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Marc-André Leclerc sulla parete sud di Cerro Stanhardt durante 'La Travesia del Oso Buda', la traversata effettuata insieme a Colin Haley che collega Cerro Torre, Torre Egger, Punta Herron e Cerro Standhardt.
Fotografia di Colin Haley
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Colin Haley e Marc-Andre Leclerc salgono la Travesia del Oso Buda in Patagonia

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Dal 18 al 21 gennaio 2015 Colin Haley e Marc-Andre Leclerc hanno salito Cerro Torre, Torre Egger, Punta Herron e Cerro Standhardt. Questa traversata da sud a nord è stata chiamata Travesia del Oso Buda, in memoria di Bjørn-Eivind Årtun e Chad Kellogg.

Lo statunitense Colin Haley e il canadese Marc-André Leclerc hanno appena compiuto quello che l'esperto della Patagonia Rolando Garibotti ha descritto come "un enorme, grandissimo, colpaccio" nel gruppo del Cerro Torre, ovvero la traversata da sud a nord delle principali vette di questo massiccio, cioè Cerro Torre, Torre Egger, Punta Herron e Aguja Standhardt. Le stesse quattro cime collegate per la prima volta da Garibotti e Haley all'inizio del 2008 con la loro famosa Grande Traversata, che questa volta però hanno percorso in senso inverso e attraverso linee diverse.

Con una grande finestra di bel tempo in arrivo, Haley e Leclerc hanno raggiunto il bivacco Niponino il 17 gennaio, poi sono partiti alle 04:00 del 18 gennaio per attraversare Colle Standhardt, continuare per Filo Rosso e bivaccare sotto il Colle della Speranza. Il 19 hanno iniziato presto per salire la via dei Ragni, raggiungendo la vetta del Cerro Torre poco prima di mezzogiorno. Da qui hanno effettuato 3 calate lungo la via dei Ragni, poi hanno piantato una tenda e hanno aspettato l'arrivo dell'ombra per scendere, verso le 18.00, lungo la parete nord del Cerro Torre e raggiungere il loro secondo bivacco proprio sopra il Colle de la Mentira. La mattina successiva sono scesi dal Colle e hanno iniziato a salire la parete sud della Torre Egger attraverso la via Venas Azules, aperta nel dicembre 2011 dai norvegesi Bjørn-Eivind Årtun e Ole Lied. Dopo aver salito poco più di 5 tiri si sono però resi conto che la via non era in buone condizioni e hanno effettuato una calata per raggiungere, prima la via degli Americani, poi i tiri finali del Pilastro Est, e infine la cima della Egger con gli ultimi raggi di luce. Dopo un comodo bivacco poco sotto la cima sono scesi lungo la parete nord la mattina del 21 gennaio per poi salire Punta Herron facilmente da sud. Colle dei Sogni, tra Punta Herron e Aguja Standhardt è stato raggiunto alle 13 dopo una discesa lungo lo Spigolo dei Bimbi, e Leclerc ha aperto tre nuovi tiri da Col dei Sogni per collegarsi alla via El Caracol. Sei tiri più tardi, alle 23:10, Haley e Leclerc hanno raggiunto la cima Aguja Standhardt, la quarta e ultima della loro traversata. I due si sono poi calati di notte, e questo si è rivelato tuttosommato semplice, anche perché Haley aveva effettuata questa discesa già cinque volte in passato. Il loro tempismo è stato perfetto: il tempo buono per 4 giorni di fila e solo durante le ultimi calate le raffiche di vento hanno iniziato ad essere forti.

Mentre Haley ha al suo attivo una serie di importanti successi in Patagonia, finora il 22enne Leclerc aveva salito soltanto la cima El Mocho, vicino a Cerro Torre. I due non avevano mai arrampicato insieme ma al termine della traversata Haley ha descritto il suo nuovo compagno di cordata come "un veterano delle Torres." Per quanto riguarda le difficoltà di questa salita, Haley ci ha raccontato: "Penso che questa traversata ponga delle difficoltà piuttosto simili a quella originale che ho fatto con Rolo."

Scrivendo su Facebook, Haley ha anche dato spiegazione per quanto riguarda il nome della via: "La chiamiamo Travesia del Oso Buda. "Oso" per Bjørn-Eivind Årtun ("Bjørn" significa orso in norvegese, "Oso" significa orso in spagnolo), e Buda per Chad Kellogg. Questa traversata è stato concepita da Bjørn-Eivind, e avevamo fatto progetti per tentarla insieme nel 2011. Il primo tentativo è stato effettuato da Bjørn-Eivind e Chad nei primi mesi del 2012. Bjørn-Eivind è stato colpito da una scarica di sassi un paio di settimane più tardi in Norvegia, a Chad è capitata la stessa sorte circa un anno dopo, su Cerro Chaltén (Fitz Roy - ndr). Entrambe erano delle persone meravigliose, arrampicatori fantastici che ci ispiravano, e mi piacerebbe tanto poter dire loro che il sogno di Bjørn si è avverato."

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