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Prove di incastro sulla fessura di "Io non parlo inglese"
Fotografia di Maurizio Oviglia
Alessandra Ercoli su "Senza nome"
Fotografia di Maurizio Oviglia
Lo Sceriffo di Cadda
Fotografia di Sergio Aguggini
Maurizio Oviglia su Un pomeriggio da Leoni
Fotografia di Sergio Aguggini

Cadarese trad: 10 vie d'arrampicata in fessura in Val d'Ossola

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Maurizio Oviglia presenta 10 vie a Cadarese in Val d'Ossola, propedeutiche per l'arrampicata in fessura trad.

Anche se qualcuno ha ironicamente definito il moderno ritorno del "trad" una (falsa) moda che si sta sgonfiando, a me sembra che invece il fenomeno sia in netta crescita. Si registrano sempre nuovi adepti o semplici curiosi verso questo stile di arrampicata, così diverso dall’arrampicata sportiva ma anche dall’arrampicata alpinistica tradizionale, dove raramente (su gradi difficili) si incontrano tiri da dover proteggere dall’inizio alla fine, senza qualche protezione in loco. Per entrambe queste due categorie, che possiamo definire principianti, anche se in arrampicata sportiva qualcuno può già aver raggiunto un considerevole livello, è necessario poter affidarsi a professionisti (guide alpine) o volontari (CAI) esperti che possano loro insegnare le tecniche di protezione. Ma è anche fondamentale trovare un terreno di monotiri trad adatto ad imparare, dove poter muovere i "primi passi" proteggendosi. Le falesie dove praticare clean climbing (arrampicata con l’utilizzo esclusivamente di nut e friend) in Italia (e in generale nell’Europa continentale) sono molto poche e le vie adatte ad iniziare si contano spesso sulla punta delle dita.

Occorre poi distinguere ulteriormente il trad in fessura (dove generalmente ci si può proteggere quanto si vuole e in modo sicuro) da quello più di marca inglese, dove i passaggi obbligatori e le protezioni non sempre affidabili richiedono un impegno mentale decisamente superiore. Se in fessura è necessario trovare buoni maestri che possano insegnare le tecniche di incastro, che nell’arrampicata sportiva raramente si utilizzano, nel secondo caso non basta più solo la tecnica ma occorre un ottimo livello fisico e mentale. In questo senso l’arrampicatore che desideri accostarsi a questo tipo di esperienza, che in Inghilterra viene genericamente definita "hard grit", deve possedere un ottimo livello in arrampicata sportiva. Insomma, per dirla brevemente, non basta più solo essere coraggiosi alpinisti, ma anche e soprattutto arrampicatori sportivi! Si è dunque in presenza sì di arrampicata trad, ma affrontata con una mentalità nuova, direi quasi "sportiva"!

La crescente domanda ha spinto le guide ed il CAI a prevedere degli aggiornamenti all’interno dei loro organici, per fare in modo che tutte le guide e gli istruttori fossero a conoscenza delle nuove tecniche di protezione (friend) e della maniera corretta di posizionarli. Stante il fatto che le falesie adatte a svolgere questi corsi di aggiornamento (e poi i successivi corsi ai neofiti) sono molto poche, la maggioranza di questi si è svolta nella zona attualmente più famosa in Italia per l’arrampicata in fessura, e cioè Cadarese in Val d’Ossola. Infatti, pur essendo vero che la Valle dell’Orco negli anni si è guadagnata la fama (immeritata, perché forse le vie a spit sono più di quelle trad) di tempio del trad italiano, è a Cadarese che esiste la maggior quantità di fessure concentrata in un esiguo spazio. Per questa ragione è normalmente scelta per i corsi propedeutici e di aggiornamento alla scalata trad e di fessura, non solo dagli italiani, ma da svizzeri, francesi, ceki, polacchi e austriaci.

Dando una rapida occhiata alla guida (Versante Sud, Ossola Rock, F. Manoni, M. Pellizzon e P. Stoppini) non è però facile orizzontarsi tra le fessure da provare, e identificare quelle più adatte all’apprendimento. Un 6a da proteggere è in media un grado già impegnativo e se a questo poi si somma la tradizionale severità ossolana in fatto di valutazioni, le cose non appaiono per nulla semplici.

Per questa ragione ho proposto a Planetmountain.com due articoli, con lo scopo di recensire due zone, una della falesia di Cadarese e una di quella di Balmanolesca, adatte alle prime esperienze. Attenzione, come detto non si tratta di vie facili, anzi in media possono essere considerate tutte impegnative, ma per lo meno dalla mia esperienza di responsabile di un paio di questi aggiornamenti in ambito CAI, posso garantire che non è facile trovare di meglio. Se non ci si sente di affrontare le vie in buono stile (da primi e mettendo le protezioni) si può provare a farle con le protezioni già piazzate da un esperto (pink point) che risulta mentalmente molto più facile. Anche se per un trad climber consigliare questo tipo di approccio potrà apparire un sacrilegio, per chi ha sempre fatto arrampicata sportiva e si sta avvicinando al trad, risulterà già abbastanza difficile entrare nell’ordine di idee che un friend ben messo può tenere la caduta. Un altro metodo che abbiamo utilizzato con successo in ambito CAI è il far provare gli allievi da primi a salire piazzando le protezioni ma essendo nel contempo assicurati da una seconda corda dall’alto tenuta lasca, pronta a trattenerli in caso di volo e fuoriuscita della protezione. In questo contesto spero che questi due articoli possano esservi utili a identificare un terreno adatto ad iniziare, ribadendo però che è meglio evitare il fai da te ed affidarsi ad un insegnante esperto.

Cominciando da Cadarese vi presento un settore di Crack Party che a mio parere è il più adatto del comprensorio agli scopi preposti da questo articolo. Se a Balma è possibile arrampicare in greenpoint (su vie spittate ma senza utilizzare gli spit) in questo settore di Cadarese le vie sono pulite (completamente da proteggere) ed esiste solo la sosta spittata. Un ultima precisazione riguarda il materiale: è in genere necessario possedere almeno due serie di friend, con una si riuscirà a fare piuttosto poco!). Last but not least, un doveroso ringraziamento a quanti si sono prodigati per far diventare Cadarese ciò che è e rappresenta oggi nel panorama italiano e internazionale. Se gli arrampicatori stranieri appassionati di trad vengono ad arrampicare in questa piccola falesia, nascosta in una piega di sperduto Piemonte, una ragione ci sarà!

di Maurizio Oviglia (CAAI, CAI INAL, IA)

CADARESE (settore Crack Party)
Vengono qui descritte solo le fessure che ho ritenuto propedeutiche all’arrampicata trad. Il settore ne contiene molte altre che potrete trovare sulla guida.
Accesso: seguire l’accesso indicato nelle guide (Ossola Rock, Versante Sud 2014) inoltrandosi nella Valle Antigorio sino alle terme di Premia. Parcheggiare e salire sino al secondo settore, caratterizzato da alcune fessure spittate. Seguire la cengia a destra che ben presto si restringe. Alcuni gradini intagliati nella roccia permettono di proseguire. Poco dopo si arriva alle prime vie del settore Crack Party (20 minuti dal parcheggio). Attenzione! Settore non assolutamente adatto ai bambini, la base delle vie si trova su una cengia esposta!


1 – LO SCERIFFO DI CADDA (6b) – 25m

Questa bella via, scalata sino alla prima sosta, permette di prendere confidenza con la posa dei friend affrontando un bel passo obbligatorio in traverso (protetto da uno 0,3BD) e poi una bella dulfer finale. Sono necessarie due serie di friend medio-piccoli

2 – MISSION GIN LEMON (6b+) – 25m
Stupenda fessura che inizia di dita e poi, dopo un albero con cui ci aiuta, prosegue ad incastro di pugno. Ottimamente proteggibile in modo sicuro, con friend sino al 4BD

3 – NON PARLO INGLESE (6b) – 15m
Se scalata sino alla prima sosta, questa fessura diagonale propone un incastro di mano, apparentemente più facile di quello che poi si rivela. Passo chiave nel primi metri. Ottimamente proteggibile con friend medi e un 4BD per l’uscita

4 – SENZA NOME (6a) – 13m
Partenza diretta al tiro precedente, ideale da percorrere come prima via. Friend sino al 4BD

5 – SCARPEDATENNIS (6a) – 20m
Via piacevole in diedro e uscita con passaggio obbligatorio. Si inizia in uno stretto camino in spaccata, si segue un diedro inclinato ben proteggibile, infine si esce a sinistra imn placca con passo obbligatorio

6 – UN POMERIGGIO DA LEONI (6c) – 20m
Bellissima via dapprima in fessura diedro, poi passo difficile a sinistra verso lo spigolo, infine fessurino a dita. Impegnativa

7 – LARGA MA FACILE (6a+) – 15m
Non farsi fuorviare dal nome, la via è impegnativa ed è assolutamente necessario portare friend extra-large, come il 5 e 6BD. Primo passo difficile in strapiombo, quindi lama netta ma molto larga. Può essere utile anche un piccolo kevlar da strozzare in una crestina della lama

8 – CIAO (5c) – 10m
All’estrema destra del settore, breve ma bella fessura ad incastro di mano.

Al piano superiore, sopra Ciao

9 – LARCO (6b) – 25m
Bell’arco rovescio, con passo chiave nei primi metri. Uscita sulla via successiva. Friend medio grossi.

10 – LA FRECCIA (6b+) – 20m
Bellissima fessura diedro di dita, tecnica. Gradata 6b+, la valutazione appare decisamente meno severa che nelle altre vie proposte

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