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Denis Trento: Testa di Valnontey, massiccio del Monte Bianco
Fotografia di Denis Trento
Denis Trento: Testa di Valnontey, massiccio del Monte Bianco
Fotografia di Denis Trento
Denis Trento, un giro di allenamento nel massiccio del Monte Bianco
Fotografia di Stefano Jeantet
Denis Trento con Davide Capozzi
Fotografia di Denis Trento

Denis Trento e l'eccezionale sci di primavera sulle montagne della Valle d'Aosta

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Una primavera anomala dal punto di vista del clima, sfruttata al massimo da Denis Trento che in Valle d’Aosta ha sciato in montagna praticamente ogni giorno, inseguendo "più le belle condizioni che il prestigio della discesa.” per il suo alpinismo. Lo stile, è sempre lo stesso: partenza dal fondovalle e salite in velocità, a volte sfruttando anche la bici per gli avvicinamenti.

In primavera la natura si risveglia, gli animali escono dal letargo, i fiori sbocciano, gli avvicinamenti diventano eterni, gli orari assurdi e l’esito di una discesa è sempre molto incerto.

Da quando il clima è impazzito, capita però che l’atteso inverno faccia capolino proprio quando normalmente dovrebbe lasciare il passo alla bella stagione. Inutile quindi farsi troppe domande o piangersi addosso per il freddo, l’unico atteggiamento veramente redditizio è quello di puntare la sveglia presto, mettere le pelli e partire.

Visto poi che la durata di questi inverni fatui è normalmente molto limitata, l’atteggiamento non può che essere quello di sfruttare le condizioni il più possibile, tanto si suppone che il tempo di riposare arriverà anche troppo presto.

Quest’anno però, il caldo ha temporeggiato più a lungo del previsto, sfasando i meccanismi biologici di più di una specie animale, tra cui quelli del sottoscritto, che si è trovato per oltre un mese a risvegliarsi in piena notte e a vedere il sorgere del sole quasi sempre da una quota superiore ai 2000 metri.

In questo periodo di bonus sciistico, la quantità è stata solo una conseguenza della ricerca della qualità delle discese. Una volta stanata le località, la quota e l’esposizione nelle quali si nascondeva furbescamente la bella neve, il tutto si trasformava in un assedio, che presto o tardi si concludeva con il prendere qualche sberla a causa del variare delle condizioni.

Lo stile adottato è quello che mi sono imposto, o meglio quello che la vita mi ha imposto, da sempre, vale a dire partenza dal fondovalle se possibile con gli sci, oppure a piedi, senza però disdegnare nemmeno la bici. Nel rassegnarsi a questo, la velocità di crociera necessaria, considerando i dislivelli da percorrere e il dover quasi sempre fare traccia, deve obbligatoriamente essere piuttosto sostenuta, pena non stare negli orari e/o trascinare le giornate oltre il giusto.

Il fatto che mi trovi a sciare quasi sempre da solo è in parte conseguenza di tutto ciò. Non sono molti gli sciatori in circolazione che possono permettersi certi dislivelli a certi ritmi. Anche se il mio amico Davide Capozzi, nonostante l’attrezzatura da splitboard, non si fa certo aspettare quando riusciamo ad andare insieme.

Mi risparmio l’analisi approfondita di altri fattori, tra i quali ovviamente rientra la sicurezza, in quanto questo argomento meriterebbe un trattato a sé. Mi limito ad affermare che ogni scelta è pesata e ripesata, e che potrei scrivere un enciclopedia solamente sulle ritirate che ho accumulato in pochi anni.

Tra tutte le belle sciate di questo mese è difficile trovare qualche highlight, ma facendo uno sforzo, qualche discesa spicca sulle altre. Tra queste i tre giorni in Valnotey in cui ho sciato prima i Gemelli con Davide Capozzi e in sequenza in solitaria la Testa di Valnontey e la Est della Grivola. L’ultima discesa è stata forse quella che mi è rimasta più impressa, nella mente e nelle gambe, visti i 2800m di dislivello che separano il fondovalle dalla cresta sommitale, saliti quattro orette.

Tra i ricordi più belli e più faticosi, rientrano sicuramente anche la Nord dellAiguille d’Argentière, sciata partendo dall’abitato di Argentière. Anche in questo caso si parla di dislivelli vicini ai 3k e di tempi di salita intorno alle 4 ore.

L’aver dimenticato di togliere la sveglia alle 5 ha interrotto bruscamente il meritato riposo di cui avrei sicuramente avuto bisogno il giorno dopo. E fu cosi che, ancora avvolto nel limbo del sonno, mi sono ritrovato con le pelli ai piedi diretto verso la Tersiva. Le condizioni trovate quel giorno in discesa sono state forse il vero bonus della stagione. Ma in fondo, in un mondo ideale, sarebbe cosa buna e giusta che gli sforzi vengano premiati!

Per la futile cronaca, ecco l’elenco quasi completo dei 31000m d(+)i ravanate sciistiche dell’ultimo periodo, dal 20 aprile al 27 maggio (fortunatamente a metà maggio sono stato in vacanza una settimana con la famiglia..).

PRIMAVERA 2019 DI DENIS TRENTO
Denti del Broglio parete N 1400 D+ Nord del Colmet 1300 D+
Nord del Colmet 1300 D+
Ovest Paramont 1800 D+
Canali Nord Ovest dei Gemelli 2000 D+
Testa di Valnontey 1900 D+
Parete Est Grivola 2700 D+
Canale Gervasutti Tour Ronde 1000 D+
Ovest Denti del Broglio 1400 D+
Tentativo Canale delle Dames Anglaises 1800 D+
Nord del Colmet x 2 1500 D+ Nord Est Berio Blanc 1400 D+
Est Pognenta 1200 D+ Nord Paramont 1800 D+
Nord Aiguille d’Argentière 2900 D+ Nord Est Tersiva 1800 D+
Nord Colmet 1100 D+

Link: FB Denis TrentoGrivel, Karpos, SCARPA, Stefano Jeantet, Salice occhiali, ATK Bindings, Sci Movement, Pomoca Skins

Grivola Parete Est


Testa di Valnontey


Nord Aiguille d’Argentière


Nord Est Tersiva

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