mattinate estive quando fa caldo, scendete sotto la lunga galleria, tra Ceresole e Noasca. Traversate il torrente e raggiungete la Fessura del Tramonto. Una bellissima crepa di 30 metri di quinto grado (5c) di piacevole ma mai banale scalata. Portatevi una doppia serie di friend e gustatevi il piacere di proteggervi completamente un lungo tiro, con tutte le situazioni di incastro, mai però estreme: questa è la trad climbing!

PS e la Fessura Kosterlitz. Si può fare a meno della Fessura Kosterlitz? Provateci, non si può venire in Orco senza metterci le mani! Se ci riuscirete, abbastanza agevolmente, vorrà dire che questo articolo non sarà molto utile per voi e siete pronti per nuove sfide.

Maurizio Oviglia

“ORCO, LE 100 PIU’ BELLE FESSURE” di Paolo Seimandi. Maurizio Oviglia Edizioni, 2020

Per acquistare la guida: www.pietradiluna.com/libri-guide-maurizio-oviglia

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