L'apertura di 'L’Insonnia' alla parete del Mugon (Bosconero) in Val di Zoldo, Dolomiti (Francesco Fazzi, Olaf Lovat)
Francesco Fazzi

L’Insonnia a Bosconero in Val di Zoldo, Dolomiti

Il report della guida alpina Francesco Fazzi che, insieme a Olaf Lovat, ha 'Insonnia' aperto alla parete del Mugon (gruppo Bosconero) nelle Dolomiti.
1 / 8
L'apertura di 'L’Insonnia' alla parete del Mugon (Bosconero) in Val di Zoldo, Dolomiti (Francesco Fazzi, Olaf Lovat)
Francesco Fazzi

Passando dalle parti del lago di Pontesei, poco a valle di Forno di Zoldo, è impossibile non restare incantati dalle imponenti pareti del gruppo del Bosconero, celebri tra arrampicatori di ogni parte del mondo.

Più difficili da cogliere, invece, sono le pareti che chiudono il lago a nord: più basse, spesso interrotte da cenge erbose e tratti di roccia dall’aspetto incerto. Solo la parete del Castelaz, la più evidente dal fondo valle, vanta qualche via.

Eppure, da anni, ogni volta che passo di lì in macchina, non resisto alla tentazione di lanciare uno sguardo in quei pochi secondi in cui queste pareti minori si rivelano all’improvviso. Mi sono spesso chiesto com’era davvero quella roccia, immaginando nuove linee, nuove possibilità.

Spinto dalla curiosità, alla fine sono arrivato alla base, deviando qua e là dai sentieri sottostanti. Qualche anno fa ho condiviso queste mie idee con Olaf Lovat, chiedendogli se avesse voglia di provarci: la sua risposta, naturalmente, è stata sì.

La prima volta abbiamo salito due tiri. Poi il tempo è passato, con qualche sporadico ritorno: un altro tiro in autunno, e poi ancora una pausa. Fino a dicembre, quando ho deciso che era arrivato il momento di portare a termine il progetto. Mi ci è voluta qualche mezza giornata per aprire il primo tiro dall’alto, abbandonando l’itinerario iniziale lungo un canale a destra, facile ma erboso e poco interessante.

La parete però riceve poco sole, così abbiamo atteso la primavera per completare la via. Finalmente, dopo ancora un paio di uscite, il 4 maggio abbiamo raggiunto il ciglio superiore, su quel piccolo boschetto che per anni avevo sognato di toccare.

La via segue una linea logica, sempre verticale. Le soste sono generalmente comode e la discesa avviene in doppia lungo l’itinerario. L’ambiente è solitario e tranquillo, facilmente accessibile, e la parete resta all’ombra fino al primo pomeriggio. Rispetto all’apertura abbiamo leggermente addolcito la chiodatura, per rendere la salita più piacevole e sicura per i ripetitori.

La roccia non è male, ma serviranno alcune ripetizioni perché la via acquisti carattere e pulizia.

Nel complesso, però, è stata una bella soddisfazione. Aprire una nuova linea, scoprire un angolo ancora inesplorato dietro casa, è sempre qualcosa di speciale.

E il nome? Impossibile non conoscere il ristorante “L’Insonnia”, ben visibile lungo tutta la salita: una tappa obbligata al ritorno! Buone scalate.

Francesco Fazzi
Guide Alpine Val di Zoldo

Itinerari correlati




News correlate
Ultime news


Expo / News


Expo / Prodotti
Felpa da donna con cappuccio Scott Defined Light
Felpa da donna elasticizzata e ad asciugatura rapida.
HDry - Ferrino X-Dry 15+3
Ferrino X-Dry 15+3 è uno zaino da trail running. Grazie alla membrana HDry, lo zaino è completamente impermeabile.
Ferrino Summit 32 - zaino da alpinismo
Il Ferrino Summit 32+5 è lo zaino ideale per gli alpinisti che cercano leggerezza e versatilità.
Ocún Jett LU - scarpette arrampicata per vie lunghe
Scarpette d'arrampicata ideali per vie lunghe.
C.A.M.P. Photon Lock - moschettone a ghiera
Moschettone con ghiera di sicurezza per arrampicata.
Kong Lario 4 - imbragatura arrampicata con cosciali regolabili
Imbragatura a quattro fibbie completamente regolabile, ideale per alpinismo, arrampicata invernale e vie ferrate
Vedi i prodotti