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Valle dell'Orco: Cresta delle Rocce del Nivolet
Fotografia di archivio Umberto Bado
Valle dell'Orco: Cresta delle Rocce del Nivolet
Fotografia di archivio Umberto Bado
Valle dell'Orco: Masso della Riscoperta
Fotografia di archivio Umberto Bado
Valle dell'Orco: Testa del Grand Etret - Via Bricco Gandolfo
Fotografia di archivio Umberto Bado

Valle dell'Orco arrampicata plasir

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La guida alpina Umberto Bado presenta nella Valle Orco (Parco Nazionale del Gran Paradiso) tre proposte di arrampicata alla portata di molti: la falesia Masso della Riscoperta, la cresta delle Rocce del Nivolet e la Via Bricco – Gandolfo alla Testa del Grand Etret.

Frequentando la Valle dell'Orco oramai da qualche anno, per lavoro e per diletto personale, ho avuto modo di sentire pareri discordanti sulla fruibilità delle vie in valle.

Ci sono gli entusiasti, che hanno ripetuto o vorrebbero ripetere ogni tiro della valle, anche il più brutto, muschioso e inavvicinabile; per altri invece la Valle dell'Orco è un luogo dove servono troppi friends, dove i gradi sono stretti e dove al massimo hanno fatto le super classiche, ritenendo le altre vie inavvicinabili.

Per i primi stiamo continuamente cercando nuove linee e nuove sfide, ma per i secondi? E' possibile che in Valle dell'Orco possano venire anche coloro che non sono troppo avvezzi al trad o alle medie alte difficoltà? Forse si.

Quest'estate, in compagnia di molti amici, nell'ottica di creare delle proposte plasir, abbiamo risistemato due itinerari di montagna dalle difficoltà contenute e chiodato una piccola falesia adatta ai principianti, ai più piccoli o semplicemente a chi vuole regalarsi una giornata di scalata rilassante.

Ecco a voi un assaggio della Valle dell'Orco veramente plasir!
Buon divertimento.

MASSO DELLA RISCOPERTA

Il Masso della Riscoperta, come suggerisce il nome, riprende un vecchio progetto ad opera di ignoti. In passato, sulle linee più evidenti, erano state messe delle soste a spit per consentire l'arrampicata con la corda dall'alto ma il luogo non è mai stato frequentato e reso noto.

Il progetto di rivalutazione della falesia condotto da Guide Alpine Torino, Mountain Sicks e il Camping La Peschera nell'estate 2018, ha portato alla chiodatura di nove itinerari di arrampicata sportiva con difficoltà che spaziano dal 4a al 6c.

Lo stile d'arrampicata è quello tipico della Valle Orco, ovvero placche e fessure. Particolari i tiri più facili che sfruttano una "scala" di cubetti di quarzo.

Lungo i tiri troverete spit da 10mm per proteggere la vostra progressione e una volta arrivati in sosta sarà necessario fare "manovra" per inserire la corda nel maglia rapida prima di farsi calare.
I tiri hanno una lunghezza che varia tra 8 e 15 metri.

Ricordiamo che al fine di non usurare troppo in fretta la maglia rapida di calata, è consigliabile utilizzare un proprio moschettone durante le ripetizione in mulinette. Solamente l'ultimo si calerà sulla maglia rapida presente in sosta.

Alla base della falesia trovate due soste per simulare la manovra da fare una volta giunti in cima al tiro.

Tutto il materiale utilizzato per attrezzare il Masso della Riscoperta è stato offerto dal negozio Mountain Sicks di Rivarolo canavese.

Accesso: risalire la Valle dell'Orco lungo la provinciale 460. Dopo Noasca entrare nella lunga galleria.Al suo termine svoltare a sinistra e dopo 200 metri parcheggiare davanti al Camping la Peschera. Parcheggio anche della Parete del Sergent.

Avvicinamento: dal parcheggio continuare a piedi lungo la strada. Superata una zona di grossi massi (dove c'è la Fessure du Panetton), quando la strada inizia a scedere, imboccare a sinistra un traccia con ometti su una placca appoggiata. Seguire il sentiero ed in breve arrivare al Masso della Riscoperta. 5 minuti. Il sentiero continua oltre la falesia e conduce alla via Nautilus al Sergent.

Le vie
1. Nuovi orizzonti 4b Un passo più delicato verso la sosta
2. La scala d'Avorio 4a Facili cubetti di quarzo fino in sosta
3. Arriva la pioggia 5c Un Passo più duro.
4. Dammi una lametta 5a Bella e facile lama
5. Miss Palmo 6a+ Placca omogenea con un passo più impegnativo.
6 Mr. Thermos 6a Aderenza e belle tacche
7. Scala che ti passa 5c Diedro, fessura e poi placca a tacche
8. Il musicista 6c Placca con inizio fisico
9. La torre 5b Una salita in stile camino, poi tacche generose e fessura.


CRESTA DELLE ROCCE DEL NIVOLET


La cresta delle Rocce del Nivolet, posta nei pressi dell'omonimo colle nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, è composta da tante piccole torri di buona roccia che poggiano su un terreno di pietraie e sfasciumi. Da sempre percorsa in lungo ed in largo, la cresta offre tanti bei passaggi "granitici" su roccia salda, ma che spesso vengono evitati per la mancanza di possibilità di poter poi scendere comodamente, o semplicemente perchè il terreno offre delle alternative più semplici.

Tra il 2017 e il 2018, insieme a Gabriele Pellerino e Giulia Cibrario, abbiamo rettificato l'itinerario così da consentirne una ripetizione più divertente dal punto di vista dell'arrampicata. L'idea di attrezzare parzialmente l'itinerario non è dovuta al voler addomesticare la salita ma, proprio il contrario, ovvero di renderla tecnicamente più interessante e meritevole di ripetizione. La cresta, che mantiene la caratteristica di un itinerario classico e richiede capacità di orientamento, di sapersi proteggere e di camminare "spediti" nelle numerose parti a corda corta, da oggi, offre anche dei passaggi di arrampicata in più e qualche bella calata in doppia tra i numerosi pinnacoli di roccia. Insomma, può essere un valido banco di apprendimento per creste ben più selvagge e impegnative.

Lungo la cresta sono stati posizionati alcuni fix da 10 mm per permettere il superamento di salti non proteggibili, per poter fare delle buone soste e per scendere in doppia dalle torri più impervie.

SCHEDA: Cresta delle Rocce del Nivolet


GRAND ETRET 3201m, Via Bricco Gandolfo

La Via Bricco - Gandolfo, aperta nel 1946, percorre l’estetico sperone sud che dal Colle della Porta conduce alla Testa del Grand Etret. Una via di 200 metri su roccia ottima e dalle tante fessure in un ambiente unico e fantastico.

Fino ad adesso la discesa dalla via prevedeva una lunga e poco agevole camminata lungo creste e pendii sfasciumosi per raggiungere una ancor più disagevole cengia di discesa. Risultato? Salita carina ma discesa orribile, lunga e con l’obbligo di avere gli scarponi (se non picca e ramponi) sulle spalle. Frequentazione? Pochissima. Un vero peccato.

Con l’intento di rendere più sicura e fruibile questa via, abbiamo attrezzato le soste di calata lungo la via di salita. Eccovi la relazione di una via che merita di essere ripetuta sempre di più!

Lavoro di chiodatura ad opera di Umberto Bado e Giulia Cibrario grazie al contributo del negozio Mountain Sicks di Rivarolo Canavese

SCHEDA: Via Bricco - Gandolfo

di Umberto Bado, Guide Alpine Torino

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